Barotrauma Colpo di Ventosa
Compensare la maschera durante l’immersione è indispensabile per via dell’aumentare della pressione idrostatica. Mentre si scende, le parti morbide della maschera tendono a schiacciarsi sul viso e di conseguenza riducono il volume d’aria contenuto all’interno della maschera stessa.

Questo può variare sia in base alla profondità che al volume di aria contenuto dalla maschera. In pratica più è grande la maschera e più aria c’è al suo interno.
Durante l’immersione sarà pertanto necessario compensare anche il volume interno della maschera, riequilibrando la pressione con l’esterno, altrimenti si verifica un effetto ventosa che è un vero e proprio Barotrauma che prende appunto il nome di Colpo di Ventosa.
Infatti la quantità d’aria presente all’interno della maschera, per effetto della legge di Boyle, in fase di discesa viene compressa provocando un vero e proprio «risucchio» dei tessuti molli del viso compresi nel suo interno.
Per evitare tale fenomeno è sufficiente soffiare dal naso un modesto quantitativo d’aria nella maschera che andrà a equilibrare la pressione esterna.
Nel corso della risalita l'aria situata all’interno della maschera si dilata e tende a fuoriuscire automaticamente dai bordi.
Durante le immersioni un poco più profonde il quantitativo di aria inserito nella maschera è importante per cui l’apneista esperto - prima di tutto riempie di aria la maschera in superficie - subito prima dell'ultimo respiro, in modo che parte con già abbondante aria nella maschera, per cui riduce la necessità di compensarla spesso. Successivamente cerca di calibrare la quantità di aria da inserire nella maschera per 2 ragioni. La prima è limitare il consumo. La seconda è evitare un continuo effetto ventosa. C'è anche da ricordare che non tutte le maschere sono adatte a sopperire all'effetto ventosa, in particolare più sono morbide e più si prestano alla ventosa, infatti gli esperti di solito prediligono i facciali un poco più rigidi proprio per limitare la ventosa in profondità. Oppure più sono grandi all'interno e più spesso vanno compensate. Il volume interno minimo di una maschera è fondamentale per chi vuole risolvere questo problema. Se si vuole limitare quindi l'effetto ventosa, conviene usare una maschera specifica con volume minimo e struttura poco morbida anche se comoda ed efficiente, imparare a riempirla di aria in superficie prima di scendere e imparare a dosare l'aria per compensarla. Poi in risalita si può recuperare quell’aria utilizzata facendole fare il percorso inverso, ovvero risucchiandola in modo leggero dal naso durante la risalita. È comunque opportuno, ricordare che questa manovra di recupero aria non è indispensabile ed è sconsigliata quando si ha poca esperienza, perché potrebbe aumentare il rischio di Barotraumi polmonari. Per questi motivi la maschera dell’apneista è tra quelle con minore volume interno possibile proprio perché non occorre molta aria. Va detto che una maschera ideale non necessita di essere compensata spesso, ma è altrettanto vero che più la maschera farà ventosa e più diventerà difficile e faticoso compensarla, quindi è sempre raccomandato trovare il giusto equilibrio. L’effetto ventosa da mancata compensazione farà avvertire dolore a livello degli occhi e del naso. Se si tratta di un caso forzato, alla riemersione la cute del viso sarà tappezzata da micro emorragie a carattere puntiforme, il naso potrebbe sanguinare e l’occhio conferire al subacqueo il caratteristico aspetto degli occhi pesti, a volte anche con piccoli capillari infiammati. Nei casi importanti il dolore all’occhio dura per 2-3 giorni con fastidio continuo. In tal caso il quadro clinico è in genere di facile risoluzione senza alcuna conseguenza. Nei casi più gravi si possono avere lesioni oculari più importanti come emorragie retiniche accompagnate da brusca diminuzione della visione ad evoluzione variabile. Si tratta di una patologia a risoluzione spontanea, ma possono essere di valido aiuto impacchi con soluzione fisiologiche e applicazione di pomate anti-edema ed antinfiammatorie. Ad ogni modo un controllo medico è sempre consigliabile per la ripresa dell’attività.
Consigli:
Abituarsi ad inserire aria nella maschera fin dalla superficie – subito prima dell’ultimo respiro prima di immergersi. Non è risolutivo ma aiuta a sprecare meno aria in immersione.
Scegliere una maschera adeguata, ovvero di ridotto volume di aria interna, per cui con minori dispersioni di aria per compensarla in profondità.
Imparare a controllare la capacità di insufflare aria nella maschera ben prima che vi sia una forte pressione e a dosare la quantità giusta di aria senza sprechi.
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