Barodontalgie
Sono disturbi che riguardano i denti e rientrano nel gruppo dei barotraumi e come tali si possono manifestare sia in fase di discesa che in fase di risalita. I disturbi possono colpire denti sani, cariati o denti devitalizzati e, in alcuni casi, possono manifestarsi anche alcune ore dopo l'immersione.

Durante la discesa verso il fondo si possono avere manifestazioni dolorose in seguito a modificazioni circolatorie nella polpa dentaria, quale conseguenza dell'immersione stessa; ugualmente si possono manifestare fenomeni di compressione a carico della polpa o dell'apice di un dente, sede di otturazione non perfetta o non completa; specialmente quando è rimasta aria all’interno. Anche una forte infiammazione dei seni mascellari può causare dolore riflesso ai molari superiori.
Ugualmente si possono manifestare per altre patologie dentarie (pulpiti, granulomi, parodontiti), per la maggior parte dei casi asintomatiche, che possono giungere in maniera violenta e improvvisa quando il corpo umano viene sottoposto a pressioni ambientali importanti.
Nel corso dell'emersione possono poi presentarsi una serie di disturbi che colpiscono indifferentemente denti sani e cariati, curati o da curare.
In genere il dolore compare ad una quota ben precisa e tende a regredire con la diminuzione di pressione; altre volte il dolore, scompare, ma si ripresenta in modo più intenso e violento a distanza di tempo.

Il fenomeno più frequente è un piccolo quantitativo di aria che rimane imprigionato nella cavità dentaria ed espandendosi (legge di Boyle), in fase di risalita, può provocare la frattura del dente (nei punti molto cariati, che sono la zona di minore resistenza), oppure con l'espulsione dell'otturazione o dolore vivo e intenso per compressione della polpa. In ogni caso al comparire di questa manifestazione, si consiglia di terminare le immersioni o quantomeno di limitarne la profondità fino a dove il dolore non compare. Ad ogni modo il dolore solitamente cessa una volta tornati alla pressione atmosferica normale.
I denti che sono stati aperti e cementati temporaneamente possono andare incontro addirittura e vere e proprie «esplosioni» da intrappolamento ed espansione dell'aria nel corso della risalita. Infatti è sconsigliato effettuare immersioni il giorno dopo una otturazione e comunque è sempre consigliato avvertire il proprio dentista che pratichiamo immersioni e quindi di prestare la massima attenzione a questo rischio.
Il motivo della liberazione di aria nella cavità pulpare di un dente cariato o curato, è da ricercarsi nei traumi ripetuti che l'elemento ha subito (termici, otturativi o formazioni di carie) che hanno provocato una sorta di degenerazione degli elementi cellulari.
Da quanto esposto finora appare evidente che per evitare la comparsa di disturbi dentari in corso d'immersione potrebbe risultare utile e consigliato sottoporsi a visita specialistica odontostomatologica, al fine di ricercare possibili focolai infettivi, elementi cariati e fragili e quindi maggiormente sensibili ai traumi termici e iperbarici.
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