Barotrauma alternobarico
È una condizione causata da squilibri pressori tra l’orecchio medio e l’esterno. Sostanzialmente si manifestano soprattutto in due casi specifici:

Stimolazione Vestibolare è una circostanza frequente determinata dalla inefficace manovra di compensazione soprattutto durante le prime immersioni di giornata e nei primi metri di profondità, per cui si crea uno squilibrio pressorio che favorisce l’insorgere di vertigini e nausea. Vestibolare significa "relativo al vestibolo", ovvero la struttura dell'orecchio interno deputata all'equilibrio che viene stimolata e da luogo appunto a vertigini. Oltre alla inefficace manovra di compensazione, si può manifestare anche a causa dell’acqua più fredda che entra nel condotto uditivo esterno, il quale fino a poco prima era al caldo, per cui si crea uno sbalzo termico improvviso che dà luogo anche in questo caso a delle vertigini vestibolari, con giramenti di testa e nausea. Se si sommano entrambe le situazioni è chiaro che le vertigini saranno più evidenti. Se pertanto si avvertono vertigini fin dalle prime immersioni, conviene restare calmi, fermarsi e tornare verso la superficie per circa 1-2 metri e fermarsi. Qualora le vertigini diminuiscono a spariscono, abbiamo la certezza che si tratta appunto di questa stimolazione vestibolare. In ogni caso è sempre consigliato appena immersi, di massaggiare l’orecchio per eliminare bolle di aria, far entrare l’acqua e riequilibrare la temperatura. Più è fredda l’acqua e più vi è la possibilità che possa manifestarsi. In seguito conviene compensare ben prima del fastidio ai timpani e in modo morbido senza forzare. Se poi si effettua una buona manovra è molto raro che si possa manifestare la stimolazione. Dopo le prime immersioni è sempre più difficile che possa accadere.
Il Blocco Inverso è un'altra circostanza dove si verifica un aumento della pressione nell’orecchio medio nella risalita. Può accadere se l’aria precedentemente inserita trova difficoltà di «de compensazione» e quindi di fuori uscita a causa di ostruzioni, muco, tube incollate e così via. Si tratta quasi sempre di un ostacolo al deflusso dell’aria attraverso la tuba di Eustachio. Alla base del disturbo vi sono in genere fenomeni infiammatori della mucosa nasale e/o dei condotti tubarici che possono provocare un blocco parziale del drenaggio dell’orecchio medio con intrappolamento dell’aria nella cavità uditiva; aria che, in fase di risalita, per effetto della legge di Boyle, aumenta il proprio volume andando a stimolare le strutture labirintiche con conseguente comparsa di vertigini. Se in risalita si accusa questa condizione, conviene rallentare invece di farsi prendere dal panico e velocizzare la risalita per dare modo all’aria e ai canali di espellere la pressione in modo graduale. In pratica una risalita veloce potrebbe bloccare definitivamente le immersioni, mentre una risalita molto lenta, al contrario potrebbe migliorare le successive manovre di compensazione e allontanare i problemi. Rallentando è più probabile che l’aria defluisca da sola e più facilmente. Non appena un minimo di aria si libera, le vertigini e il dolore scompaiono. Se si velocizza la risalita è probabile che l’aria fatica di più ad uscire per via di una espansione rapida e le vertigini come il dolore si intensificano. A volte è anche conveniente fermarsi in quota durante la risalita e compensare in modo leggero come si farebbe in discesa, in questo modo l’aria trova un suo equilibrio e dolore e vertigini scompaiono. L’importante è non farsi prendere dalla fretta e dal panico perché velocizzare è la soluzione peggiore.
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