Apnea profonda in assetto variabile VWT
Questo tipo di tecnica prevede l’utilizzo di una zavorra abbondante per scendere, mentre la risalita va effettuata con le proprie forze, pinneggiando o tirandosi a braccia sul cavo guida.

È una tecnica che permette di raggiungere quote più profonde con minor fatica sia in discesa che in risalita. Gli elementi fondamentali sono il rilassamento, la compensazione, l’adattamento alla pressione e la capacità di gestire una immersione così impegnativa. Non a tutti piace questa disciplina perché ritenuta poco sportiva in quanto si utilizza poco la parte atletica, però chi la pratica ritiene che non è affatto lontana da un gesto atletico, anzi serve una performance atletica, tecnica e mentale non indifferente.
Si utilizza questa tecnica anche per allenarsi con la profondità, abituandosi a quote superiori per avere poi un vantaggio anche quando si effettua una immersione in costante.
La tecnica prevede di scendere lungo un cavo guida tramite una slitta zavorrata con almeno 15-20 kg di peso, la quale trasporta rapidamente l’apneista a quote notevoli. Per tali ragioni, la compensazione diventa più difficile vista la velocità di discesa e l’elevata profondità. In questi casi l’esperto deve conoscere le tecniche più evolute di compensazione, con le quali va effettuato un carico di aria ad una quota prestabilita che aiuta poi nella compensazione profonda. Il rilassamento è più complicato perché come si può immaginare una discesa così veloce dove si avertono cambiamenti rapidi, non aiuta a rilassarsi, ma l’esperto ci riesce talmente bene che addirittura ne prova piacere. L’aumento della profondità e quindi della pressione, da un lato complica la situazione per via delle difficoltà a compensare i timpani e la maschera, ma dall’altro lato favorisce l’aumento della pressione parziale dell’ossigeno, per cui una volta raggiunto un adattamento fisiologico, si ha una sensazione di benessere. Con l’esperienza migliora la gestione sia della discesa che della risalita, per cui profondità, tempi e fatica sono più gestibili. Per un profano sono molto complicati, per l’esperto sono invece parte integrante del gesto atletico.
La risalita senza alcuna zavorra è il momento in cui sembra di volare verso il cielo, si percepisce la velocità di risalita senza sforzo mentre l’acqua scorre sul corpo ed è a detta di tutti il momento più affascinante. L’acqua che scorre, il corpo che vola verso il cielo, la consapevolezza di avere effettuato un gesto così impegnativo. In quei secondi si ha la sensazione del tempo che scorre lentamente, dell’emozione che dura nel tempo. Sono momenti indelebili.

Nella pesca in apnea si utilizza un sistema simile per raggiungere profondità impossibili in assetto costante, ma ci sono delle variazioni. Si scende con un piombo mobile di circa 10 kg collegato ad una robusta sagola. Una volta sul fondo si abbandona il piombo mobile e poi si risale a pinne senza alcuna zavorra. Dopo di che si recupera il piombo mobile a braccia, prima di immergersi di nuovo e soprattutto non c’è una sola immersione alla ricerca della massima profondità, ma almeno 15 - 25 immersioni per avere maggiori opportunità.
La sicurezza in questa disciplina prevede 2 situazioni distinte. Nei record trattandosi di profondità notevoli e di eventi ufficiali, ci deve essere un team di assistenti specializzati – (Safety Team) composto da più persone con mansioni differenti. L’altra situazione riguarda l’apneista ricreativo che scende per allenarsi o per praticare pesca in apnea. In questi casi è importante l’assistenza di qualcuno affidabile che conosca anche i tempi e le abitudini di chi si immerge.
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