Apnea profonda in assetto costante CWT

Consiste in una immersione verticale dove si scende verso il fondo con l’ausilio della propria pinneggiata e con una zavorra costante che non viene abbandonata. Il nome è CWT (Constant Weight).

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Viene considerata la disciplina di apnea per eccellenza perché abbina tutte le doti necessarie: Ottima preparazione atletica, elevata capacità mentale di gestire la profondità l’apnea, eccellenti doti di adattamento fisiologico alla pressione, perfette abilità tecniche di immersione. La zavorra necessaria per vincere l’iniziale spinta di galleggiamento non viene mai abbandonata e nelle prime fasi di discesa e di risalita fa aumentare lo sforzo. Di solito si pratica lungo un cavo ben disteso in verticale, dove l’apneista è collegato tramite un piccolo cavetto di circa 1 mt (Lanyard) da una parte fissato al polso e dall’altra al cavo guida. Garantisce che l'apneista non si allontani dal cavo e ne resti collegato, permettendo a chi fa assistenza di recuperarlo in caso di necessità.

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È una tecnica di apnea utilizzata anche in acque libere senza cavi guida, specialmente per chi si immerge e scorre i fondali come ad esempio un pescatore in apnea oppure un video maker subacqueo, che comunque sono collegati alla loro boa di segnalazione. Scendere lungo il cavo guida, aiuta nel mantenere una verticale perfetta, distrae dalla distanza da percorrere perché si guarda continuamente il cavo, il collegamento al cavo fornisce maggiore serenità. Il tutto si traduce in maggiore prestazione in confronto ad una immersione libera senza cavo guida che al contrario non garantisce la stessa serenità, non aiuta a capire la profondità e non aiuta ad essere perfettamente verticali in quanto almeno ogni tanto si deve guardare verso il fondo e quindi si frena e si devia la traiettoria.

I momenti cruciali di una immersione in assetto costante sono quelli della preparazione di superficie, dove è necessario mantenere una posizione comoda e rilassata, per respirare nel modo corretto fino a quando non si è pronti. Serve una capovolta efficace per ricevere subito una buona spinta. Conviene pinneggiare con più energia nella fase iniziale per vincere il galleggiamento, poi rallentare lo sforzo mentre si arriva alla quota neutra dove non si galleggia più e subito dopo lasciarsi cadere per l’assenza di galleggiamento e affondare in posizione verticale tagliando l’acqua meglio possibile e senza alcuna fatica. Una volta raggiunta la quota si riparte verso la superficie con movimenti fluidi e costanti senza sforzi eccessivi, perché l’ideale è trovare una velocita economica ed efficiente che consenta di risalire con meno sforzo possibile. La testa non deve mai guardare verso l’alto altrimenti frena la risalita, le spalle devono mantenersi strette, ma rilassate. Lavorano solo le gambe e le pinne con movimenti precisi ed efficaci. La pinneggiata in assetto costante è l’elemento che può fare la più grande differenza. In risalita, una volta superata la quota dove non si galleggia, conviene rallentare lo sforzo e sfruttare l’inizio del galleggiamento per faticare meno, fino a quando si galleggia nella parte finale dove si smette di pinneggiare e ci si lascia trasportare senza sforzo fino alla superficie. Capire tutto questo è semplice, ma lo è molto meno riuscire a farlo, perché subentrano fattori emotivi, fisici e tecnici non indifferenti. Se vuoi vedere una apnea come appena descritta, potrai farlo nel video a fine articolo che aiuta a capire meglio.

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Per fare tutto questo serve una zavorra precisa che non sia troppo pesante da riportare verso la superficie, ma nemmeno troppo leggera per cui si faticherebbe troppo nella fase iniziale per scendere.

Questa è una delle tecniche di immersione in apnea tra le più impegnative, non semplice da gestire senza la necessaria esperienza.

Le raccomandazioni sono:

- Non immergersi da soli.

- Assicurarsi che il proprio compagno assistente sia preparato.

- Essere collegati al cavo guida ogni volta che è possibile.

- Non forzare durante la compensazione e non fare altri sforzi inutili.

- Essere consapevoli del gesto.

- Non bruciare le tappe perché la profondità si ottiene un poco alla volta.

- Conoscere bene il protocollo di riemersione dopo una apnea impegnativa

-   Evitare l’immersione in caso di non idonee condizioni fisiche o ambientali.

 Guarda il video che ti mostra quanto descritto:

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