Adattamento alla temperatura in acqua
L'acqua conduce il calore circa 25 volte più velocemente dell'aria, motivo per cui la dispersione termica in immersione è molto più rapida, rendendo indispensabile una protezione come la muta in neoprene, ma c’è molto altro da valutare.

L'adattamento del corpo umano alla temperatura in acqua, chiamato anche “acclimatazione” è il processo attraverso il quale il corpo umano si adegua alle differenze termiche. Il corpo umano perde calore quando interagisce termicamente con una temperatura più bassa; viceversa un corpo acquista calore quando interagisce con una temperatura più alta. Soltanto quando due elementi che interagiscono con la stessa temperatura, si trovano in condizioni di equilibrio termico, per cui non c’è passaggio di calore. In acqua la temperatura è quasi sempre più bassa del corpo umano, pertanto per restare immersi per un periodo soddisfacente è necessario proteggersi con una muta di neoprene di spessore adeguato. In tal caso, più sarà alta la differenza termica e più alto dovrà essere lo spessore della muta.
Non tutte le persone hanno le stesse necessità perché ci sono differenze morfologiche, metaboliche e psicologiche.
Di solito sopportano meglio il freddo i soggetti con una specifica composizione corporea. Ovvero, una buona massa muscolare garantisce una maggiore produzione di calore (termogenesi), mentre una buona percentuale di grasso corporeo funziona come isolante termico, rallentando la dispersione del calore.
Un metabolismo più lento o le risposte ormonali, possono portare a una maggiore sensibilità al freddo o al caldo. Infatti la tiroide e l'ipotalamo regolano il metabolismo, le risposte ormonali e la temperatura corporea. Inoltre incidono davvero tanto le motivazioni, la serenità, l’autocontrollo. Ad esempio una persona motivata sente meno sia il freddo che la fatica, così come una persona che ha un buon autocontrollo, riesce a gestire meglio qualunque variazione sia ambientale che psicologica. Una persona ansiosa tende a rilassarsi di meno e a muoversi di più, per cui ha meno freddo di una calma, ma riduce molto la sua apnea. Invece un soggetto iperteso, non ha come si crede dei vantaggi a livello termico, perché per mantenere il calore corporeo, il corpo restringe i vasi sanguigni, (vasocostrizione) specialmente su mani e piedi. Questo fenomeno, aumenta la pressione arteriosa senza vantaggi termici. Infatti capita spesso che un soggetto ha freddo e un altro dice di stare bene.

L’importante è proteggersi adeguatamente perché la vasocostrizione e la sofferenza verso il freddo, riducono molto l’apnea. Come principio infatti va trovata la soluzione termica migliore anche a patto di indossare una muta apparentemente più scomoda. Durante l’immersione con l’aumentare della profondità la muta di neoprene si schiaccia per via della pressione, per cui protegge ancora meno dal freddo. Inoltre in mare, si hanno quasi sempre strati di differenti temperature “Termoclimo” dove la temperatura dell'acqua diminuisce rapidamente, separando l'acqua calda superficiale da quella fredda sottostante che a volte è anche di qualche grado inferiore, per cui in superficie si sta bene, ma sul fondo si ha freddo. La tendenza a raggiungere l’equilibrio termico è un processo al quale non possiamo opporci con la forza. Quello che possiamo fare è trovare il modo più efficace. La permanenza in acqua più o meno fredda, determina la comparsa di vari disturbi che, impediscono immersioni di lunga durata. Primo tra tutti è quello mentale, ovvero c’è la tendenza ad arrendersi per la sofferenza costante, poi nel momento in cui subentra il tremito naturale che serve a riscaldare l’organismo, la prestazione si riduce notevolmente perché aumentano il battito del cuore, la fatica dell’organismo e lo stress generale.
A concorrere con l’adattamento alle temperature incidono anche altri fattori come ad esempio, l’età dove di solito più si è anziani e più si soffre il freddo. Poi c’è l’adattamento alle temperature, ovvero più si va in acqua e più ci si abitua allo scambio termico e alla tolleranza.
In conclusione l’adattamento termico, la protezione ideale e lo stato d’animo equilibrato, sono le soluzioni migliori.
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