10.   L’OBIETTIVO DA RAGGIUNGERE E IL MOMENTO DI FILMARE

 

 

CAM 10 2E’ FINALMENTE GIUNTO IL MOMENTO DI FILMARE e se fino a questo punto abbiamo pensato che la qualità di un bel video dipende solo dalla CAM, adesso dobbiamo capire che conta anche la mano e la creatività di chi la utilizza. Ci sono tante scuole di pensiero e quando si parla di creatività è giusto che ognuno utilizzi la propria, ma è anche vero che ci sono delle buone abitudini che danno sempre ottimi risultati e soprattutto per chi non è esperto possono aiutare non poco a realizzare filmati di buon livello. Alcune sono banali, ma non tutte.

Una video ripresa di pesca in apnea non è il film della più grande casa cinematografica, che deve per forza avere tutto perfetto. Spesso riprese scadenti, ma con belle prede, accontentano di più di riprese belle con prede normali. Se però si riesce a mantenere entrambe le caratteristiche il risultato è senza dubbio il migliore. Ci sono diversi modi di arricchire o di gestire le riprese.

Vediamone alcune tra le più importanti:

 

LA LUCE: come nelle tecniche di fotografia e nelle stesse tecniche di pesca, la luce del sole dovrebbe stare sempre alle spalle, perché colora il panorama e i soggetti davanti alla CAM che altrimenti in contro luce avrebbero molte zone di riflessi e di ombre rendendo inutile l’elaborazione del video. L’esempio più evidente è quando si filma la cattura in superficie. Se ci posizioniamo contro luce perdiamo i colori e non si capisce bene la dimensione del pesce, i colori del soggetto (pescasub) – invece facendo attenzione a tenere la luce alle spalle, specialmente se bassa ovvero alle prime ore del mattino o al tramonto, il pesce e il soggetto assumono colori entusiasmanti. Altro caso è sul fondo durante la ripresa. Se il pesce giunge contro luce lo si distinguerà solo se arriva molto vicino, altrimenti non sarà facile nemmeno vederlo. Al contrario se sempre sul fondo l’acqua è limpida e la luce alle spalle, il pesce lo si vedrà nel video fin da lontano e sempre in modo nitido. Non si può sempre scegliere e a volte capita di agire contro luce, in questi casi se possibile, chiudiamo di uno o due step l’esposizione.

 

LA SCENA È TROPPO LUNGA e diventa noiosa, come spesso si vede in filmati dove la registrazione parte fin dalla superficie e inquadra il fucile per tutta la discesa e prima di vedere la parte saliente, passa troppo tempo. Il fucile sembra l’arma di un video game e accompagna tutta la scena in modo noioso.  Sarebbe più opportuno tagliare i tempi morti o con l’EDITING oppure abituandosi ad accendere la registrazione solo nella parte finale della discesa, quando già si vede il fondale e l’occhio viene subito attratto dalla scena. Poi spesso conviene staccare la registrazione poco dopo il tiro, ovvero giusto il tempo di far vedere la preda catturata. Poi in risalita se abbiamo la possibilità si potrà fare una nuova ripresa breve dove si mostra da vicino la preda afferrata. Infine con una scena da 5-7 secondi si mostra in superficie la cattura e per chi ne ha voglia e capacità, ci potrebbe essere la possibilità di registrare un breve commento LIVE (sempre apprezzato dal pubblico). In questo modo a volte con video da 2 minuti si ottiene un netto miglioramento in confronto ad altre scene che durano molto di più, ma alla fine mostrano le stesse cose solo in modo più noioso. L’unico vantaggio della scena lunga è quando ci sono situazioni speciali che vanno mostrate anche a scapito della durata. Per chi ne avesse la possibilità, c’è anche l’ipotesi di farsi filmare da un amico sul punto esatto della cattura, ripetendo l’intera scena fino al momento del tiro che poi verrà montato tramite EDITING come una scena completamente reale.

 

L’INQUADRATURA ideale durante l’azione di pesca aiuta molto a far diventare vivo ed emozionante il video. Ad esempio, tenere il fucile perfettamente fermo in un punto durante un aspetto fa annoiare, muoverlo lentamente a destra e sinistra da movimento e panorama al filmato e non annoia. Farsi riprendere da un amico mentre siamo sul fondo che facciamo quell’aspetto, dona al video un emozionate esperienza di realtà. Qui subentra molta creatività e ci sono tante soluzioni per aggiungere panoramiche, azioni da diverse inquadrature (di lato – da sopra – in auto ripresa etc).

 

LA RICERCA DELLE SCENE è la prima problematica a cui va incontro un principiante. Ovvero dopo la battuta di pesca sono state fatte 60 registrazioni, ma solo una ci interessa. Non è facile ricordare e trovare la scena in modo rapido anche quando abbiamo travasato tutte le riprese sul nostro PC. Per ovviare a questo inconveniente, suggerisco sempre di completare la cattura di una preda, oppure una ripresa di nostro interesse, con una breve ripresa successiva di soli 3 secondi dove si inquadra il nostro pollice in su, come per dire OK oppure qualcosa di personale. Quando avremo tutte le riprese sul PC e attiveremo l’opzione di visualizza anteprima, potremo vedere le icone dei video come delle finestre che mostrano l’inizio della scena, per cui sarà semplice anche in mezzo a 60 video identificare quello con il pollice in primo piano e sappiamo pertanto che la ripresa precedente è quella che ci interessa. La formattazione delle scene per liberare la memoria della CAM è consigliata solo dopo che abbiamo controllato che ci sia tutto quello che ci ricordiamo. Scaricare i video e formattare subito la scheda non è mai consigliato perché capita inevitabilmente che appena formattato ci ricordiamo che c’era qualche altra cosa da vedere e oramai non è più recuperabile.

 

L’EDITING DI UN VIDEO ovvero il montaggio di una o più scene, diventa uno strumento micidiale per rendere qualcosa di normale in qualcosa di speciale, perché consente di tagliare i tempi morti, di montare i momenti salienti, di aggiungere musiche, dissolvenze, testi, commenti, rallentare scene e così via. La scena originale scaricata dalla CAM in genere non è attraente se non si sono tenute in considerazione le basi di un montaggio creativo. Tutto dipende dall’obiettivo che vogliamo raggiungere. Un video per sé stessi può andare bene anche originale senza modifiche, ma se lo andiamo a pubblicare e vogliamo che il pubblico lo apprezzi di più è chiaro che serve un minimo di EDITING. Ci sono numerosi programmi anche gratuiti di montaggio dei video, ognuno con pro e contro. C’è quello semplice ed intuitivo che per logica non ha molte funzioni di modifica altrimenti non sarebbe semplice. C’è quello più complesso che consente modifiche di tutto rispetto, ma in genere è più difficile da usare e necessità di un PC adeguato. Il mio consiglio è di iniziare con il programma più semplice e se poi ci appassiona andare avanti, sarà stimolante cambiarlo con uno sempre più completo.

IN OGNI CASO IL PRIMO PASSO è quello di domandarsi quale è il nostro reale obiettivo. Se rimane il più frequente degli utilizzi, ovvero rivivere e condividere qualche momento, una CAM semplice, poco ingombrante e non troppo costosa, magari anche facile da usare, sarà perfetta. Poi nel tempo verrà spontaneo sostituirla con qualcosa più performante anche se più difficile o costosa. Il principio di gradualità è sempre valido in ogni cosa che facciamo.

 

 

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