Protocollo di Riemersione da una apnea
Si divide in due parti, una è quella della risalita ed una è quella di uscita appena si arriva di nuovo in superficie.

Parte 1) Durante la risalita è fondamentale concentrarsi per mantenere una posizione verticale con la testa e le spalle che tagliano bene l'acqua, altrimenti con le braccia larghe o la testa reclinata si crea attrito che aumenta i consumi. La pinneggiata deve mantenersi costante e mai forzata perché nell'economia dei consumi forzare la pinneggiata causa in proporzione un aumento del consumo molto più alto dell'aumento di velocità, pertanto la velocità giusta e costante è sempre la soluzione migliore. Gli ultimi metri verso la superficie sono quelli in cui si ha il galleggiamento, per cui conviene smettere di pinneggiare e lasciarsi trasportare verso la superficie senza fatica. Oltretutto questi ultimi metri sono anche i più importanti perché è il momento in cui si ha il livello minimo di ossigeno per via della durata dell'apnea, ma anche perché in risalita la pressione dell'acqua si riduce rapidamente e di conseguenza anche quella dell'ossigeno.

Parte 2) Il momento più importante è invece appena riemersi. L’apnea all’interno dell’organismo non termina appena la testa esce fuori dall’acqua, ma continua anche durante la prima respirazione fino a quando non arriva sufficiente pressione di ossigeno al cervello e solo a quel punto si può considerare terminata l’apnea. Infatti per chi presta assistenza è consigliato controllare il compagno riemerso per almeno 20 secondi dopo che ha ripreso la respirazione e al tempo stesso per chi ha fatto apnea è consigliato non fare movimenti inutili fino a 20 secondi dopo avere ripreso il respiro, ma non finisce qui.
La prima cosa spontanea dopo una apnea impegnativa è quella di buttare fuori tutta l’aria per prepararsi ad un nuovo grande respiro. In pratica viene effettuato un notevole sforzo per espirare completamente e si allunga il tempo per ricreare una necessaria pressione di Ossigeno. L’obiettivo infatti è quello di creare prima possibile una nuova pressione di ossigeno per scongiurare il rischio di un blackout.
Il sistema più moderno e comprovato da ricerche scientifiche, si chiama " Hook Breathing o compressioni" e viene sempre più utilizzato. In pratica consiste nel buttare fuori poca aria per non abbassare la pressione di ossigeno e concentrarsi soprattutto nel prendere nuova aria proprio per creare al tempo stesso una maggiore pressione di ossigeno.
Esecuzione:
L’aria va buttata fuori senza sforzo e lasciata andare rapidamente in quantità minima (circa 20-25%) senza perdere tempo a svuotare.
Poi va fatta una inspirazione ampia senza la bocca troppo aperta, perché la bocca molto aperta può causare l’interferenza della glottide. Va mantenuta la bocca come se il respiro avviene tramite una cannuccia di buone dimensioni - in modo che la glottide non possa limitare l’entrata di aria. Si può fare in qualunque momento una semplice prova: Svuotare e poi prendere tanta aria in modo rapido a bocca totalmente aperta e spesso sentiremo l'interferenza della glottide e non troppa aria che entra. Poi riprovare nel modo corretto, ovvero svuotare e prendere di nuovo aria con la bocca posizionata come se ci fosse una cannuccia (vedi foto sopra) - sentiremo che l'aria entra con maggiore pressione e in quantità superiore.
Una volta effettuata l’inspirazione a pressione, va fatta una pausa trattenendo il respiro per 1-2 secondi e al tempo stesso spingendo con il diaframma come a premere i polmoni. Questo favorisce la pressione parziale di Ossigeno. Il vantaggio è proprio questo – ovvero aumentare prima possibile la pressione dell’ossigeno. Si crea una pressione intratoracica che aiuta a mantenere l'ossigeno alveolare disponibile per l'assorbimento, prevenendo una pericolosa caduta di pressione che potrebbe causare un blackout anche dopo i primi respiri (se fatti male).
Si effettua di solito con 3 atti completi di compressioni come sopra descritto- meglio senza l’aeratore in bocca con il quale sarebbe tutto più complicato.
Dopo le compressioni si rimette l’aeratore e si torna a respirare normalmente cercando di rilassarsi.
Consiglio utile:
Questa tecnica diventa efficace e semplice solo dopo che è diventata automatica, per cui conviene abituarsi a farla sempre in qualunque occasione e con qualsiasi apnea anche quelle più comode. L’automatismo funziona solo quando si effettua senza pensarci, altrimenti in caso di apnea in difficoltà diventa difficile concentrarsi sulla respirazione corretta.
Se vuoi guarda questo video per vedere una buona apnea in sicurezza:
Prosegui con Tempo di Recupero di Superficie
Oppure Torna a Sicurezza in Apnea
Se invece vuoi sapere tutto sull'apnea seguendo un percorso logico con tutti gli argomenti - inizia da qui
Forse ti interessa anche questo libro:
Forse ti interessa anche conoscere Marco Bardi - L'autore di questi articoli:
Se vuoi contattare Marco Bardi - fai clic QUI - oppure scrivi sui social che vedi in alto a destra


