Samba - Sincope e Blackout in apnea
Il pericolo peggiore in apnea è causato dal rischio di ipossia (carenza di ossigeno) che può determinare uno svenimento, perché quando l’organismo umano raggiunge una condizione limite di ossigeno, si ha una perdita di conoscenza dovuta al fatto che l’organismo stesso, tende a preservare le funzioni involontarie – le quali sono necessarie alla conservazione momentanea.
Il termine “Sincope” in medicina, viene inteso come una perdita di coscienza dovuta ad una vasocostrizione a livello cerebrale con conseguente riduzione del flusso sanguigno al cervello e con provvisorio arresto respiratorio e a volte cardiaco a seconda dei casi più o meno gravi. Il termine Sincope è il più utilizzato anche se non è corretto, infatti è stato sostituito dal blackout nella terminologia più moderna.
Il blackout in apnea è simile alla sincope, ma in realtà è uno stato di incoscienza con arresto respiratorio senza una improvvisa vasocostrizione cerebrale. Durante l’apnea, dato che non c'è un ricambio di ossigeno per mancanza di respirazione, si ha in contemporanea un rapido aumento dell’anidride carbonica che è un vasodilatatore che limita appunto la vasocostrizione cerebrale. Questo è il motivo per cui scientificamente il termine sincope è stato sostituito con black out, ma il problema è che comunque entrambi causano la perdita di coscienza dell’apneista il quale se non torna in tempi brevi al respiro va incontro ad un periodo variabile in cui rimane incosciente, ma con le funzioni vitali attive. Se entro tale periodo viene assistito e portato con la testa fuori dall’acqua e gli viene effettuata una specifica manovra di primo soccorso, riprende sia il respiro che le funzioni volontarie.

L’arresto cardiaco successivo ad un blackout in apnea, si ha solo come conseguenza finale. Come abbiamo spiegato, le funzioni involontarie sono comunque attive ma se entro tale periodo non arriva nuovo ossigeno, il cervello tramite i centri bulbari respiratori, invia il segnale di riprendere subito la respirazione anche in modo non controllato, per cui se l’infortunato ha ancora la testa immersa, invece di aria - respira acqua, per cui si ha un ingresso repentino di acqua con relativo annegamento e arresto cardiaco.
L’organismo umano è molto efficiente e misura costantemente i livelli di anidride carbonica e quando sono troppo alti, invia subito i segnali di tornare alla respirazione. Questi segnali si manifestano con delle contrazioni diaframmatiche piuttosto evidenti. Se la persona non torna a respirare entro un certo periodo dalle contrazioni – rischia di terminare l’ossigeno e andare incontro al Blackout. Pertanto l’apnea può essere pericolosa, ma dipende soprattutto da come si gestisce.

Molti si domandano quanto tempo c’è a disposizione, ma non ci sono tabelle o misure precise perché intervengono più fattori incalcolabili. Ad esempio se il soggetto ha fatto una iperventilazione o una respirazione corretta, se ha fatto sforzi eccessivi oppure no, se l’acqua è fredda o temperata, se è un soggetto allenato o sedentario e così via. Troppi parametri possono incidere, comunque di solito dopo la perdita di coscienza dovuta al blackout, si hanno mediamente circa 2 minuti di tempo prima che l’infortunato abbia sott’acqua le contrazioni che stimolano il respiro e lo portano ad allagare le vie aeree. Poi si calcola che vi siano anche ulteriori 3 minuti fuori dall’acqua per la rianimazione.
Ovviamente l’ideale è non giungere mai a queste situazioni, ma nel caso capitasse è bene essere preparati per fare assistenza adeguata, non farsi prendere dal panico, ma reagire nel modo migliore possibile. L’apnea è entusiasmante e non è pericolosa come potrebbe sembrare se la si affronta in modo adeguato. Invece senza consapevolezza e una preparazioen di base, può essere pericolosa.

La samba (mioclonia) precede il blackout ed è il primo segnale che dimostra la perdita di controllo. Nelle competizioni di apnea, infatti la samba è valutata al pari di un blackout e comporta la squalifica dell'atleta.
La samba prende il nome dal famoso ballo proprio perché sembra di vedere una persona che balla in acqua con tremori, movimenti incontrollati e convulsioni dovuti ad una insufficiente ossigenazione del cervello, per il protrarsi dell’apnea oltre i limiti.
In questi casi si crea un disordine elettrico nelle cellule le quali inviano impulsi incontrollati - che portano appunto alla samba. Questa condizione precede di pochi attimi il blackout ed è appunto incontrollabile, per cui il soggetto colpito non può fare niente, mentre chi lo assiste ha la certezza che deve intervenire immediatamente.
Si precisa che questi testi sono informativi e sintetici, per cui sarebbe meglio frequentare un corso specifico di apnea con istruttori qualificati che potranno approfondire l’argomento e controllare l’allievo, per una maggiore sicurezza e capacità di effettuare apnea in tutta sicurezza.
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