Apparato uditivo e vie aeree
Per comprendere meglio la compensazione è importante conoscere l'apparto uditivo e le vie aeree, ovvero le varie cavità che permettono il passaggio dell’aria dal rinofaringe all’orecchio medio.

Il Rinofaringe è la parte superiore della faringe, situata dietro le cavità nasali e sopra il palato molle. Collega il naso alla gola, permettendo il passaggio dell'aria. Tutta la zona comprende L’Epiglottide, la Glottide, le tube di Eustachio.
L'epiglottide è una cartilagine elastica e mobile a forma di foglia, rivestita da mucosa, e situata alla radice della lingua. È una valvola che abbassandosi chiude l'accesso al cibo e alla saliva. Se accidentalmente passa della saliva o una piccola briciola, si ha subito una forte tosse per espellere il corpo estraneo.
La Glottide che è subito sotto l’Epiglottide si occupa della deglutizione e della respirazione in sicurezza, chiudendo definitivamente il passaggio a sostanze nocive per i polmoni, ma soprattutto interviene nel processo di compensazione in immersione, funzionando come valvola che chiude il passaggio dell’aria dalle cavità aeree verso i polmoni e viceversa.

L'orecchio è anatomicamente diviso in:
Orecchio esterno: è composto dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo che verso l’interno termina sulla membrana del timpano. Raccoglie, amplifica e convoglia le onde sonore verso il timpano, il quale protegge l’orecchio medio dall’ingresso di aria, di liquidi o di polveri. è importante mantenerlo pulito e protetto per evitare infezioni o limitazioni dell’udito.
orecchio medio: è la parte interna subito dopo il timpano, dove si trova la cassa del timpano, cavità nel cui interno sono presenti tre ossicini che per la loro forma prendono il nome di: martello - incudine e staffa. La loro funzione è di raccogliere le vibrazioni del timpano e convertirle in segnali comprensibili per l’udito. L’orecchio medio è in comunicazione con la faringe attraverso le tube di Eustachio, sottili condotti di drenaggio che consentono all’aria dal rinofaringe di raggiungere la cassa del timpano ovvero collega la parte posteriore delle cavità nasali e quelle superiori della gola all’orecchio medio e sono fondamentali per la compensazione.
orecchio interno: costituito da una struttura più complessa con alcune cavità (labirinto osseo) e da diverse strutture membranose (labirinto membranoso) immerse in un sottile liquido detto perilinfa, comunica con l’orecchio medio attraverso la finestra ovale ed è sede di due importanti strutture: l’organo dell’udito (coclea) e l’organo dell’equilibrio (apparato vestibolare) che in apnea certe volte ricopre un ruolo importante per il mal di mare o chinetosi.
Le Tube di Eustachio sono due piccoli canali lunghi 3-4 cm che collegano la gola all'orecchio medio per bilanciare la pressione dell’aria che collega l'orecchio medio al rinofaringe. La loro funzione principale è di equalizzare la pressione tra orecchio medio e ambiente esterno, proteggere l'orecchio da secrezioni e agenti patogeni, e drenare il muco in eccesso. Le Tube possono essere elastiche e libere e garantire una facile compensazione, oppure infiammate, ingrossate o incollate e chiudere in parte o completamente il passaggio dell’aria per cui la compensazione risulta più difficile. Infatti ci sono persone che hanno delle tube talmente libere ed elastiche che consentono una compensazione spontanea, ovvero senza necessità di manovre. Però va chiarito che anche le persone meno fortunate che hanno tube meno libere, possono intervenire sia con una ginnastica Tubarica che con una manovra di compensazione efficace come suggerito negli articoli a seguire.
Il Timpano è una membrana fibrosa che rappresenta il confine tra orecchio esterno e orecchio medio. Oltre ad occuparsi dei suoni - chiude il passaggio di liquidi o di agenti esterni e soprattutto lavora per riequilibrare la pressione interna con quella esterna. Tramite la Tuba di Eustachio riceve aria per riequilibrare la pressione e non subire danni o perdere di elasticità a causa di sbalzi di pressione come avviene sott’acqua, oppure in altitudine.Ogni variazione della pressione ambientale si ripercuote inevitabilmente sulla superficie della Membrana Timpanica, deformandola sino al limite di rottura, a meno che non si effettui una «compensazione» al fine di ristabilire il giusto equilibrio su entrambi i lati (esterno e interno).
La rottura della membrana timpanica è possibile se non si effettua la compensazione ed è sempre seguita da una lieve emorragia, dolore vivo, senso di stordimento. La stimolazione dell’acqua fredda sugli organi dell’equilibrio provoca disorientamento e vertigini con notevoli difficoltà di risalita fino alla superficie. Nelle perforazioni del timpano, seppur rare, si avverte in fase iniziale un senso di ripienezza a cui segue dolore acuto e anche nausea con crisi di vomito. In ordine di gravità si distinguono due tipi di lacerazione timpanica:
Perforazione ampia, sfrangiata, a lembi distanziati e di notevole gravità prognostica;
Perforazione localizzata, all’inizio irregolare, di aspetto tondeggiante nei giorni successivi
La guarigione, dopo trattamento specialistico, avviene in genere nell’arco di un mese ma, nelle forme più gravi, può rendersi necessaria una «Timpano-plastica», intervento chirurgico ricostruttivo della Membrana timpanica.
Prevenzione:
Evitare immersioni in presenza di infiammazioni gravi a carico delle prime vie aeree;
Interrompere l’immersione se la compensazione è difficoltosa e dolorosa soprattutto in risalita;
Evitare una eccessiva tensione sulla membrana timpanica, compensando spesso – e in modo fluido senza mai forzare;
Imparare tutte le soluzioni che aiutano a migliorare il passaggio dell’aria ed evitare congestione delle tube. (qui video specifico)
Raccomandiamo una conoscenza approfondita della compensazione, degli allenamenti specifici e delle buone abitudini. Per tutto questo si consiglia di seguire con attenzione la specifica sezione sulla Compensazione.
Il naso è un organo con tre funzioni fisiologiche principali: respiratoria, olfattiva e fonatoria (voce). Per l’immersione interessa soprattutto che lo collega ad altre vie aeree dove passa l’aria ed è per questo che quando si compensa si tappa il taso, altrimenti uscirebbe l'aria perdendo pressione. Le principali cavità interne del naso sono le fosse nasali che lo collegano al Rinofaringe. In questa zona ci sono i turbinati, strutture rivestite da mucosa vascolarizzata, essenziali per controllare l'aria inspirata. Svolgono funzioni di riscaldamento, umidificazione e filtrazione. In alcuni casi i Turbinati ipertrofici (ingrossati) ostacolano il passaggio dell’aria e creano complicazioni anche per la compensazione subacquea. Molte persone soffrono di ipertrofia dei turbinati che si manifesta con difficoltà respiratorie dal naso, sensazione di naso chiuso, voce alterata. Si possono utilizzare terapie mediche come spray nasali, ma nei casi più complicati si ricorre spesso alla chirurgia, per ridurre le dimensioni. Diverse persone si sono operate per ridurre i turbinati, ma non hanno riscontrato benefici nella compensazione subacquea, questo perché evidentemente non sanno fare una manovra corretta, per cui prima di tentare un intervento chirurgico ai fini della compensazione, sarebbe meglio accertarsi di fare una valida manovra e di avere le vie aeree in buone condizioni di pulizia e senza infiammazioni. Inoltre allenare le vie aeree e la compensazione è quasi sempre risolutivo.

I seni delle vie aeree sono cavità a contenuto aereo, della faccia e del cranio, comunicanti con le fosse nasali. Svolgono funzioni come alleggerire il peso del cranio, riscaldare e umidificare l'aria inspirata. Esistono quattro paia di seni distinti in base all'osso in cui si trovano:
Frontali: Posizionati nell'osso frontale, sopra le sopracciglia.
Sfenoidali: Collocati dietro gli occhi.
Etmoidali: Situati tra il naso e gli occhi.
Mascellari: Situati sotto le orbite negli zigomi.
Quello che ci interessa è che producono facilmente muco e sono cavità soggette alle variazioni pressorie. Infatti quando si hanno infiammazioni come forti raffreddori, la compensazione dei seni diventa difficile per via del muco in eccesso e se l’aria non riesce a penetrare si hanno dolori evidenti in tutti e 4 le zone, ma la più fastidiosa è quella dei seni Frontali. In questi casi conviene provare una compensazione e verificare se almeno un poco di aria penetra (si percepisce un movimento di aria e muco nelle zone interessate) – In tal caso si può tentare di proseguire l’immersione anche perché il cambio di pressione che aumenta e diminuisce di solito tende a portare via il muco dai seni e quindi dopo qualche immersione si migliora, invece se non si riesce a filtrare aria e a compensare anche minimamente i seni - è meglio interrompere l’immersione altrimenti si rischia quasi certamente di rompere diversi capillari e perdere sangue dalle narici.
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