Olfatto dei pesci
Le strutture olfattive del pesce sono poste nella parte anteriore del muso, ed è costituito da 2 aperture (una anteriore dove l'acqua entra e una posteriore dove esce) in cui l'acqua pompata dai muscoli delle narici scorre per essere saggiata, entrando in contatto con strutture destinate alla ricezione chimica, organizzate in strati o lamelle, oppure in "Rosette". Le strutture sono ricoperte di cellule preposte alla ricezione.

L'olfatto è basilare nei pesci e capirlo ci spiega molto dei loro comportamenti.
Interazioni sociali (riconoscimento di altri pesci);
Accoppiamento (attrazione verso la stessa specie nei momenti di riproduzione);
Percezione dei pericoli (riconoscere i predatori, o correnti nocive);
Marcamento del territorio (tramite uso di feci e altre secrezioni);
Orientamento e migrazione (con specie che usano indizi olfattivi per orientarsi)
Ci sono pesci che apprendono nei primi giorni di vita attraverso l'imprinting, e pesci delle barriere coralline che sono in grado di riconoscere habitat ideali per mezzo degli odori che possono giungere dai detriti vegetali, dalle sostanze organiche o dall'odore dei simbionti (come quello delle anemoni).
L'olfatto è un senso che permette di acquisire informazioni anche a lunghe distanze, dove la vista non può arrivare. Per queste ragioni è un senso altamente usato dai giovanili per trovare nuovi luoghi in cui abitare, anche perché questi, prediligono spostarsi di notte per evitare di essere avvistati dai predatori e seguono gli odori.
Le elaborazioni delle informazioni olfattive nei pesci sono molto simili a quelle dei mammiferi, ovvero che gli impulsi nervosi eludono molti processi cognitivi, andando direttamente alle regioni cerebrali deputate all'apprendimento. Questo fatto ci fa capire che l’olfatto agisce anche sulle nuove elaborazioni associative dei pesci. Accade anche agli esseri umani di sentire un odore ed associarlo subito ad esperienze.
Gli effetti dell'inquinamento si fanno sentire anche sull'olfatto, perché l'acidificazione delle acque può interferire. È ipotizzabile che anche il disboscamento (il taglio delle foreste) diminuisce la quantità dei residui vegetali scaricati nel mare e pertanto può impedire l'orientamento.
Articolo realizzato con la collaborazione del Dott. Stefano Guerrini laureato in scienze ambientali e naturali - esperto di animali e natura
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