I Domini Ecologici
L’ambiente marino può essere diviso in più domini ecologici. La prima fondamentale distinzione si fa tra “Pelagos” (dominio pelagico o di acqua libera) che comprende anche molte specie di pesci chiamati appunto “pelagici” che si spostano in acqua libera e “Benthos” (dominio di fondo o bentonico). Il benthos comprende gli organismi che vivono sul fondo con rapporti durevoli. Tra i pesci troviamo soprattutto le specie chiamate “stanziali” proprio perché vivono sui fondali e in zone ben precise da cui raramente si spostano.
Il dominio pelagico.

Il dominio pelagico si riferisce alla colonna d’acqua dove gli organismi nuotano liberamente, e va dalla linea costiera fino alle grandi profondità abissali. Nelle zone poco profonde (0-200 metri) si possono incontrare organismi specializzati per ambienti ricchi di luce, con limitati contatti con profondità maggiori.
Scendendo sempre più in profondità, le condizioni cambiano con un aumento dell’oscurità e della pressione. Gli organismi che vivono in grandi profondità hanno evoluto speciali adattamenti per ambienti poveri di luce e cibo, come la riduzione della vista, la pigmentazione nera o marrone, una riduzione della muscolatura (per un risparmio calorico), la riduzione della vescica natatoria, l’aumento delle dimensioni boccali e lo sviluppo della bioluminescenza. Inoltre, gli organismi delle grandi profondità compiono ogni notte delle migrazioni verso i livelli superiori, che prende il nome di “migrazioni nictemerali”.
Il dominio bentonico.
Il dominio bentonico si riferisce alla zona del fondo (roccia - sabbia – fango) in cui gli organismi ci vivono con strette relazioni. Tale dominio va dal piano delle maree fino ai fondi abissali.
Nella zona delle maree e delle onde marine si possono trovare piante che crescono sulla sabbia (come il giglio di mare Pancratium maritimum) e piccoli crostacei decompositori come le pulci di mare e i granchi corridori; mentre sugli scogli appena emersi - si possono trovare balani e cirripedi.
Dopo il limite della marea fino ad una profondità di circa 40 metri, i fondali possono essere caratterizzati dalla presenza delle praterie di Posidonia oceanica, con la relativa fauna associata. Scendendo sempre più in profondità, fino ai 150 metri di profondità, la luce solare fatica a raggiungere tali livelli, con una conseguente prevalenza animale su quella vegetale. Il fondale coralligeno è predominante con tutti gli organismi che sfruttano tale ambiente.
Le profondità abissali con totale assenza di luce non presentano molte specie di pesci che vivono a stretto contatto con il fondo, i più particolari sono i pesci tripodi, oloturie, crostacei e stelle marine.
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