La Pressione Idrostatica in Apnea

La Pressione durante l’immersione è la forza esercitata dall’acqua per ogni cm2 sul corpo umano. La pressione sott’acqua aumenta con la profondità a causa del peso della colonna di acqua subito sopra. L'esposizione dell'organismo umano a pressioni ambientali crescenti, provoca delle modificazioni fisiologiche che dipendono anche da leggi fisiche.

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A livello terrestre si ha una pressione di una «Atmosfera» (Atm.) che equivale a 1 kg di pressione per cm2.

Sott’acqua 1 Atm è uguale al peso esercitato da una colonna d'acqua alta 10 mt per cui la pressione aumenta di 1 Atm per ogni 10 metri di profondità. Quindi a pressione ambiente terrestre si ha 1 atm che va sommata a quelle in immersione, per cui a 10 metri di profondità si hanno 2 atm, a 20 metri 3 atm, e così via.

NB le Atm in alcuni casi sono chiamate anche Bar e sono due unità di misura della pressione simili, ma il termine più corretto nell’apnea è Atm.

Tabella in Acqua

Metri

di profondità

Atm di pressione idrostatica x cm2 (Ata)

Kg di pressione per cm2

0

1 Atm

1

10

2 Atm

2

20

3 Atm

3

30

4 Atm

4

40

5 Atm

5

50

6 Atm

6

Un soggetto immerso alla profondità di 10 mt è sottoposto a una pressione pari a 2 Atm e quindi 2kg per cm2 che equivale più o meno alla pressione di una ruota di automobile. La pressione è importante da valutare perché come vedremo incide con importanti modificazioni fisiologiche.

L’adattamento alla pressione è un processo fisiologico che coinvolge l’intero organismo e ci aiuta a comprendere l’importanza di iniziare gradualmente le immersioni, proprio per dare modo all’organismo di “adattarsi” al crescere repentino della pressione, altrimenti riceverebbe sollecitazioni troppo impegnative e rischiose. Negli anni questo processo diventa sempre più spontaneo proprio perché l’organismo si adatta anche a forti aumenti di pressione. Si hanno 2 tipi di adattamenti, quello momentaneo e quello globale.

Momentaneo è l’adattamento di giornata ovvero quando si inizia l’organismo non è pronto a sopportare subito le crescenti pressioni, per cui va adattato molto gradualmente. Infatti è buona norma iniziare con immersioni a poca profondità e con tempi minimi di apnea, per poi aumentare gradualmente, anche per un soggetto che si immerge da molti anni. Questo garantisce più vantaggi, primo tra tutti il miglioramento dell’apnea stessa, perché l’organismo non viene strapazzato, anzi si adatta e non soffre. Poi è un vantaggio anche per la sicurezza in quanto le reazioni alle sollecitazioni sono più graduali e sicure.

L’adattamento globale è quello che si verifica in un arco di tempo ampio e in tutte le direzioni, ovvero il soggetto si abitua alla pressione e alle modificazioni fisiologiche, per cui non le subisce più come all’inizio della sua attività. Ciò non toglie che dovrà comunque iniziare gradualmente ogni volta che si immerge, ma gli servirà meno tempo per adattarsi e il suo organismo soffrirà di meno di quello di un principiante. In tutti questi adattamenti alla pressione incidono: l’elasticità polmonare, la perfusione dell’ossigeno nei tessuti, la compensazione, il corretto funzionamento dell’apparato cardio circolatorio, lo scambio dei gas all’interno dell’organismo, la prestazione di apnea, numerosi aspetti della sicurezza, vari aspetti mentali e così via.

Tutto questo ci fa capire quanto sia importante essere a conoscenza delle modificazioni fisiologiche a cui si va incontro e le leggi fisiche che le spiegano.

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