La storia di Marco Bardi

Con una attrezzatura rudimentale e senza pensare a cosa andavo incontro, mi immersi e iniziai a pinneggiare in direzione  di due amici. La mia idea era quella di fargli uno scherzaccio, ma appena entrato in acqua  rimasi talmente affascinato tanto da dimenticarmi dello scherzo. Pochi giorni dopo avevo già acquistato la mia prima attrezzatura seria. Dopo una settimana avevo all’attivo tre uscite in mare bellissime, dove avevo imparato a compensare ed iniziato le mie fantastiche catture con qualche seppia, alcune triglie, tre polpi ed una temibile murena. Purtroppo a smorzare gli entusiasmi ci fu la chiamata al servizio di leva, era il 26 luglio 1981. Ma il destino mi riservava sorprese che mai potevo immaginare. Dopo un mese di addestramento nella marina militare, fui assegnato al Com.sub.in la caserma dei sommozzatori ed incursori della Marina Militare, presso il Varignano di La Spezia. Un giorno nella sala ricreativa, vidi due ragazzi  che giocavano a biliardo, anzi a dire il vero parlavano appassionatamente e giocavano poco. Mi avvicinai cercando di fare amicizia e mi resi conto che parlavano di pesca subacquea. Uno di evidente accento Sardo e l’altro Napoletano, esprimevano nei loro racconti la passione inconfondibile di chi ama fortemente qualcosa. Rimasi subito colpito sia dall’argomento, sia dalla passionalità che esprimevano. Senza farmi troppe domande gli chiesi se potevo partecipare alle loro conversazioni in quanto anche io ero un appassionato. Nascosi volontariamente il mio livello di principiante per non essere escluso, ma dopo poco capii che avevo a che fare dei veri esperti. La prova definitiva venne fuori quando il ragazzo Sardo mi chiese: ma tu non hai riconosciuto chi è lui? Alludendo al Napoletano. Io con la massima sincerità risposi di no. Ebbene quel ragazzone simpatico ed estroverso era il famosissimo Andrea Berardinone uno dei più promettenti atleti della Nazionale di pesca in apnea. Nei miei pochi giorni di attività non avevo mai letto riviste anche perchè non sapevo nemmeno della loro esistenza e con una voglia matta di imparare, iniziai subito a documentarmi comprando di tutto. In pochi giorni ero a conoscenza di molte cose interessanti e mi sentivo più a mio agio nel dialogare.

Tra me e Andrea nacque subito una sincera amicizia che andava ben oltre la pesca subacquea. Inevitabilmente fui comunque coinvolto per la passione crescente in me, ma anche dalla personalità di Andrea che trasmetteva esperienza ed emozioni con la massima semplicità e si metteva sullo stesso piano di un principiante come me. Andrea è stato il mio primo maestro. Dopo lunghe conversazioni avevo acquisito una certa esperienza teorica ma per motivi contingenti non avevamo avuto occasioni di andare a fare esperienze dirette. Un giorno Andrea mi disse: adesso sei pronto, se ne hai piacere ti accompagno ad acquistare attrezzature tecniche, ma ricordati che per raggiungere i risultati sarai costretto a a dare più importanza alla tecnica che a tutto il resto. Ci sarà da soffrire finché non ti adatterai e riuscirai a sfruttare al meglio le opportunità. Da quel momento la mia vita di subacqueo, ma anche di uomo, ha avuto una svolta totale. Senza rendermi conto entrai in un percorso che poi ha condizionato tutta la mia vita. Volontà e grinta erano e sono elementi che mi appartengono, disciplina e pazienza, le fondamenta che già avevo acquisito da altri sport. Il resto venne di conseguenza.

Andrea venne congedato 6 mesi prima di me ed io continuavo a seguirlo sulle riviste. Conclusi il servizio di leva e appena rientrato a Grosseto. Poi mio zio Paolo Carnicelli mi convinse ad iscrivermi alla Società Agonistica Francini dove partecipai subito alle prime competizioni. Alessandro Rispoli  è stato il mio primo compagno di pesca e mi ha insegnato molto. Lui probabilmente aveva capito che in quel ragazzo brioso e fanatico di questo sport, si nascondeva un buon potenziale agonistico e mi ha voluto subito in squadra. Ha saputo equilibrare i miei esuberi con i suoi preziosissimi consigli e mi ha fatto conoscere molti segreti del mare, facendomi guadagnare tempo e fatica.

In quel periodo conoscevo anche Stefano Mazzi che impressionato dai miei racconti di pesca e di avventure nel mare, si lasciava coinvolgere totalmente. Stefano all’epoca aveva 16 anni e mi ricordo episodi che oggi ci fanno ancora sorridere. Andavamo a pescare con il suo vespone 125 che abbiamo distrutto negli stradelli inaccessibili dell’argentario. Mi ricordo ancora di quando catturammo la prima cernia grossa. A un certo punto lo vedi galleggiare con la faccia rivolta verso il cielo. Un elicottero sorvolava sopra di noi. Il mio primo pensiero fu quello di un incidente, ed invece fu tutt'altro. In quel periodo giunse la convocazione nella squadra ufficiale per i Campionati Italiani per Società a Latina, Foce Verde. L’unico che non aveva espresso meraviglia era Alessandro Rispoli che con un sorriso sornione mi diceva che secondo lui avrei fatto poi molto di più negli anni a venire. A Latina durante le iscrizioni al Campionato, come potevo immaginare, Andrea che partecipava al Campionato con la sua Società era intento a rispondere alle domande dei numerosi appassionati. Non vedevo l’ora di fargli una sorpresa. Mi presentai con un sorriso a mille denti e quando mi vide,  mi chiese: "Uee Marcolì che ce fai a cà? Io risposi scherzosamente: Domani saremo avversari! Non ci posso credere, ti lascio per pochi mesi e sei già qui nel tempio dell'agonismo. Merito tuo gli dissi mentre lo abbracciavo. E’ stata una delle più grandi soddisfazioni della mia vita e credo che anche Andrea ne fosse stato fiero. Ancora adesso dopo molti anni riesco a rivivere in maniera nitida  quelle sensazioni. Era veramente emozionante trovarsi in mezzo a tanti Campioni considerando anche che fino a poco tempo prima ero uno che di pesca subacquea non ne sapeva niente. L’anno successivo iniziai a partecipare alle selettive per la qualificazione ai Campionati Italiani Individuali. Per poco non mi qualificai e iniziai a credere più concretamente nelle mie capacità. Infatti, vinsi il Campionato Sociale e Provinciale, inoltre mi comportai benissimo anche nei campionati Regionali che erano una sorta di campionato nazionale in quanto a quei tempi ila Toscana era la scuola più afferamata in Italia. Volevo incontrare di nuovo Andrea, ma questa volta ai Campionati Assoluti. Sapevo che era un sogno, ma la mia  determinazione non mi ha mai mollato. Non sapevo ancora che non avrei mai più rivisto Andrea che purtroppo rimase vittima di un tragico incidente durante una battuta di pesca alle isole Eolie nel Settembre del 1984. Per me fu un duro colpo, scompariva un grande amico, che mi aveva insegnato a capire che nulla si ottiene per caso. Che ogni obiettivo si raggiunge con sacrificio e volontà rimanendo sempre con i piedi per terra. Se non ci sarà Andrea lo farò anche per lui mi dicevo, Lui che tanto voleva Vincere un Assoluto ed invece era giunto 2 volte consecutive secondo.  La mia grinta  mi portò ad effettuare risultati sorprendenti. Nel 1985 passai al più titolato Club Subacqueo Grossetano, una società in netta crescita. Iniziò quindi la stagione agonistica con le gare di selezione con le quali mi qualificai ai Campionati di Seconda Categoria, vinsi di nuovo sia il Campionato Sociale che quello Provinciale. Ai Campionati di ammissione, mi qualificai con un 7° posto finale per quelli Assoluti a Palau, un Campionato rimasto nella storia per la bellezza dei fondali e la ricchezza di pesce. A Palau arrivai 17° finale con soli tre giorni di preparazione e alla fine del Campionato ricevetti i complimenti di alcuni veterani come Marcozzi, Fagiolari, Cappucciati e per me ebbe un significato importantissimo, ero un ragazzino pieno di entusiasmo e ogni occasione era buona per caricarmi ancora di più.  Un’annata da incorniciare, un sogno che si avverava, mi sentivo al settimo cielo. Conobbi  anche Campioni come Toschi, Molteni, Mazzarri, Lo Baido e tanti altri, feci delle bellissime esperienze. Al rientro vinsi i Campionati Toscani.  Continuai la scalata di risultati  e nel 1987 conquistai  uno stupendo 4° posto ai Campionati assoluti di Marzamemi che significò anche la convocazione in Nazionale. Anche in quel Campionato una delle soddisfazioni più grandi venne da Riccardo Molteni, un Campione che fino a quel momento consideravo un mito irraggiungibile, ed adesso mi faceva i complimenti in pubblico elogiando la mia sportività ed evidenziando le mie doti agonistiche. Un bellissimo gesto che ho sempre apprezzato molto con stima reciproca che è rimasta invariata nel tempo. Nel 1988 L’allora Capitano  della Nazionale Gianfranco Giannini mi portò come riserva ufficiale a tutte le gare della stagione con la Nazionale, affiancando Campioni come Mazzarri, Riolo e Cottu, vincemmo tutte le gare compreso il Campionato Euroafricano di Favignana. Una stagione di ricordi ed esperienze bellissime. Con Mazzarri in particolare, ebbi modo di percepire quali sono i punti di forza di un Campione. Con lui ho imparato molte cose e posso confermare, qualora non bastassero i risultati, che è stato un grandissimo di questo sport, ed ha sempre avuto una marcia in più di tutti.

Nel 1988, al Campionato Assoluto di San Teodoro arrivai 3° dietro a Molteni e Carlo Gomez, battendo addirittura i miei compagni di Nazionale e molti altri Campioni. Ricordo ancora la faccia di Renzo Mazzarri che sbalordito non sapeva se essere felice o preoccupato. Ricordo con molto orgoglio che anche il capitano Giannini mi fece i suoi complimenti e in confidenza mi disse: bravo Marco, ti ho dato fiducia e mi hai ripagato più di quanto mi aspettavo, sono sicuro che questo è l’inizio di una lunga carriera, preparati. L’anno successivo nel 1989 diventai Campione Italiano Assoluto nei mari di Santa Maria di Leuca e da allora ho collezionato numerosi successi in campo Nazionale ed Internazionale. Nel 2000 vinsi il mio ultimo titolo assoluto e poi dovetti ritirarmi a causa di un incidente. Quando guardo il mio album dei ricordi vivo delle sensazioni intense, mi rendo conto che non è più un sogno, ma una realtà consolidata e sinceramente non riesco a capire se i sogni sono più belli all'inizio o alla fine. Posso ritenermi un uomo  fortunato che dalla pesca in apnea ha ricevuto molto. Questo sport ha trasformato la mia vita anche in ambito lavorativo dove ho ricevuto molte soddisfazioni professionali. Per me la pesca in apnea rimane un’attività ricca di emozioni e di soddisfazioni, ma credo che la parte educativa, il grado di socializzazione e sopra tutto, la passionalità e le emozioni che ne derivano, siano gli elementi trainanti che la contraddistinguono. Proprio per questo ho intenzione di praticare la pesca subacquea fino ad 80 anni, poi farò il punto della situazione.......

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