CHE FINE HA FATTO IL PESCE?

 

IL MARE 01PREMESSA: Mi immergo da 40 anni e ho avuto la fortuna di vedere il mare di altri tempi, quando negli anni 80 era facile incontrare un branco di dentici in pochi mt d’acqua, oppure una grossa cernia. Quando vedevi decine di grosse ricciole in branco e il cuore batteva come un tamburo.

Il primo brusco cambiamento è stato dal 1990 al 1996 quando improvvisamente si sono manifestate correnti anomale soprattutto dal fondo che hanno iniziato a produrre alghe e mucillagini che non avevo mai visto. In concomitanza con questo si sono manifestati sempre più frequenti strati di acqua verdognola e nelle zone dove incontravi quest’acqua o le mucillagini, non c’era più un pesce, mentre prima c’era l’acquario più bello del mondo. Da allora ad oggi sono passati 25 anni e in modo proporzionale di anno in anno il pesce è sempre più diminuito e ciò che è più grave è il fatto che la crisi non si arresta ma continua ogni anno. Soprattutto la taglia medio piccola dei pesci più comuni è scomparsa. Prima incontravi frequenti branchi di saraghi, di orate o di spigole da pochi etti, mentre adesso se ne vedi 1 solo esemplare è già un miracolo. Ho parlato con decine di studiosi, con centinaia di pescatori di ogni categoria, dagli sportivi ai professionisti, ma la risposta convincente non è mai venuta fuori. Ognuno ha la propria certezza, ha una risposta ad ogni accusa e non c’è riflessione che faccia cambiare idea. Tutti si dichiarano innocenti e la colpa è solo degli altri. Manca secondo me uno studio concreto e ben fatto perché senza quello si rischia di penalizzare qualche categoria senza risolvere il problema. Noi pescatori in apnea siamo spesso accusati da ecologisti, ma anche da altri pescatori di essere una delle cause maggiori del problema. Non tanto per il prelievo che è palesemente inferiore a qualunque categoria, quanto per il disturbo. Noi invece siamo convinti che tutte le altre forme di pesca sono distruttive a causa del prelievo, vedi ciancioli che catturano un intero branco in riproduzione, vedi nasse che calate a migliaia portano fuori centinaia di pesci di taglia piccola, che poi non possono nemmeno essere venduti perché sotto misura. Vedi palangari che calano migliaia di ami e anche questi nel 80% dei casi catturano pesci sotto misura nemmeno commestibili o commerciabili. Vedi tramagli sempre più sottili e con maglie sempre più fitte che catturano pesci da pochi cm. Vedi pescatori con la lenza che catturano una infinità di piccole prede. Insomma è più cattivo il pescasub che spaventa il pesce, ma che cattura prede adulte e selezionate? Oppure chi lo cattura in taglia o in quantità oltre un logico prelievo? Già nei primi anni 90 lungo i fondali Toscani che frequento, si vedevano tanti pesci ma difficili, per cui le catture erano rare e questo mi fa riflettere che tra le due forse sarebbe meglio dare fastidio ai pesci tanto da farli diventare difficili, invece che prelevarli quasi fino all’estinzione, fatto che penalizza tutti, compresi coloro che vogliono solo guardare i fondali ed i pesci.  Però siamo sicuri che sia colpa della pesca? Io credo incida molto l’inquinamento che ha prodotto acque sempre più povere di ossigeno e ricche di veleni? Probabilmente è colpa di tutto questo insieme di situazioni. Ad esempio, ricordo che subito prima della forte crisi di pesce, i contadini potevano bruciare le stoppie dei campi per disinfettare la terra, poi gli è stato vietato per il rischio di incendi e allora sono comparse tonnellate di disinfestanti per i campi a risolvere il problema. Tali veleni però con le prime piogge si sono riversati nei torrenti e poi in mare. Tra l’altro il mediterraneo è un mare chiuso senza ricambio di acque.

IL MARE 02Forse coincidenza, ma nel giro di poco sono comparse le mucillagini e gli strati di acqua verde, ma non in superficie dove si raccoglie l’acqua per le famose bandierine blu, ma bensì sui fondali dove pochi vanno a guardare. Ci sono giorni di acque limacciose dove non vedi un pesce nemmeno in una Area Marina Protetta. Mi è capitato più volte di immergermi in una AMP per fare riprese subacquee e nonostante l’esperienza e la capacità di scovare pesci in ogni situazione, riscontrare difficoltà nel filmare qualche pesce al libero. Ci sono invece giornate con acque limpide e pulite fino alle profondità accessibili in cui vedi apparire pesci che nemmeno immaginavi anche in posti qualunque non protetti.

MORALE: Nessuno può stabilire con certezza quali siano le cause più dannose, ma è palese che tutto ha una sua incidenza. Il problema è che come al solito ognuno punta il dito verso l’altro con i soliti egoismi, mentre servirebbe un progetto in comune per trovare soluzioni che non sono di certo le Aree Marine Protette, volute da chi ha interessi politici ed economici. Sono male strutturate, dove comunque non ci sono controlli e dove l’acqua velenosa arriva alla pari di qualsiasi altra zona e dove vengono vietate cose meno dannose di altre concesse, ma se le attuazioni o gli studi sono fatti solo da chi ne ha interesse è palese che avranno dei lati critici.

Oltre tutto il mare e la pesca in generale hanno un indotto economico non indifferente perché si parla di aziende, di negozi, di attrezzature, di hotel, di ristoranti, di barche, di porti, di tesseramenti, di noleggi, di affitti, di turismo e così via. In alcuni settori l’Italia è Leader Mondiale per la produzione, e la progettazione di attrezzature vendute in tutto il mondo. La cultura del tempo libero legato alla pesca sportiva, ha dimostrato negli anni che i ragazzi che la praticano, amano la natura, convivono con gioia nella solitudine della pesca e non soffrono di problemi comportamentali che altri giovani accusano - abituati alle cattive abitudini della vita caotica e insicura che ti regala la favola del tutto e subito e non ti insegna la cultura della pazienza, del sacrificio, dell’emozione con poco. Non va sottovalutato questo aspetto sociale perché la pesca sportiva è una bella disciplina per la formazione educativa.

Il mare nostrum è qualcosa di fantastico che può dare tanto e che senza dubbio va rispettato, va amato e va vissuto in tutte le sue forme. Fare tutto senza rispetto in alcune zone e vietare tutto senza rispetto in altre non è una soluzione democratica e al passo con i tempi.

La mia ipotesi è che se vogliamo salvare il mare ed i pesci e anche il diritto di ogni cittadino di fruirlo nel modo che preferisce, dobbiamo tutti fare un sacrificio, ponendosi delle regole a seguito di uno studio concreto che però tenga conto di tutte le categorie e non solo di quelle politicamente avvantaggiate. 

Non serve un genio strapagato per comprendere che senza studi precisi si perde qualunque credibilità e chi deve fare sacrifici non sarà mai contento.

IL MARE 03Un divieto causa solo problemi, mentre educare potrebbe diventare la soluzione migliore. Perché il mare è di tutti ed è amato da tutti ed ognuno dovrebbe accettare le diversità di pensiero e accettare che si possono trovare tante soluzioni per lasciarlo migliore a chi verrà. Sono altresì convinto che il mare con le giuste attenzioni potrebbe rinascere nel giro di poco tempo. Ai nuovi Pescatori in Apnea consiglio di vedere questa disciplina come un modo di evadere dal caos quotidiano e immergersi con la speranza di catturare una preda di qualità, con difficoltà, pazienza, dedizione. Consapevoli che sarà raro e difficile, ma proprio per questo sarà più affascinante. Un solo pesce difficile e di qualità può dare più soddisfazione di 10 facili e inutili.

GUARDA IL VIDEO IL MARE MALATO

 

ALCUNE RIFLESSIONI DEI LETTORI:

MARCO TRAPANI E" vero nei nostri mari e" diventato difficile pescare. In Marocco in 10 mt d’ acqua si pescano pesci impressionanti.

ANTONIO TOTARO Bellissimo articolo. Sono d'accordo, bisogna educare, non proibire. La conoscenza e gli studi approfonditi sono l'unica cosa che può dare risultati concreti.

MARCO BARDI: Noi pescatori in apnea potremmo anche accettare un progetto di minore disturbo che comporterà qualche sacrificio per ottenere dei risultati migliorativi, ma gli altri lo farebbero? E' questo a mio avviso il punto critico.

GINO TARANTINO Inquinamento e riscaldamento modificano l'ambiente. La mucillagine e l'acqua verde sono sintomo di surriscaldamento degli strati d'acqua.

LUIGI DI MARTINO In un mare chiuso come il nostro il problema grande è il fosforo contenuto nei detersivi che viene scaricato in mare dai fiumi.

GIAMPIERO MONTINARO Per un po' di tempo ho conservato un video, nel quale si vedeva chiaramente un peschereccio a strascico che, con tanto di badile, rigettava in mare migliaia di piccoli pesci sotto taglia, perché non vendibili. Erano per lo più saraghi, Micro dentici, e Mormore.

FRANCESCO DEIANA Penso che oltre a tutto quello che avete detto, un problema serio, siano i barracuda, che divorano branchi di piccoli pesci.

MARCO BARDI Anche i barracuda e i pesci serra dalle mie parti stanno scomparendo in confronto a qualche anno fa! Il Mistero si complica. Sono state elencate molte potenziali cause anche se a detta di chi frequenta le stanze della politica, noi siamo tra i principali indiziati come colpevolezza. Come al solito però non si può condannare senza avere prove certe e senza nemmeno avere sentito ciò che ha da dire l'accusato.

GERO AMOROSI Vi ricordo che l'Italia è multata dall'Unione europea non so per quanti miliardi di euro per mancata depurazione. Meditate.

MICHELE GUDDELMONI Bellissimo discorso anche se abbastanza impegnativo nel risolverlo. Dal mio punto di vista credo che tutto ciò che hai scritto sia causato in primis dall' egoismo dell’uomo perché se c’è di mezzo il Dio denaro, prima preleva il pesce a non finire e poi incolpa il suo prossimo....

MARCO BARDI Forse sono un visionario, ma io credo esista sempre qualche soluzione che possa produrre un risultato accettabile per chiunque. Come ritengo sia indispensabile rispettare tutti i fruitori del mare. Non credo nei divieti perché la storia ci insegna che causano più problemi che benefici. Non credo che arrivi una legge ben fatta perché ritengo sia quasi impossibile con tutti i problemi legislativi e burocratici della nostra nazione. Penso anche che sia inutile piangersi addosso, inutile accusare, servono soluzioni immediate, un primo passo per intenderci.

LEGGI TUTTO QUI:

 

 

IL MARE MALATO 104UN ESEMPIO? il mare, le spiagge, le coste, sono piene di rifiuti lasciati dall'uomo. Ogni volta che posso raccolgo qualcosa e non abbandono mai niente che possa inquinare. A volte raccogli, fai fatica, poi vedi nuove montagne di rifiuti. Per colpa di chi è senza rispetto, devo arrendermi e smettere anche io? NO CREDO CHE ognuno nel suo piccolo può e deve fare qualcosa con la speranza che lo faranno anche gli altri e soprattutto impegnarsi a promuovere la crescita della cultura del rispetto:

QUESTA POTREBBE ESSERE UNA IDEA DA PROMUOVERE:

 

TORNA ALL’ELENCO RIFLESSIONI:

Connect with us