La morte che ti sfiora - dentici in arrivo
L’avvistamento della preda crea nuove risorse, ma diventa anche il pericolo peggiore.
Iniziavo ad essere un buon pescasub in apnea e mi sembrava una logica conseguenza vedere fin dove potevo arrivare. L’unico inconveniente era l’esuberanza dell'età.

Non solo cercavo ad ogni immersione di guadagnare qualcosa in profondità, ma tiravo sempre di più l’apnea per capire fino a dove potevo arrivare e per giunta ero senza nessuno che mi faceva assistenza. Ho rischiato molto, perché ho commesso lo stesso errore che fanno quasi tutti quelli che rimangono infervorati. Alcuni come me possono raccontarlo, ma purtroppo c'è poi qualcuno che per una minima differenza non lo può più raccontare.
Quella volta stavo molto bene e subito prima di risalire decine di grossi dentici mi stavano circondando. Le contrazioni del diaframma tipiche di quando hai già superato i limiti, mi obbligavano a risalire subito, ma un dentice così non lo avevo mai catturato! Vinse l’esuberanza della gioventù, quel meccanismo che non ti fa avere paura.
Rivivi la storia con il video racconto:
La mia conclusione è questa:
“Se non avessi sganciato la zavorra non avrei mai raggiunto la superficie”
“Se avessi sparato quel dentice sarebbe stato l’ultimo, invece ne ho presi molti altri”
“Non fate il mio errore – non cercate il gesto estremo per capire, perché potrebbe essere tardi.
Per approfondire in modo più completo quello che serve per migliorarsi nella pesca in Apnea, ti consiglio questo libro che è come un corso di pesca in apnea da leggere:
Forse ti interessa anche conoscere Marco Bardi - L'autore di questi articoli:
Se vuoi contattare Marco Bardi - fai clic QUI - oppure scrivi sui social che vedi a lato


