TUTTO SU BOA E SAGOLA

 

Il subacqueo in immersione ha  l’obbligo di segnalarsi con l’apposita boa segnasub, i verbali sono molto alti, ma attenzione la boa non è solo un obbligo di legge è uno strumento per nostra sicurezza e anche utile per trasportare oggetti indispensabili.

 

01 motovedetta

 

 

 LA LEGGE data la sua importanza, la riportiamo per intero:

Art. 130 del Regolamento D.P.R. 02.10.68 n° 1639  con  successive modificazioni ed integrazioni  (regolamento emanato in esecuzione alla legge 14.07.65 n° 963 concernente la disciplina della pesca marittima): «Il subacqueo in immersione ha l'obbligo di segnalarsi con un galleggiante recante una bandiera rossa con striscia diagonale bianca, visibile a una distanza non inferiore a 300 metri; se il subacqueo è accompagnato da mezzo nautico di appoggio, la bandiera deve essere issata sul mezzo nautico. Il subacqueo deve operare entro un raggio di 50 metri dalla verticale del mezzo nautico d’appoggio o del galleggiante recante la bandiera di segnalazione».

IMPORTANTE sottolineare che la legge Italiana, preoccupandosi della sicurezza del subacqueo in immersione esposto al rischio di essere investito da parte di un natante, definisce il simbolo della bandiera rossa con striscia diagonale bianca come il principale oggetto di segnalazione e ne esalta l’importanza, mentre non esprime alcuna differenza nel concetto di boa che invece definisce «galleggiante» il supporto dove può essere fissata la bandiera di segnalazione. Pertanto un galleggiante recante la bandiera è il segnale di subacqueo in immersione! Tale precisazione è necessaria dal momento che spesso si notano subacquei che usano una boa senza bandierina, fiduciosi di avere la cosiddetta boa da sub, ma la quale senza l’apposita bandiera diventa un semplice oggetto non riconosciuto dalla legge.  In tal caso, oltre a correre gravi rischi per la propria incolumità, il subacqueo sarà comunque passibile di un verbale da 516 ad oltre 3.000 €uro, perché il galleggiante senza bandiera come appena detto, non soddisfa l’obbligo imposto dalla norma. Nel caso di mezzo nautico è invece giusto sottolineare come la legge richieda l’obbligo della bandiera di segnalazione a bordo del natante appoggio, mentre prevede insufficiente l’utilizzo della sola boa. Infatti a pensarci bene, potrebbe accadere che il mezzo nautico vada a coprire la boa ed una imbarcazione di passaggio potrebbe non rendersi conto che c’è un sub in immersione, ecco perché l’obbligo di bandiera issata a bordo. In ogni caso è consigliabile portarsi la boa in acqua, ma issare anche la bandiera sul proprio mezzo nautico di assistenza. Fuori dalle acque territoriali, la bandiera è quasi sempre di colore celeste con striscia diagonale bianca, oppure metà azzurra e metà bianca a due punte (bandiera «Alfa»), con significato internazionale, ma attenzione che ogni paese ha le sue regole, pertanto una delle prime cose da fare quando ci rechiamo all’estero è informarsi su quale boa e bandiera è regolamentare. Pochi ci pensano e molti di questi vengono poi multati anche all’estero. Il comando Nazionale della Capitaneria di Porto dal 2004 ha emesso un’ordinanza che vieta alle imbarcazioni di ogni genere di avvicinarsi a meno di 100 metri da un segnale di un subacqueo in immersione, a fronte dei precedenti 50 metri di legge esistenti già da qualche decennio. Nonostante questo capita spesso che imbarcazioni sfreccino a pochi metri dal povero subacqueo che vicino alla propria segnalazione si sente protetto, ma non è una garanzia totale - per cui serve anche molta attenzione e la precauzione di non immergersi nelle zone di alto transito in momenti di punta. 

02 la boa

 

 

 LA BOA apparentemente solo d’intralcio e fonte di attrito, consente anche il comodo trasporto di oggetti supplementari senza aggravare l’attrito durante la trazione. Può consentire il trasporto di una bottiglia con acqua e sali minerali per la necessaria e consigliata idratazione continua durante la battuta di pesca. In caso di bisogno è un utile mezzo di appoggio dove aggrapparsi per una pausa di riposo quando si è lontani dalla costa. La boa collegata alla propria cintura di zavorra, va comunque controllata perché una forte corrente - il vento – oppure una sagola deteriorata, potrebbero causarne la perdita senza che ci si accorga, rischiando un bel verbale o, peggio ancora, un incidente con imbarcazioni di passaggio. I modelli di Boa sono davvero tanti e ce ne sono per tutti i gusti. Personalmente quelle che preferisco sono le seguenti: 

 

TECNICAMENTE PARLANDO: la boa è necessaria soprattutto quando si ha bisogno di segnalare un punto specifico del fondale intorno al quale continuare a pescare.

Il cavetto porta pesci e il secondo fucile sono gli oggetti più utili che dobbiamo sempre avere a portata di mano, i quali vengono attaccati alla propria boa che ci permette di trasportarli e utilizzarli al momento opportuno. Molto utile e in pochi ci pensano è il fatto di disporre di 2 boe collegate anche se piccole, perché se nel caso si trova un punto da segnalare o dove si lascia un pesce incastrato e si vuole proseguire, per tornarci dopo un certo periodo, la doppia boa con doppia sagola, ci consente di lasciarne una a segnalare il punto ed averne un'altra per proseguire.

05 tecnicamente parlando

 

 

 LA SAGOLA IN GENERALE: Il collegamento con il subacqueo deve avvenire con una sagola, la quale tramite un moschettone a sgancio rapido conviene portarla fissata in cintura ad un piombo mobile oppure ad un anello D RING che facilita l’aggancio. Mantenere la sagola collegata al fucile era una abitudine di molti decenni addietro quando si utilizzava questo sistema per sopperire alla mancanza di mulinelli adeguati sui fucili. IL limite di questa scelta è soprattutto nel fatto che la sagola sul fucile vibra ed impaurisce le prede, ma oltretutto è anche fastidiosa alle operazioni del subacqueo. Esistono 3 tipi di sagola. C’è quella robusta e galleggiante che è tradizionalmente quella più usata ma anche la meno tecnica. C’è il monofilo sottile che è più tecnica ma più scomoda e quindi meno utilizzata. C’è la sagola elastica che invece è molto utilizzata perché consente di allungarsi fino a 3 volte e mantenere la propria boa quasi sempre in verticale sopra la nostra posizione. Poi nei cambi di quota di qualche metro non ci obbliga a variare la lunghezza della sagola. 

07 galleggiante

 

 

 

 

 

 

 

IL GALLEGGIANTE è un utile accorgimento che si monta ad una certa distanza dal moschettone finale. Aiuta nel fare in modo che la sagola di qualunque genere sia, possa rimanere più in verticale sopra al sub, così facendo limita il rischio di impigliarsi e la mantiene più tirata, per cui vibra meno. In genere deve essere un galleggiante che fa bene il suo lavoro ma che non sia troppo ingombrante, preferibilmente bianco sopra perché dalla superficie con l’acqua poco limpida ci permette di vedere bene il punto finale, mentre sotto è meglio scuro per non impaurire le prede con colori forti. Il modello che vediamo nella foto lo ho progettato appositamente per tali motivi ed ha anche un guida sagola e due braccetti a gancio che consentono di regolarlo e di bloccarlo di volta in volta alla misura ideale. Spostarlo da 5 a 10 metri dal nostro corpo sarà semplice e rapido.

 

 

L’AVVOLGISAGOLA è l’elemento che ci aiuta ad avvolgere la sagola in eccedenza e regolarla alla misura ideale. Di solito si mantiene collegato ad un metro circa dalla boa e dall’altra parte c’è tutta la sagola che abbiamo deciso di liberare. Alla fine di questa sagola c’è un moschettone ad aggancio rapido preferibilmente in plastica che non fa rumore - che ci permette di fissare la boa ad un piombo mobile oppure ad un D RING. L’avvolgisagola che preferisco è il modello che vediamo in foto perché è robusto – leggero e progettato proprio per consentire di liberare da un lato un poca di sagola che poi va verso la boa e dall’altro tutta la sagola che ci serve per le nostre quote e tipi di pesca. Da entrambe le estremità ha comunque i due perni con gancio per bloccare rapidamente e definitivamente la sagola.

 

 

IL PIOMBO PEDAGNO DA CINTURA è un piombo specifico per essere agganciato oppure sganciato rapidamente dalla cintura. Ideali sono piombi dai 500 ai 750 grammi che non incidono troppo sul cambio di zavorra se sganciati, ma garantiscono alla boa e alla sagola di mantenere il punto dove viene posato. Il pesca sub che non ha il piombo pedagno in cintura è in genere un principiante perché man mano che si acquista esperienza ci si rende conto di quanto sia indispensabile. I modelli che preferisco sono quelli che vediamo in foto. Ci sono tutte le dimensioni e pesi, ma non ci sono grandi differenze tra di loro.

 

PER LA PESCA IN TANA la sagola è preferibile robusta – galleggiante e facile da vedere, perché la robustezza previene il rischio di deterioramento dovuto al contatto continuo con le rocce sul fondale e la galleggiabilità aiuta a ridurre il rischio che la sagola stessa si incagli spesso sulle asperità sempre presenti sui fondali. In alcuni casi il collegamento alla propria boa tramite una robusta sagola, può anche consentire di sganciare la zavorra per risalire in modo più agevole dopo una discesa sbagliata a seguito della quale si deve fare i conti con l’apnea messa a rischio. In tal caso si potrà risalire agevolmente risparmiando ossigeno prezioso e poi recuperare in un secondo tempo la zavorra.

PER LA PESCA AL RAZZOLO di solito si utilizza la stessa sagola della pesca in tana, perché è più robusta e pratica nei continui spostamenti e sganci di sagola e piombo pedagno tra le rocce. Inoltre anche in caso di piccoli agganci di sagola sulle rocce, è più facile da tirare via senza rischi.

PER LA PESCA ALL’AGGUATO è necessario posizionare la boa e scorrere il fondale senza alcuna sagola perché il rischio che si impiglia è molto alto e inoltre disturba il pesce che diventa più difficile poi da sorprendere. In genere si posiziona all’inizio di una zona che poi si scorre in andata e ritorno, scegliendo 2 percorsi che non passino nei medesimi punti, fino poi a rientrare alla boa e recuperarla per spostarsi di nuovo.

PER LA PESCA ALL’ASPETTO è necessario dotare la sagola della boa di una parte terminale di almeno 8-10 metri di monofilo in nylon trasparente piuttosto sottile per evitare che la sagola dia fastidio ai pesci vibrando. Tutte le prede sono piuttosto diffidenti verso il sub, se poi in fase di avvicinamento percepiscono la presenza di una sagola, risultano ancora più disturbate. In pratica con una sagola da pesca in tana è quasi impossibile far avvicinare una preda all’aspetto, soprattutto nel basso fondo e nelle zone più battute. Lo svantaggio facilmente intuibile è il più scomodo utilizzo della sagola. Servirà maggiore attenzione e calma nell’utilizzo e se il monofilo si impiglia nelle asperità del fondale, non bisogna tirare di forza altrimenti si rompe, ma va sganciato il moschettone e recuperato a ritroso dalla superficie. IL KIT ASPETTO che vediamo nella foto, lo ho progettato appunto per tale tipo di pesca ed è già pronto. Nel mio caso ho 2-3 Kit uno per la pesca in tana, uno per l’aspetto ed uno misto, per cui aggancio e sgancio l’uno o l’altro a seconda dei casi.

PER LA PESCA IN CADUTA di solito si utilizza la stessa sagola della pesca in tana, mentre i più tecnici preferiscono la stessa usata per la pesca all’aspetto che risulta più sottile e meno fastidiosa per il pesce che viene avvicinato appunto in caduta. Spesso poi nella pesca in caduta, non sempre c’è la certezza di trovare una preda, per cui si scende con l’idea della caduta ma poi si conclude con un aspetto. Infatti personalmente in questo caso preferisco montare un KIT ASPETTO

PER AGGANCIARE la sagola alla cintura di zavorra si utilizza quasi sempre un D RING che è un accessorio da posizionare sopra ad un piombo facendovi passare la cintura. Da esso sporge un anello a D rigido per facilitare l’aggancio del moschettone.

IL MOSCHETTONE IDEALE per agganciare qualunque sagola al proprio D RING in cintura è un modello in nylon ad aggancio rapido che è robusto ma non fa rumore e non luccica.

 

PER APPROFONDIRE TUTTI GLI ARGOMENTI

CONSIGLIO ANCHE questo libro che è

un CORSO di Pesca in Apnea da leggere.

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