La storia di Marco Bardi

Con una attrezzatura rudimentale e senza pensare a cosa andavo incontro, mi immersi e iniziai a pinneggiare in direzione  di due amici. La mia idea era quella di fargli uno scherzaccio, ma appena entrato in acqua  rimasi talmente affascinato tanto da dimenticarmi dello scherzo.

Pochi giorni dopo avevo già acquistato la mia prima attrezzatura seria. Dopo una settimana avevo all’attivo tre uscite in mare bellissime, dove avevo imparato a compensare ed iniziato le mie fantastiche catture con qualche seppia, alcune triglie, tre polpi ed una murena.

Purtroppo a smorzare gli entusiasmi ci fu la chiamata al servizio di leva, ma il destino mi riservava sorprese che mai potevo immaginare. Dopo un mese di addestramento nella marina militare, fui assegnato al COM.SUB.IN la caserma dei sommozzatori ed incursori della Marina Militare, presso il Varignano di La Spezia.

Un giorno nella sala ricreativa, vidi due ragazzi  che giocavano a biliardo, anzi a dire il vero parlavano appassionatamente e giocavano poco. Mi avvicinai cercando di fare amicizia e mi resi conto che parlavano di pesca subacquea. Uno di evidente accento Sardo e l’altro Napoletano, esprimevano nei loro racconti la passione inconfondibile di chi ama fortemente qualcosa.

Rimasi subito colpito sia dall’argomento, sia dalla passionalità che esprimevano. Senza farmi troppe domande gli chiesi se potevo partecipare alle loro conversazioni in quanto anche io ero un appassionato. Nascosi volontariamente il mio livello di principiante per non essere escluso, ma dopo poco capii che avevo a che fare dei veri esperti. La prova definitiva venne fuori quando il ragazzo Sardo mi chiese: ma tu non hai riconosciuto chi è lui? Alludendo al Napoletano. Io con la massima sincerità risposi di no.

Ebbene quel ragazzone simpatico ed estroverso era il famosissimo Andrea Berardinone uno dei più promettenti atleti della Nazionale di pesca in apnea. Nei miei pochi giorni di attività non avevo pensato a documentarmi, ma quell'episodio mi fece capire quanto fosse utile, per cui iniziai a cercare ed acquistare di tutto. In pochi giorni ero a conoscenza di molte cose interessanti e mi sentivo più a mio agio nel dialogare.

Tra me e Andrea, nonostante le differenze di livello, nacque subito una sincera amicizia che andava ben oltre la pesca subacquea. Inevitabilmente fui comunque coinvolto dalla personalità di Andrea che trasmetteva esperienza ed emozioni con la massima semplicità e si metteva sullo stesso piano di un principiante come me. Andrea, di fatto è stato il mio primo maestro. Dopo lunghe conversazioni avevo acquisito una certa esperienza teorica, ma per motivi contingenti non avevamo avuto occasioni di andare a fare esperienze dirette. Un giorno Andrea mi disse: adesso sei pronto, se ne hai piacere ti accompagno ad acquistare le attrezzature tecniche, ma ricordati che per raggiungere i risultati sarai costretto  a dare più importanza alla tecnica e ad altri fattori. Ci sarà da lavorare, soffrire, attendere il momento giusto. Da quel momento la mia vita, ha avuto una svolta totale. Senza rendermi conto entrai in un percorso che poi ha condizionato tutte le scelte del mio futuro. Volontà e grinta erano e sono elementi che mi appartengono, disciplina e pazienza, le fondamenta che già avevo acquisito da altri sport e dalla scuola della vita. Il resto venne di conseguenza.

Andrea venne congedato 6 mesi prima di me ed io continuavo a seguirlo sulle riviste. Conclusi il servizio di leva e appena rientrato a Grosseto, nella mia città natale, parlai subito di tutto questo con mio zio, Paolo Carnicelli uno dei primi Istruttori Federali uscito dalla scuola di DUILIO MARCANTE, il quale era anche un sommozzatore dei vigili del fuoco. Mi consigliò di iscrivermi alla Società Agonistica Francini dove partecipai subito alle prime competizioni. ALESSANDRO RISPOLI che ne era il Presidente, è stato il mio primo compagno di pesca e mi ha insegnato molto. Lui probabilmente aveva capito subito, che in quel ragazzo, si nascondeva un buon potenziale agonistico e mi ha voluto subito in squadra. Ha saputo equilibrare i miei esuberi con i suoi preziosissimi consigli e mi ha fatto conoscere molti segreti del mare, facendomi guadagnare tempo e fatica.

In quel periodo giunse la convocazione nella squadra ufficiale per i Campionati Italiani per Società a Latina, Foce Verde ed ero perplesso oltre che emozionato. Alessandro Rispoli con un sorriso sornione mi disse che secondo lui avrei fatto grandi risultati negli anni a venire. Così mi ritrovai in quella mattina di Giugno, in mezzo ad un grande numero di atleti provenienti da tutta Italia. Cercavo con trepidazione Andrea, quando lo vidi in mezzo ad un capannello di atleti che lo ascoltavano incuriositi. Non vedevo l’ora di fargli una sorpresa, ma mi fermai ad ascoltare in mezzo al gruppo. Ad un certo punto il suo sguardo passò dalle mie parti e lo vidi fermarsi e smettere di parlare. Mi guardò per qualche secondo, poi esordì con:  "Uee Marcolì che fai a cà? Domani saremo avversari! Non ci posso credere, ti lascio per pochi mesi e sei già qui! Merito tuo gli dissi mentre lo abbracciavo. E’ stata una delle più grandi soddisfazioni della mia vita e credo che anche Andrea ne fosse stato fiero. Ancora adesso dopo molti anni riesco a rivivere in maniera nitida  quelle sensazioni. Era veramente emozionante trovarsi in mezzo a tanti Campioni considerando anche che fino a poco tempo prima ero uno che di pesca subacquea non ne sapeva niente. L’anno successivo iniziai a partecipare alle selettive per la qualificazione ai Campionati Italiani Individuali. Per poco non mi qualificai e iniziai a credere più concretamente nelle mie capacità. Infatti, vinsi il Campionato Sociale e poi quello Provinciale, inoltre mi comportai benissimo anche nei campionati Regionali che erano una sorta di campionato nazionale in quanto a quei tempi la Toscana era la scuola più afferamata in Italia. Volevo incontrare di nuovo Andrea, ma questa volta ai Campionati Assoluti. Sapevo che era un sogno, ma la mia  determinazione mi ha sempre sostenuto. Non sapevo ancora che non avrei mai più rivisto Andrea che purtroppo rimase vittima di un tragico incidente, pochi mesi dopo. Per me fu un duro colpo, scompariva un grande amico, che mi aveva insegnato a capire che nulla si ottiene per caso. Che ogni obiettivo si raggiunge con sacrificio, pazienza e volontà, rimanendo sempre con i piedi per terra.  Andrea voleva vincere un Assoluto ed invece era giunto 2 volte consecutive secondo e tutti dicevano che sarebbe stato il suo anno, ma purtroppo non c'era più. Allora gli feci la promessa che lo avrei vinto anche per lui. Sembrava un obiettivo lontano e difficile, ma sentivo che potevo farcela. La mia grinta  mi portò ad effettuare risultati sorprendenti. Dopo alcune esperienze crescenti finalmente, partecipai al mio primo campionato Assoluto a Palau, dove feci un discreto risultato per la poca esperienza che avevo. Ricevetti i complimenti di alcuni veterani come Marcozzi, Fagiolari, Cappucciati e per me ebbe un significato importantissimo, ero un ragazzino pieno di entusiasmo e ogni occasione era buona per caricarmi ancora di più. Un’annata da incorniciare, un sogno che si avverava, mi sentivo al settimo cielo. Conobbi  anche Campioni come Toschi, Molteni, Mazzarri, Lo Baido e tanti altri, feci delle bellissime esperienze. Al rientro vinsi i Campionati Toscani.  Continuai la scalata di risultati  e poco dopo conquistai  uno stupendo 4° posto ai Campionati assoluti di Marzamemi che significò anche la convocazione in Nazionale. Anche in quel Campionato una delle soddisfazioni più grandi venne da Riccardo Molteni, un Campione che fino a quel momento consideravo un mito irraggiungibile, ed adesso mi faceva i complimenti in pubblico elogiando la mia prestazione. Un bellissimo gesto che ho sempre apprezzato molto con una stima reciproca che è rimasta invariata nel tempo. Nel 1988 L’allora Capitano  della Nazionale Gianfranco Giannini mi portò come riserva ufficiale a tutte le gare della stagione con la Nazionale, affiancando Campioni come Mazzarri, Riolo e Cottu, vincemmo tutte le gare compreso il Campionato Euroafricano di Favignana.  

Al Campionato Assoluto successivo, quello di San Teodoro, arrivai 3° dietro a Molteni e Carlo Gomez, battendo addirittura i miei compagni di Nazionale e molti altri Campioni. Ricordo con molto orgoglio che anche il capitano Giannini mi fece i suoi complimenti e in confidenza mi disse: bravo Marco, ti ho dato fiducia e mi hai ripagato più di quanto mi aspettavo, sono sicuro che questo è l’inizio di una lunga carriera. L’anno successivo finalmente diventai Campione Italiano Assoluto nei mari di Santa Maria di Leuca e mi resi conto che avevo raggiunto il mio sogno. Dedicai quel titolo ad Andrea ed in un momento di riflessione ebbi una strana sensazione, come mi fossi liberato da qualcosa e una vocina interiore mi diceva che dovevo andare avanti. Da allora ho collezionato numerosi successi in campo Nazionale ed Internazionale. Nel 2000 vinsi il mio ultimo titolo assoluto e poi dovetti ritirarmi a causa di un incidente. Poi sono tornato a gareggiare negli anni successivi vincendo anche il titolo Italiano per società e la Champions League in Grecia, ma qualcosa era cambiato e sentivo che dovevo smettere, pertanto presi l'amara decisione e conclusi la mia carriera in bellezza, subito dopo l'ultima vittoria. Quando guardo il mio album dei ricordi, dove ho collezionato foto ed articoli, non ho bisogno di leggere, perchè ho tutto bene memorizzato nell'archivio della mia mente. E' stato così bello ed intenso che non potrei mai dimenticare nemmeno un dettaglio. Non ho molti rimpianti, forse qualcuno come sempre accade, ma alla fine direi che il bilancio è molto positivo. Ho vissuto emozioni indimenticabili ed ho raggiunto tutti i miei obiettivi, non potevo chiedere di più.

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