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Lo
scopo principale di un ecoscandaglio, è quello di
fornire la visualizzazione della tipologia del fondale che scorre
sotto l'imbarcazione. E' utile per trovare secche, cigliate, sassi
isolati, relitti e quanto altro di interessante da cercare in fondo
al mare che si dimostri utile ai fini dell'immersione. Un strumento
di buona qualità utilizzato correttamente, riesce anche a
definire la tipologia del fondale -ovvero se si tratta di roccia,
fango, sabbia, o altro - distinguendo due principali categorie:
fondo morbido (es:fango) e fondo duro (es:roccia).
L'utilizzo dell'ecoscandaglio può risultare molto valido
per tenere sotto controllo il fondale, in quanto ci avverte delle
risalite rocciose che arrivano fino alla superficie e che potrebbero
diventare fortemente pericolose per la navigazione. Il nome tecnico
più usato è di fish finder che significa "cerca
pesci" ed è più consono e vicino ai pescatori
di superficie, sportivi e professionisti che amano individuare i
branchi di pesci sotto l'imbarcazione e definirne consistenza del
branco e sua profondità di stazionamento per attuare uno
stratagemma di pesca opportuno.
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Il
subacqueo guarda quasi esclusivamente il fondale cercando di capirne
la tipologia e la profondità, dedicando meno attenzioni alla
ricerca dei pesci visualizzati sul display, anche se un pescatore
in apnea che ha imparato a conoscere l'utilità e le caratteristiche
dello strumento, potrà già stabilire dall'imbarcazione
se sul fondo sotto di essa, vi è roccia interessante, se
la profondità di esercizio è consona alle sue caratteristiche,
e se i pesci segnalati possono risultare interessanti per la propria
attività.
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Il
funzionamento dell'ecoscandaglio si basa sulla gestione
di segnali eco che vengono lanciati dal trasduttore
o trasmettitore/ricevitore, verso il fondo dove rimbalzano
e tornano verso la superficie, incontrando di nuovo
il trasmettitore/ricevitore che analizza la risposta
e la traduce graficamente sul display proprio come un
sonar.
Il segnale si propaga sotto lo scafo con un cono di
ampiezza che varia solitamente dai 15° ai 25°
circa, fino ad un massimo di 90°,coprendo quindi
una interessante area di fondale che aumenterà
di ampiezza in ragione di una maggiore profondità.
Tutto ciò aiuta l'ecoscandaglio nella ricezione
del proprio segnale anche con la barca in movimento
e permette una ricerca più ampia sotto lo scafo
dell'imbarcazione. La frequenza degli ultrasuoni che
emettono il segnale può variare da 50 a 500 Khz.
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Ecoscandaglio
Garmin 160
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Aumentando
la frequenza, aumenta la qualità della definizione
che si tradurrà in un migliore disegno a video, ma
si riducono le capacità di trasmissione in profondità.
In poche parole uno strumento ad alta frequenza è molto
sensibile e preciso, ma non permetterà utilizzi di
alto livello a elevate profondità.
Potranno incidere nella sensibilità e precisione dello
strumento anche i diversi strati di densità dell'acqua
che nel mare sono sempre presenti e conosciuti come termoclini
e correnti sottomarine.
Per un subacqueo, considerando le profondità operative
e la tipologia di ricerca, la potenza più indicata
è di 200Mhz che abbina una discreta potenza ad un'ottima
definizione, permettendo di scandagliare il fondale con precisione
di dettagli da 10 fino a 100mt circa.
Lo strumento può scandagliare anche oltre, ma il segnale
perderà progressivamente la qualità di definizione
e sarà indispensabile ridurre la velocità di
navigazione.
I primi ecoscandagli usati dall'uomo erano rappresentati da
una cima alla quale veniva legato un peso. Sulla cima erano
evidenziate le misure e da esse si riusciva a capire la profondità
approssimativa quando il peso raggiungeva il fondo. Durante
la navigazione, veniva lasciato penzoloni in mare e grazie
al peso,una volta che l'imbarcazione si avvicinava a fondali
inferiori, con il rischio d'incaglio, il peso, sbattendo sul
fondo, avvertiva lo scandagliatore che a sua volta dava l'allarme.
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Questo
metodo è stato inventato dagli antichi Romani durante
le loro navigazioni nel Mediterraneo ed è rimasto
valido sino a qualche decennio fa, quando l'avvento delle
moderne tecnologie ha permesso la realizzazione di sistemi
molto più pratici e affidabili, iniziando dagli
ecosonar scriventi.
Lo strumento scrivente si basa sullo stesso principio
di inviare e ricevere segnali che vengono disegnati su
carta termica da un pennino che, ricevuto l'impulso, lo
trasmette a sua volta sulla carta disegnando il fondale.
La delicatezza di questi strumenti ed il costo della carta
termica che andava spesso sostituita ha portato le tecnologie
verso i modernissimi strumenti con monitor a colori e
a cristalli liquidi che non consumano carta o accessori
e permettono una definizione di alta qualità. |
Il
fish finder o ecoscandaglio a colori ha il vantaggio di definire
meglio i diversi strati del fondale, proprio grazie ai colori,
ma risulta più delicato per l'uso su imbarcazioni veloci
e aperte come i gommoni o i piccoli motoscafi. E' ingombrante
e delicato, inoltre ha un costo superiore a qualunque altra
tipologia e per questi fattori è uno strumento che
alloggia spesso e volentieri,in imbarcazioni da pesca professionale.
Lo strumento a cristalli liquidi è il più utilizzato
ed ha ottimi rapporti tra qualità-prezzo-efficacia.
E' lo strumento più adatto ai subacquei perché
ha dimensioni ridotte, facilità di utilizzo, è
impermeabile e quindi si trova a suo agio con guanti bagnati
che toccano i comandi, è molto pratico nell'uso ed
abbina un costo ridotto ad ottimi risultati in definizione.
| Il
mio ecoscandaglio |
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Quando
ho saputo che la Garmin aveva realizzato dei nuovi modelli
di ecoscandagli con alte prestazioni, ho subito avuto
l'impulso e la curiosità di approfondirne le
conoscenze.
Garmin è un marchio molto conosciuto nel mondo
per la precisione e l'affidabilità dei propri
prodotti nel campo dei Gps e tutti gli strumenti elettronici
utilizzati per la navigazione e la ricerca.
Gli ecoscandagli Garmin in questione sono il 160 e 240,
che hanno alcune doti
veramente innovative; come l'esclusiva caratteristica
See-Thru per individuare contemporaneamente i segnali
più forti e più deboli che provengono
dal fondale, permettendo di distinguere con più
facilità i fondali fangosi da quelli rocciosi
o sabbiosi. Con questa caratteristica sul display appare
un disegno ben definito che non lascia dubbio se si
tratta di roccia o di un semplice agglomerato di fango
e alghe.
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Un
altro vantaggio è costituito dalla funzione Depth
Controlled Gain, che regola automaticamente la sensibilità
dell'ecoscandaglio in relazione alla profondità,
garantendo maggiori dettagli del fondo marino.
Il display LCD ad alta risoluzione è da 160x160
pixels per il Garmin 160 (i Pixels sono i puntini che
disegnano l'immagine sul display a cristalli liquidi.
Più ce ne sono a parità di dimensioni
dello schermo e più alta sarà la definizione)
e 240x240 pixels per il Garmin 240. La potenza di trasmissione
è di 3200W p.p. (400W RMS) su frequenza da 200KHz.
Un sistema interno di backup garantisce il salvataggio
automatico delle impostazioni definite dall'utente:
visualizzazione digitale di profondità e temperatura,
finestra zoom per un maggior dettaglio; operazioni semplici
grazie alla barra di regolazione disponibile per le
impostazioni più utilizzate, prestazioni superiori
allo standard, perfetta tenuta stagna.
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Ecoscandaglio
Garmin 240
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Trasduttore
a barchetta applicabile con facilità allo specchio di
poppa dell'imbarcazione. Menu semplicissimo e software con molte
funzioni. Possibilità di impostare la lingua In Italiano.
Controllo automatico del guadagno che regola la sensibilità
dello strumento in relazione alla profondità effettiva
del segnale. Possibilità di totale utilizzo in automatico,
funzione molto importante per i meno esperti. |
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Si
tratta di strumenti di alta tecnologia il cui utilizzo soddisfa
pienamente sia l'utente meno esperto che quello più
esigente.
Personalmente, ho avuto diversi tipi di ecoscandagli, a partire
dal primo che era uno scrivente tra i migliori dell'epoca
per poi cambiarne almeno 5-6 modelli a cristalli liquidi.
Devo dire con la massima franchezza che tra quelli che ho
usato personalmente in passato e quelli che ho usato sopra
imbarcazioni di altre persone, il Garmin 160, che ho scelto
per il mio gommone, si è dimostrato in assoluto il
migliore strumento che abbia mai usato.
Se mi avessero dato la possibilità di studiare e progettare
un ecoscandaglio per i miei usi, lo avrei fatto uguale. Semplice,
affidabile, preciso.
I nuovi Garmin sono strumenti estremamente potenti nella ricerca
e determinazione del fondale, della posizione del pesce, e
del segnale che disegna il fondale.
Concludendo indico alcune mie abitudini che ho riscontrato
valide durante l'utilizzo e l'assemblaggio.
Io monto il trasduttore a barchetta sullo specchio di poppa
in una zona dove la carena sia il più orizzontale possibile
e lontano dall'elica del motore. Il trasduttore lo lascio
sporgere mezzo centimetro sotto il filo della carena per garantire
una costante immersione dello stesso anche in caso di navigazione
con mare formato. Con questi accorgimenti, riesco a far funzionare
lo strumento anche a 20 nodi di velocità su fondali
di 30-50mt, ricevendo un segnale forte e preciso come se andassi
piano. Praticamente durante la navigazione resta sempre acceso.
La prima manovra da fare appena installato lo strumento è
quella di impostare il menu in Italiano.
Anche se le istruzioni sono semplici e chiare, lo strumento
è talmente semplice e intuitivo che molti potranno
imparare ad usarlo anche senza il manuale d' istruzioni a
portata di mano.
Garmin
è distribuito in Italia da:
Synergy 20139 Milano- ViaB. Quaranta,57
Web: www.synergy.it
e-mail syn@synergy.it
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I
fishfinders Garmin 160 e 240 si presentano molto simili tra
di loro: la principale differenza è nel display, dove
il 240, grazie ad un numero più elevato di pixel, offre
una definizione dell'immagine superiore.
Caratteristiche:
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Garmin
160
Display 160x160 pixels
Potenza
RMS 400 watt
Potenza di picco 3200 watt
Frequenza 200 Khz
Profondità massima 200 metri
Dimensioni mm 125x160x76
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Garmin
240
Display 240x240 pixels
Potenza RMS 400 watt
Potenza di picco 3200 watt
Frequenza 200 Khz
Profondità massima 200 metri
Dimensioni mm 125x160x76
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Marco Bardi
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