La Mia Pesca in Tana

VIDI UN PESCASUB che entrava in tana proprio come una murena, con movimenti sinuosi e attenti e guardarlo da sopra era uno spettacolo. Non mi piaceva la pesca in tana, ma da quel giorno sarebbe entrata a far parte del mio futuro. Preferivo la pesca all’aspetto, ma non girava un pesce ed ero deluso. Quando vidi il subacqueo Dentro all’enorme lastrone, prima sbucò il fucile che galleggiava, poi sbucò l’asta con un enorme sarago infilato e poi venne fuori con molta calma anche il pescatore. Lo vidi dirigersi verso la boa dove appese il sarago ad un cavetto già ricco di grosse prede, tra saraghi e corvine.
UNO STIMOLO più potente non poteva capitarmi. Compresi subito che per crescere bisognava avere la capacità di adattarsi e cambiare rapidamente tecnica. Compresi anche che sotto a quei meandri c’è una vita sconosciuta e mille segreti.
DOPO MOLTI TENTATIVI andati a vuoto, improvvisamente mi trovai davanti due grossi saraghi, come non avrei mai immaginato possibile. Il tiro semplice, non tolse entusiasmo alla sorpresa. Ogni discesa diventò una nuova avventura, ogni tana guardata una intensa emozione e così per molti anni, nonostante diventasse sempre più difficile incontrare le prede.
La prima regola è che il pesce si nasconde per sfuggire alle insidie, quindi bisogna essere molto attenti nell’avvicinamento.
La seconda regola è quella di essere sempre pronti al tiro perché spesso si ha solo un attimo, quindi occhi e fucile devono guardare insieme nello stesso punto.
La terza regola è quella di non avvicinarsi in orizzontale alla tana, ma più in verticale in modo da sfruttare al massimo la sorpresa. Ci sono poi mille altri accorgimenti utili, ma rispettando le prime tre regole e guardando più tane possibili, arrivano di sicuro le soddisfazioni.
IL PRIMO INCONTRO CON LA CERNIA è un'altra conquista, perché non è affatto semplice riuscire a colpirla e meno che mai facile da estrarre. Non a caso viene chiamata la tesi di laurea della pesca in tana.
QUEL GIORNO CHE NON DIMENTICHERO' MAI, quando accesi la torcia mi trovai faccia a faccia con una cernia enorme. Devo dire che la mia sorpresa non fu molto diversa dalla sua, infatti ci fu un attimo di pausa da entrambe le parti. In quella frazione di tempo, mi resi conto che non avevo il fucile puntato in direzione del pesce. La vidi entrare ancora di più all'interno della tana. Mentre tornavo indietro, iniziai ad elaborare fin da subito il piano di battaglia. La volta successiva, sarei stato pronto, non avrei commesso lo stesso errore. Nella destra avevo il fucile adatto, nella sinistra la potente torcia. Appena vicino alla tana accesi la torcia tenendo ben saldo il fucile e puntato verso la luce. La cernia era proprio li, pronta a fuggire.
IL TIRO FU ISTINTIVO E RAPIDO, tanto da capire che l'avevo colpita. Senza perdere tempo cercai di risalire filando il mulinello. Una volta in superficie esultai di gioia e il cuore iniziò a battere forte. Aspettai una decina di minuti prima di scendere di nuovo, cercando di calmarmi e di lasciare depositare la sospensione all'interno della tana. Scesi allora con un'altro fucile per assicurarmi la preda con un secondo colpo. Senza esitare sparai il secondo colpo cercando di colpirla in un punto vitale. La prima asta con cui l’avevo colpita mi rimase in mano sfilandosi dal pesce! Per fortuna avevo sparato di nuovo. Dopo trenta minuti di estenuanti tentativi, fu possibile estrarla.
TANE RICCHE DI PESCE non sono frequenti, anzi piuttosto rare e si trovano solo in fondali poco disturbati. Con il tempo ho avuto la fortuna di conoscere anche questi spettacoli, ma non me ne sono mai approfittato perché si tratta di tane dove il pesce si raduna per la riproduzione e dove cercherà di vivere per lunghi periodi. Il carniere misto è infatti quello che preferisco. Le sorprese per arricchire il carniere, possono arrivare inaspettatamente. Alle volte basta vedere un piccolo pesce davanti ad una tana per segnalare la presenza di pesci più grandi all’interno. In qualche caso, una tana con l’ingresso più pulito delle altre indica che c’è un passaggio di pesce. Altre volte sono i pesci stessi che ci indicano altre prede. Lo Sciarrano e la perchia ad esempio li chiamo pesce spia proprio perché spesso indicano altre presenze sul fondale. Quando guardano un punto fermo e non si muovono, quasi sempre c’è un pesce nella tana o mimetizzato sul fondale. Infine l’istinto gioca il ruolo primario, quello che spinge a scegliere una tana invece di un'altra. Anche l’occhio comunque vuole la sua parte, perché certe volte può bastare vedere due labbra bianche che spiccano nel buio di una tana per capire che si tratta di una grossa corvina, uno dei pesci più difficili da sorprendere in tana.

 

PUOI APPROFONDIRE L’ARGOMENTO NEL VIDEO DVD TECNICHE DI PESCA



OPPURE SUL MANUALE DI PESCA IN APNEA DI MARCO BARDI

 

Tutti i materiali pubblicati nel sito, salvo diversa indicazione, sono di proprietà di Marco Bardi. E' vietata la ripubblicazione anche parziale di contenuti testuali o immagini del sito senza autorizzazione scritta. Progetto & Sviluppo: Gianluca Zeni - Grafica: Foto Immagine di Mariano Satta.