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Un
giorno come tanti altri la scoperta di un nuovo modo di pescare mi
lasciò a bocca aperta. Non potevo immaginare che fosse possibile
scoprire qualcosa di nuovo, ma erano altri tempi! Cominciai a immaginare
un leone nella savana che nonostante la sua mole si muove leggero e
armonico in mezzo all’erba del suo stesso colore, per sorprendere una
preda. Proprio mentre mi affacciavo, vidi una grande coda rivolta verso
l’alto in diagonale, l’occhio si mostrò con tutto il suo vigore. Per un
breve istante il pesce si girò verso di me e mi guardò con un
atteggiamento quasi di sfida. Fu così che catturai quel maledetto pesce,
la bestia nera di tutti i pescatori.
Avevo già una buona
confidenza con l’aspetto, la pesca in caduta e la pesca in tana ed erano
le principali tecniche conosciute anche dagli altri cacciatori in apnea.
Lungo i fondali più battuti il pesce diffidente fuggiva senza lasciare
speranze alle tradizionali tecniche ed alcuni pesci erano quasi
imprendibili. Mentre vidi fuggire l’ennesima orata che non voleva
avvicinarsi, valutavo quanto la pesca all’aspetto aveva perso di
efficacia specialmente con saraghi e orate. Allora come mio solito,
decisi di tentare nuove soluzioni, ma non era facile inventare qualcosa
di nuovo. Al primo istante mi sembrava impossibile riuscire
nell’impresa, ma siccome sono uno che non si arrende mai, mi concentrai
su qualche nuova idea. Impugnavo uno dei primi fucili arbalete che poi
avrebbero fatto la storia, del quale apprezzavo la
LAMPI D’ARGENTO ed un
lieve movimento della coda, aumentarono il battito del mio cuore.
L’istinto realizzò di frenare e di affacciarsi gradualmente senza
sporgere il fucile. La coda argentea divenne più robusta, sostenuta da
un peduncolo enorme, circondato da squame solide e ben delineate che
andavano sfumando verso il grigio. Improvvisamente il colore argento
venne interrotto da una grande macchia verticale di colore nero che come
per incanto, ai bordi sfumava verso il rosso, il quale a sua volta
delineava la grande branchia laterale. Finalmente anche l’occhio si
mostrò con tutto il suo vigore e la bocca munita di ampie e carnose
labbra si staccò dalla roccia dove brucava. Per un breve istante si girò
verso di me e mi guardò con un atteggiamento quasi di sfida, la coda più
alta del corpo e la testa inclinata verso il basso pronta a scattare.
Rimasi paralizzato dal suo
COMINCIAI A IMMAGINARE UN LEONE nella savana che nonostante la sua mole ingombrante si muove leggero e armonioso in mezzo all’erba del suo stesso colore. Il metodo migliore per avvicinarsi alla preda, comunque pronto allo scatto fulmineo, sempre all’erta e consapevole che il minimo rumore lo tradirebbe. Mi concentrai su questi pensieri e mi immedesimai nel felino, per vedere fino a dove potevo avere intuito qualcosa di nuovo. Concentrato su quei punti strategici, mi accorsi subito che non erano poi così facili da gestire, infatti la preda successiva mi sfuggì per poco. Subito dopo, mi trovai davanti ad uno scoglio affiorante di grandi dimensioni dove sbatteva una leggera risacca. Scesi di nuovo copiando la sequenza che mi aveva portato alla precedente cattura. Raggiunto il fondale, mi spostai al riparo di un canalone dove misi all’opera un vero e proprio aggiramento da incursore.
VIDI PASSARE UN LAMPO DI
ARGENTO in alto, molto vicino alla superficie, dove il mare
produceva una schiuma
bianca di acqua mescolata. Il primo lampo era seguito da un altro ed un
10 CONSIGLI: 1. Cercare un fondale variegato con tanti massi grandi intervallati da canaloni e scogli affioranti. Più canali e scogli grandi ci sono e più sarà facile sorprendere il pesce. 2. La profondità ideale è in genere dai tre ai dieci metri dove ci sia comunque una lieve azione di risacca. Si tratta di una fascia di fondale in cui si può incontrare di tutto. 3. Una visibilità media. L’acqua troppo torbida non consente di avvistare facilmente i pesci, mentre troppo limpida gli concede maggiori vantaggi. 4. La luce o il sole sempre alle spalle in modo da favorire la nostra visuale e limitare quella del pesce quando guarda verso di noi. 5. Disporsi a favore di corrente permette di andare incontro al pesce che in genere nuota contro corrente. 6. Quando c’ pesce in movimento è meglio. Infatti ci sono giornate dove il pesce si sposta poco, allora è meglio l’aspetto e altre dove si sposta molto, più ideali per l’agguato. 7. Attrezzature mimetiche che aumentano le possibilità di sorpresa. Pinne in materiale non rumoroso. Fucile di lunghezza dai 75 ai 90 cm equipaggiato per un tiro molto veloce. Forma del fucile che faciliti il brandeggio. 8. Un perfetto equilibrio della zavorra che favorisca un movimento comodo a contatto con il fondale, senza sbattere e senza galleggiare. 9. I momenti migliori vanno dai primi di Maggio a fine Giugno e dai primi di Ottobre a fine Dicembre. Gli orari da preferire sono quelli dell’alba e del tramonto. 10. Velocità di azione lenta e controllata, silenziosa e armoniosa, come un pesce tra i pesci. |
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