| Ritorno alle origini | |
La
pesca in apnea non è, semplicemente un modo più scomodo
per vivere. Anzi, al contrario, è il conseguimento del più
antico sogno dell’uomo: il sogno del volo! Infatti soltanto sott’acqua
il corpo umano è in condizioni di muoversi liberamente verso
il basso e verso l’alto con la sola propulsione dei propri muscoli.
Se si unisce alla suggestione del volo, la potente immagine del selvaggio
mondo sottomarino con il desiderio di libertà e di avventura,
nato dalla ribellione di una vita caotica, ecco che arriviamo a percepire
il senso profondo della pesca in apnea: Magia! Magia pura! Per questo
c’è tanta emozione nello sfidare una preda nel suo ambiente.
Volando in planata verso il fondale in questa condizione di grazia fisica
e mentale il pescatore in apnea esprimerà quello che è
il più naturale di tutti gli istinti, quello di cercare di procurare
il cibo a se stesso ed alla propria famiglia catturando degli animali
selvatici con la sola forza del proprio corpo e dell’istinto. Le complesse
relazioni che uniscono i predatori alle prede nelle catene alimentari
hanno costituito il fondamento della vita sul nostro pianeta per milioni
di anni ed hanno garantito il sostentamento della razza umana dal momento
in cui si è affacciata alla ribalta della vita sulla terra fino
a poche centinaia di anni fa. Soltanto da poche generazioni l’uomo ha
smesso di fondare la propria sopravvivenza sulla caccia ed è,
pertanto, del tutto naturale che esista ancora oggi dentro di noi un
istinto che ci avvicina con naturalezza all’ attività di pesca
in apnea come un modo di vivere più semplice e naturale rispetto
agli artificiali sistemi della società moderna che preferisce
pagare per procacciarsi lo stesso pesce. Un modo di vivere che ci fa
sentire felici con poco e che ci da una serenità che i tanti
beni materiali della vita contemporanea spesso non sanno offrirci. Un
ritorno alle origini che esprime il senso della vita; la perfetta integrazione
con l’ambiente.
. Marco Bardi. |
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