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La
pinna Bat Omer è considerata innovativa principalmente
per l'efficacia di spinta e per la robustezza che la contraddistinguono.
La pinna Bat è potente, perché la qualità
del materiale composito, lavorato con macchinari di alta precisione,
la rendono ideale per produrre energia di spinta con il massimo
rendimento. La pala è rastremata a scalare in perfetta
progressione, ed è realizzata in 3 diversi tipi di
elasticità, da scegliere in base alle proprie preferenze
ed al grado di allenamento: Bat 20 (morbide) - Bat 30 (medie)
- Bat 40 (rigide).
E' comoda, perché le scarpette sono progettate per
risultare morbide nei punti in cui avvolgono il piede e rigide
solo dove vi è necessità di trasformare in spinta
l'energia prodotta evitando sprechi. La scarpetta, abbinata
alla forma della pala, consente un lavoro duraturo senza alcun
fastidio e presenta un mix di efficacia e comfort sul collo
e sulla pianta del piede. La calzata è semplice ed
efficace, grazie anche alla conformazione della scarpetta
in 5 comode taglie dal 38-40 al 46-48.
La pinna Bat è quasi invisibile, perché ha una
colorazione mimetica sublimata sulla pala, che garantisce
una perfetta mimetizzazione con molti tipi di fondale ed un
disegno praticamente inalterabile nel tempo.
E' efficace nella spinta, perché la sua forma gli consente
di esprimere un'ottima propulsione in acqua. I bordini a T
laterali, conferiscono una totale stabilità della pala,
potenziando anche la spinta, grazie al maggiore volume di
acqua spostata.
E' indistruttibile, perché la pala termina lasciando
un bordo più robusto in punta. Il disegno della pala,
poi, non le consente d'incastrarsi accidentalmente sulle rocce
del fondale. La qualità del materiale utilizzato per
le pinne Bat consente un utilizzo estremo, con flessibilità
assoluta senza complicazioni. Il lungo progetto di realizzazione,
cui segue un tempo di garanzia totale sul prodotto di ben
2 anni, ha determinato una pinna altamente affidabile. In
tre anni di prove con numerosi atleti, non si è mai
rotta nemmeno una pala: né scheggiata, né rovinata
minimamente.
La storia
Ricordo
ancora che era Novembre del 2000 quando a Tahiti, durante
il Campionato del Mondo, io, Fabio Antonini ed Alberto March
ci scambiavamo opinioni personali sulle pinne migliori per
pescare a quelle profondità abissali per ben 6 ore
di gara. Ciascuno di noi aveva la propria idea sulla pala
migliore, sul modo di pinneggiare, sulla durezza della pala,
sul tipo di discesa ecc. Da quella conversazione, nacque un
nuovo incontro: con la scusa di approfondire un' importante
valutazione tecnica sulle pinne, convincemmo la Omer ad organizzare
un incontro tecnico per considerare più da vicino le
possibilità di migliorare questo prodotto. Con la scusa
ci saremmo goduti alcuni giorni di pesca indimenticabili!
L'estate seguente, nel mese di Giugno, ci incontrammo di nuovo
presso le limpide e profonde acque delle Baleari, in Spagna,
questa volta assieme ai tecnici della Omer, che intanto avevano
reperito i migliori tipi di pale in circolazione in tutto
il mondo. Come nostra consuetudine, l'obiettivo era quello
di studiare concretamente le qualità di ogni singola
pala. Gli studi scientifici mi lasciano spesso indifferente,
mentre la prova pratica in mare è la mia specialità.
Sommando la mia esperienza a quella di Fabio ed Alberto, ne
uscì una prova comparativa efficace ed istruttiva.
Le
pale a disposizione erano tante e di diverso tipo. C'erano
modelli più conosciuti e altri meno blasonati ma in
rapida ascesa, specialmente all'estero. Durante le prove abbiamo
effettuato numerose discese profonde, confrontandoci tuffo
dopo tuffo ed analizzando i tempi di discesa e risalita, lo
sforzo effettuato ed i metri di profondità raggiunti.
Alla fine di tre giornate di prove intense, nelle quali non
sono mancate belle catture, cominciavamo sempre più
a parlare...la stessa lingua. Va evidenziato che Alberto
e Fabio sono due subacquei piuttosto potenti ed amano pinne
medio-rigide. Io preferisco pinne morbide ma agili, con le
quali consumare meno energie per un movimento più costante.
In ogni caso, a parere di tutti, era il materiale a fare la
differenza; poi ci siamo accorti che anche la forma incideva
non poco, ed infine era fondamentale il corretto uso della
zavorra in base alla profondità. Importante è
anche il tipo di pinneggiata, da adattare a seconda del modello
di pinna. Eravamo tutti d'accordo a ritenere necessari i bordini
laterali a T, che canalizzano più o meno l'acqua spostata,
limitando anche l'effetto di derapamento laterale, più
evidente nelle pinne senza una forma adeguata e senza bordi
canalizzatori.
Dopo tutte le prove e le considerazioni, è uscito fuori
il disegno ideale della pala, il materiale che rendeva di
più, gli accorgimenti più validi. Commercialmente
vi era invece l'esigenza di produrre un articolo indistruttibile,
perché dal momento che un appassionato spende fior
di quattrini per un paio di pinne, la paura che possano rompersi
non deve aver ragione di esistere. Dopo alcuni mesi ci siamo
ritrovati all'Isola del Giglio, dove abbiamo proseguito la
prova con i nuovi prototipi realizzati dai tecnici Omer secondo
le nostre indicazioni. I test hanno dato ottimi risultati
come prestazioni ed anche come praticità di uso, estetica
e robustezza. Ci è stato ordinato di romperle, ma non
ci siamo riusciti. Salti dal gommone con le pinne ai piedi,
risalite immediate, spingendosi sul fondo con le pinne, botte
sui massi cercando di scheggiarle, ma niente: hanno resistito
stoicamente ad ogni tipo di sollecitazione. E pensare che
Antonini in questa situazione aveva sfoderato il meglio di
sé, convinto che in qualche modo potesse romperle.
Ha provato addirittura a morderle! A prenderle a calci! Le
ha piegate in due con forza, chiudendo gli occhi in attesa
del fatidico crok delle fibre, ma....niente da fare, questo
materiale è proprio resistente. Dopo questa confortante
prova, supportata dagli ottimi risultati di spinta, c'è
stata la discussione sulla durezza ottimale. Tutti e tre,
tanto per cambiare, la pensavamo in modo diverso.
Da
tutto ciò è nata la necessità di realizzare
almeno 3 versioni delle pale Bat, ovvero la 20 (più
morbida) la 30 (pala di media durezza) la 40 (pala più
rigida) e, considerata la caratteristica del materiale e della
lavorazione, niente vieta in futuro di aumentare le possibilità
di gradazione di durezza. In ogni caso, si è anche
evidenziato come non esista una durezza (o morbidezza che
dir si voglia) migliore dell'altra.
In tre abbiamo scelto tre gradazioni diverse, il che è
tutto dire!
A seguito dell'interessante evoluzione intorno alle prestazioni
di una pinna, è inevitabilmente entrato in gioco anche
il parere scientifico dell'esperto. Il dott. Bartoli, preparatore
atletico del Team e specialista in collaudo di strumenti per
lo sport, ha dato il suo contributo, confermando i risultati
pratici già acquisiti. Bartoli ha studiato un metodo
di misurazione della pinna, legato alla prestazione in rapporto
allo sforzo. Il metodo è piuttosto semplice: ha confrontato
lo sforzo muscolare in relazione alla spinta dinamica, ed
al battito cardiaco del soggetto, a parità di velocità
prodotta. Ci ha applicato un cardio-frequenzimetro facendoci
percorrere una certa distanza, mantenendo costante il battito
cardiaco. A battito cardiaco costante (ovvero a sforzo costante)
la maggiore distanza raggiunta in dinamica evidenziava quella
che poteva essere la pinna più efficiente. Gli studi
di Bartoli hanno confermato quelle che erano state sino a
quel momento le nostre valutazioni in mare.
Per dare un tocco tecnico/estetico, le pale sono state sublimate
in mimetico con tonalità diverse. Una colorazione che
non scompare nemmeno dopo anni di utilizzo. La lavorazione
della pala consente una rastremazione a scalare costante,
che permette una resa di spinta ottima. La pala in punta è
di forma stondata, perché consente urti tra le asperità
del fondale senza il rischio che vi rimanga incastrata. Inoltre,
l'ultimo centimetro della pala è di spessore più
robusto, proprio per proteggerla dagli urti più violenti
con le rocce. Considerando quindi tutti i particolari tecnici,
la robustezza, il prezzo, l'efficacia, si può concludere
affermando che anche le pinne hanno fatto un salto di qualità.
Le pale Bat sono realizzate in fibra composita denominata
anche "vetronite", derivante dai materiali usati
per le competizioni del nuoto pinnato e negli ultimi record
mondiali di immersione in apnea con monopinna. Le pale sono
corredate di serie di due innovativi bordi laterali a T che
seguono la pala per l'intera lunghezza, aiutando anche i longheroni
delle scarpette a canalizzare l'acqua spostata. Questo sistema
permette una stabilità maggiore, ovvero un minore effetto
di scivolamento laterale (effetto derapage, quindi più
spostamento di acqua = più spinta a parità di
sforzo). I bordini in gomma, assicurano anche una migliore
insonorizzazione quando la pala è a contatto con il
fondale ed un minore rischio di lesioni. Le pale sono intercambiabili
sulle scarpette e grazie al bordino totale, sono semplici
da smontare e rimontare senza danneggiare assolutamente né
la pala né la scarpetta. Le scarpette delle pinne Bat
sono disponibili in 5 differenti calzate, che vanno dal 38-40
fino al 46-48. Le
pinne Bat sono coperte da 2 anni di garanzia.
Le pale delle pinne bat 20-30-40 sono lunghe 74 cm e larghe
22.
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