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Esistono
molteplici possibilità tra le quali elenchiamo alcune tra
le più utilizzate:
-
Ci sono casi in cui la muta è stata parzialmente colorata
o sfumata tramite vernici spray acriliche tradizionali. Con questo
sistema la colorazione si è rivelata comoda e semplice,
ma poco efficace e duratura;
- Alcuni
hanno usato pigmenti di morbida vernice per cornici in legno dei
quadri o per il modellismo. Il risultato non è male ma
è un lavoro lungo e dispendioso se si parla di un' intera
muta.
- Qualcuno,
con certosina pazienza è riuscito ad adoperare vernici
per tessuti di abbigliamento (difficili da reperire) con risultati
variabili, generalmente poco costanti e quasi mai come si vorrebbe,
con alta percentuale di insuccesso ed il rischio costante di rovinare
definitivamente la muta.
La
mimetizzazione che in genere è da preferire si realizza con
strisce di colore alternate e sfumate, di grandezze variabili e
mai uguali tra loro di circa 4 cm di lunghezza per 1-2 cm di larghezza,
che rendono la muta di aspetto simile ad un fondale variegato.(Fig.
2 e 3).

Fig 2 Esempio di mimetico "a striscie" |

Fig 3 Esempio di mimetico "a striscie" |
Starà
alle proprie convinzioni e necessità decidere se utilizzare
l'una o l'altra soluzione. Una volta a tiro, il pesce non deve avere
il tempo di valutare e reagire, quindi l'importante è avvicinarlo
e per fare ciò è necessaria la massima mimetizzazione
(omogenea o spezzata che sia).
Molti credono vivamente al mimetismo e altri meno, ma a ben vedere
non è corretto dire di credere o meno. Il fatto è
che la natura ci insegna e l'esperienza aiuta. Da buon pratico nella
vita, non ho mai dato troppa importanza alle relazioni scientifiche,
ma ho sempre messo in primo piano le esperienze dirette nell'azione
di pesca. Non per questo ho scartato le teorie scientifiche, anzi
ne ho tratto spunti di riflessione e le rispetto con piacere. Sott'acqua,
fino a prova contraria, mi sono accorto che pescando in posti dove
il pesce è più abbondante e meno disturbato, riesci
a prenderlo anche con mute gialle, ma in posti che frequento abitualmente,
ovvero con poco pesce e molto furbo, i risultati sono opposti.

Fig
4 Un capo reso mimetico visto in acqua |
Poi
si devono valutare bene le tecniche. Chi pesca prevalentemente
in tana non ha di certo bisogno di mimetizzarsi. Lo stesso vale,
ad esempio, per chi pesca all'aspetto oltre i 15 metri di profondità,
dove la luce tende a trasformare tutti i colori in ombre scure
e dove quindi il mimetismo è superfluo. Per chi, invece,
pesca in pochi metri d'acqua insidiando prede all'agguato e
all'aspetto, qualunque sia il posto, mimetizzarsi bene è
un'arma in più, molto più importante della scelta
del fucile o delle gomme. Meno visibile è il subacqueo
e maggiori possibilità ci sono che riesca ad avvicinare
la preda.
Ecco perché secondo la mia esperienza,conviene mimetizzarsi.
Molte volte ho visto subacquei derisi per le loro attrezzature,
rese mimetiche fino all'esasperazione. Quelle persone suscitavano
invece la mia ammirazione, perché evidentemente avevano
capito una delle cose più importanti della pesca in apnea,
ovvero la necessità di affinare l'arte predatoria con
metodi pratici ed efficaci. |
Non
suscitano la mia ammirazione invece quelli che in controsenso con
le loro capacità, si affidano ad armi che nemmeno sanno capire
e restano convinti che il solo fucile potrà loro risolvere
i problemi, trascurando invece gli elementi fondamentali: istinto,
comprensione del mare, adattamento all'ambiente marino, comprensione
delle abitudini dei pesci.
Ritornando quindi alla mimetizzazione di una muta foderata, dopo
tanti tentativi, ho trovato un metodo a mio avviso piuttosto valido:
Occorrente per una muta intera:
UN Flacone di trielina (benzina pura)da mezzo litro circa.
01 pennello semplice di medie dimensioni (3-4cm circa)
4 barattoli di vetro vuoti e puliti
3 tubetti di collaprene Scuba Care articolo SC103004 (colla liquida
di neoprene senza colore)
3 pigmenti universali per vernici, liquidi e concentrati,(esistono
di molte marche e tipi, ma sono quasi tutti simili tra loro, quindi
basta andare in un negozio di vernici ben fornito) - 1pigmento per
colore desiderato. I colori più indicati sono: Oro-Marrone
sabbia-Verde -Verde scuro-Marrone terra-Ocra (fig 5 e 6)

Fig
5 |

Fig
6 |
Modo di applicazione:
1. Prima di effettuare l'operazione ci si deve accertare
di avere già provato la muta ed essere sicuri di non dovere
apportare modifiche (tagli, incollaggi ecc); in tal caso, conviene
sempre effettuare le modifiche prima della mimetizzazione. Si possono
effettuare anche dopo, ma il lavoro sarà più scomodo
e si rischia di rovinare la verniciatura mimetica. Al momento della
verniciatura, la muta dev' essere ben pulita ed asciutta.
2. Si prepara un barattolo con un tubetto di collaprene e pari
quantità di trielina, si mescola bene il tutto e poi si aggiunge
il pigmento di colore desiderato e si continua a mescolare fino
a raggiungere una soluzione ben omogenea. Si ripete l'operazione
con altri 2 barattoli e colori, preparando in sostanza tre diversi
colori in altrettanti barattoli. Il quarto barattolo resterà
pulito e servirà a fine lavoro per pulire il pennello, ma
anche durante l'operazione: passando da un colore all'altro, servirà
a sciacquare il pennello per evitare di mescolare troppo i colori
tra loro.
3. Si prende la muta ben asciutta e pulita e si appende in qualche
punto che permetta di lavorarla comodamente davanti e dietro. L'ideale
è inserire una stampella per abiti nella giacca in modo da
farla uscire dal cappuccio e appendere la muta ad un punto di aggancio
situato alla propria altezza. Altrettanto andrà fatto con
il pantalone. A questo punto, dopo avere deciso il tipo di colorazione,
si passa una spennellata di colla colorata. In caso di mimetizzazione
a macchia di leopardo, si spennella a tampone in una singola
zona ben delimitata, evitando che sia di dimensioni troppo grandi
e sfumando la colorazione ai bordi (chiazze di 4cm x 4cm circa).
Mimetizzando a strisce sfumate, si opera facendo una piccola
striscia di 4cm x 2cm di larghezza sempre lasciando sfumare ai lati.
La chiazza o striscia di colla colorata, una volta asciutta, anche
se di poco si irrigidisce, e se la pellicola di colla è troppo
spessa si rischia di irrigidire tutta la muta. Applicando invece
più chiazze o più strisce colorate sparse qua e là,
si lascia spazio alle zone non colorate, che permetteranno una discreta
elasticità del neoprene, molto simile a quella che si aveva
prima della verniciatura. E' bene chiarire che durante l'utilizzo
in acqua l'elasticità della muta sarà superiore a
quella che si può constatare a fine lavoro. In ogni caso,
è importante tenere presente che mimetizzando la muta foderata
si dovrà rinunciare comunque ad una minima parte di elasticità
del neoprene. Ecco perché si consiglia sempre una mimetica
di serie. La muta di serie già verniciata, subisce una lavorazione
diversa e non comporta irrigidimenti della fodera, che al termine
della lavorazione risulta più sfumata e ben disegnata. Le
numerose chiazze o strisce colorate, fatte a mano, permetteranno
una colorazione più vicina alla morfologia dei fondali frequentati
e consentiranno a chi già possiede una muta monocolore di
trasformarla, operazione che può essere divertente e che
regala la soddisfazione di un capo personalizzato ed unico.
Se la muta è di colore nero, risulterà necessario
avere maggiori accortezze nella colorazione, in quanto sul nero
si evidenzia meno il colore con una semplice mano di vernice.
In casi particolari, dove il colore applicato risalta poco, si potrà
applicare una seconda mano sopra la colorazione già asciugata.
In poche parole, la prima mano è una base sulla quale applicare
il colore nella successiva mano. La colla colorata, al termine dell'operazione,
si asciugherà aggrappandosi alla fodera della muta e se l'intervento
è stato effettuato correttamente, durerà almeno per
un paio di stagioni di pesca e in molti casi anche per la restante
durata della muta stessa.
4. Le precauzioni principali sono due: non esagerare con
la trielina, che potrebbe corrodere la colla tra la fodera ed il
neoprene, staccando la fodera o squagliando gli incollaggi e non
esagerare con le mani o lo strato di vernice collante, che potrebbe
indurire troppo la muta. Per evitare sorprese, si consiglia prima
di tutto di provare su una muta vecchia, fino a quando non si avrà
acquisito manualità e conoscenza dell'operazione; solo successivamente
l'operazione potrà non comportare problemi di sorta anche
con mute nuove.
5. L'operazione appena descritta è molto valida solo
con neoprene foderato, se fatta sul liscio, occorrerà una
procedura diversa. (leggere la specifica scheda
situata in questa rubrica "suggerimenti").
6. Esistono anche altri metodi, ma non hanno dato altrettante
garanzie di risultato. E' anche vero che spesso piace provare a
cambiare metodi e sperimentare nuove soluzioni, per tale motivo
potrebbe accadere che in futuro, quanto appena descritto potrebbe
essere sostituito da nuovi metodi. Sono graditi suggerimenti e nuove
idee da mettere a disposizione della comunità di appassionati.
Marco
Bardi
Marco
Bardi non si assume nessuna responsabilità per danni a cose
o persone derivanti dalla cattiva interpretazione del testo descritto,
che viene messo a disposizione gratuitamente solo a titolo informativo.
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