In quel periodo conoscevo anche Stefano Mazzi che impressionato dai miei racconti di pesca e di avventure nel mare, si lasciava coinvolgere totalmente. Diventammo una coppia affiatata alla ricerca di emozioni.Stefano all’epoca aveva 16 anni e mi ricordo episodi che oggi ci fanno ancora sorridere. Andavamo a pescare con il suo vespone 125 che abbiamo distrutto negli stradelli inaccessibili dell’argentario. Stefano indossava una delle mie mute in quanto eravamo della stessa altezza e peso, oggi ci sono più di venti chili di differenza. Stefano era incantato dal leggero cullare delle onde e appena era stanco lo trovavi regolarmente a dormire o sul gommone o su qualche spiaggetta con la muta indosso.Mi ricordo ancora di quando catturammo la prima cernia grossa su un fondale di circa venti metri. Dovevo lavorarla per cercare di tirarla fuori dalla tana e chiesi a Stefano di farmi assistenza dalla superficie. Dopo circa trenta minuti di estenuanti tentativi, riesco ad estrarla e appena in superficie cerco di avvertire Stefano dell’operazione riuscita. Lo vedo galleggiare a cento metri di distanza con la faccia rivolta verso il cielo. Un elicottero sorvolava sopra di noi. Il mio primo pensiero fu quello di un incidente, pensai che Stefano per aiutarmi era sceso a mia insaputa e risalito in sincope. Mentre pensavo, nuotavo a tutta velocità verso di lui, il cuore mi batteva come un tamburo, appena raggiunto lo afferrai violentemente con tutta la forza che avevo. La sua reazione fu istantanea, i suoi occhi spalancati oltre i limiti. Cosa succede mi disse tremando ancora dalla paura. Scoppiai a ridere mentre anche lui realizzava che si era addormentato in superficie con la pancia verso il cielo e si era allontanato in corrente. Era proprio unico nel suo genere.Per diversi anni a seguire Stefano mi ha fatto da barcaiolo a molte gare locali e regionali e abbiamo continuato ad andare a pescare assieme. Poi i suoi impegni crescenti con il negozio Acquasport lo hanno costretto a limitare notevolmente le sue uscite in mare.In quel periodo di grandi scoperte ed emozioni, i risultati a livello sociale sono arrivati subito sorprendendo tutti anche me stesso e conseguentemente, arrivò la convocazione nella squadra ufficiale per i Campionati Italiani per Società a Latina, Foce Verde. L’unico che non aveva espresso meraviglia era Alessandro che con un sorriso sornione mi confessava che secondo lui avrei fatto molto di più, n'era così convinto che non sapevo se credergli o meno. A Latina durante le iscrizioni al Campionato, come potevo immaginare, Andrea che partecipava al Campionato con la sua Società era intento a rispondere alle domande dei numerosi appassionati. Non vedevo l’ora di fargli una sorpresa. Mi presentai con un sorriso a mille denti e quando mi vide, cercando di nascondere l’emozione e la sorpresa, mi chiese: cosa ci fai qui? Io risposi scherzosamente: attento perché domani in gara saremo avversari. Non ci posso credere rispose lui, ti lascio per pochi mesi e sei già qui. Merito tuo gli dissi mentre lo abbracciavo. E’ stata una delle più grandi soddisfazioni della mia vita e credo che anche Andrea ne fosse stato fiero. Ancora adesso dopo molti anni riesco a rivivere in maniera nitida quelle immagini e quelle sensazioni. Era veramente emozionante trovarsi in mezzo a tanti Campioni considerando anche che fino a poco tempo prima ero uno che di pesca subacquea non ne sapeva niente. L’anno successivo inizio a partecipare alle selettive per la qualificazione ai Campionati Italiani Individuali. Per poco non mi qualifico e inizio a credere seriamente nelle mie capacità. Infatti, riesco a vincere il Campionato Sociale e Provinciale, inoltre mi comporto benissimo anche nei campionati Regionali. Volevo incontrare di nuovo Andrea ma questa volta ai Campionati Individuali. Sapevo che era quasi un sogno ma la mia grinta e determinazione non mi mollavano anzi crescevano e mi ci facevano credere. Non sapevo ancora che non avrei mai più rivisto Andrea che purtroppo rimane vittima di un tragico incidente durante una battuta di pesca alle isole Eolie nel Settembre del 1984. Per me fu un duro colpo, scompariva un grande amico, un maestro di pesca e di vita che mi aveva insegnato a capire che nulla si ottiene per caso, che ogni obiettivo si raggiunge con sacrificio e volontà rimanendo sempre con i piedi per terra. Una volta superato il momento critico m'impongo ancora di più di raggiungere i miei obiettivi, se non ci sarà Andrea lo farò anche per lui. La mia grinta aumenta e la voglia di vincere mi porta ad effettuare risultati sorprendenti. Nel 1985 lascio la società agonistica Francini e passo al più titolato Club Subacqueo Grossetano, una società in netta crescita organizzativa e alla ricerca di risultati agonistici. Inizia quindi la stagione agonistica con le gare di selezione con le quali mi qualifico ai Campionati di Seconda Categoria, vinco di nuovo sia il Campionato Sociale che quello Provinciale. Ai Campionati di Seconda mi qualifico con un settimo posto finale per quelli di prima a Palau, un Campionato rimasto nella storia per la bellezza dei fondali e la ricchezza di pesce. A Palau arrivo diciassettesimo con soli tre giorni di preparazione e alla fine del Campionato ricevetti i complimenti di alcuni veterani come Marcozzi, Fagiolari, Cappucciati e per me ebbe un significato importantissimo, ero un ragazzino pieno di entusiasmo e ogni occasione era buona per caricarmi ancora di più. Un’annata da incorniciare, un sogno che si avvera, mi sento al settimo cielo, ho conosciuto anche Campioni come Toschi, Molteni, Mazzarri, Lo Baido e tanti altri, ho fatto delle bellissime esperienze. Al rientro vinco i Campionati Toscani sia Individuali sia a Squadre. Continua la scalata di risultati con le conferme a livello Provinciale e Regionale e nel 1987 conquisto finalmente uno stupendo quarto posto ai Campionati di Prima Categoria a Marzamemi che significò anche la convocazione in Nazionale. Anche in quel Campionato una delle soddisfazioni più grandi venne da Riccardo Molteni, un Campione che fino a quel momento consideravo un mito irraggiungibile, ed adesso mi faceva i complimenti in pubblico elogiando la mia sportività ed evidenziando le mie doti agonistiche. Un bellissimo gesto che ho sempre apprezzato molto con stima reciproca che è rimasta invariata nel tempo. Nel 1988 L’allora Capitano  della Nazionale Gianfranco Giannini mi porta come riserva ufficiale a tutte le gare della stagione e con la Nazionale affiancando Campioni come Mazzarri, Riolo e Cottu, vinciamo tutte le gare compreso il Campionato Euroafricano di Favignana. Una stagione di ricordi ed esperienze bellissime. Con Mazzarri in particolare, riesco a percepire quali sono i punti di forza di un Campione. Con lui ho imparato molte cose e posso confermare, qualora non bastassero i risultati, che è stato un grandissimo di questo sport, ha sempre avuto una marcia in più degli altri.  

Renzo oltre ad essere un grande amico, ha anche la mia stima come uomo. Sempre nel 1988, al Campionato di prima categoria a San Teodoro arrivo terzo dietro a Molteni e Carlo Gomez, battendo addirittura i miei compagni di Nazionale e molti altri Campioni. Ricordo ancora la faccia di Renzo Mazzarri che sbalordito non sapeva se essere felice o preoccupato di questo ragazzino che fino ad allora gli faceva da porta borse. Ricordo con molto orgoglio che anche il capitano Giannini mi fece i suoi complimenti e in confidenza mi disse: bravo Marco, ti ho dato fiducia e mi hai ripagato più di quanto mi aspettavo, sono sicuro che questo è l’inizio di una lunga serie, preparati. Ancora non mi rendevo conto, mi sembrava più un sogno che realtà, ma l’anno successivo nel 1989 divento Campione d’Italia a Santa Maria di Leuca e da allora fino ad oggi che sono di nuovo Campione Italiano 2000 ho collezionato numerosi successi in campo Nazionale ed Internazionale. Quando guardo il mio album dei ricordi vivo delle sensazioni intense, mi rendo conto che non è più un sogno, ma una realtà consolidata e sinceramente non riesco a capire se è più bello adesso o se forse era più emozionante prima. Anche i ricordi e l’età incidono, ma di certo posso ritenermi un uomo molto fortunato che dalla pesca subacquea ha ricevuto molto. Questo sport ha trasformato la mia vita anche in ambito lavorativo dove ho ricevuto molte soddisfazioni professionali. Per me la pesca subacquea è stata e rimane un’attività ricca di emozioni e di soddisfazioni, ma credo che la parte educativa, il grado di socializzazione e sopra tutto la passionalità e le emozioni che ne derivano, siano gli elementi trainanti che la contraddistinguono e proprio per questo ho intenzione di praticare la pesca subacquea finché il fisico me lo consentirà.

 

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