Il calo glicemico

È una condizione che si manifesta soprattutto durante una attività intensa e prolungata e si riferisce ad una condizione in cui i livelli di zucchero (glucosio) nel sangue scendono al di sotto della norma. Questo si può verificare in soggetti poco allenati che consumano più del dovuto o in soggetti che hanno poche scorte energetiche e che hanno effettuato una attività prolungata. Ricordiamo che le scorte energetiche si accumulano anche nel sangue e nei tessuti per cui è difficile che non vi siano scorte in una attività non continuativa, invece nei casi in cui ci si immerge ogni giorno per più giorni consecutivi, è più probabile andare incontro ad un calo glicemico.
I sintomi più comuni includono tremori, confusione, debolezza e giramenti di testa. Di solito si manifesta in superficie dopo la risalita e si intuisce perché si accusa debolezza – calo di prestazione – tremori – freddo – fame. È una condizione controllabile e se si crede si tratti di questo, conviene subito limitare gli sforzi e abbandonare l’immersione, oppure riposare e integrare gli zuccheri, ma comunque limitare le successive immersioni. Nei diabetici, è ancora più importante tenerla sotto controllo. Alcune patologie, come insufficienza renale o epatiti, possono influenzare il manifestarsi di una rapida ipoglicemia. È sempre consigliato fare colazione a base di carboidrati prima di iniziare le immersioni prolungate nel tempo. Coloro che sono convinti che mangiare prima delle immersioni limita la durata dell’apnea, hanno parzialmente ragione perché in effetti all’inizio con lo stomaco vuoto si ha una più rapida carburazione e di conseguenza una migliore apnea immediata, ma dopo poco si ha un rapido declino ed è scientificamente provato che conviene sempre fare una corretta colazione un’ora e mezza prima di iniziare l’attività. Nei casi in cui l’attività si protrae nel tempo conviene assumere anche zuccheri a lento rilascio abbinati ad acqua durante l’attività.
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