LA MIA PESCA ALL'AGGUATO

Un giorno come tanti altri, la scoperta di un nuovo modo di pescare mi lasciò a bocca aperta. Non potevo immaginare che fosse possibile scoprire qualcosa di nuovo, ma erano altri tempi!

PESCA AGGUATO 01Non avevo mai sentito parlare di questo modo di pescare e non saprò mai se qualcuno lo aveva già fatto. Quel giorno mentre studiavo come mia abitudine il mondo marino, cominciai ad immaginare un leone nella savana che nonostante la sua mole ingombrante si muove leggero e in armonia in mezzo all’erba del suo stesso colore, per sorprendere una preda. La gazzella non lo sente perché il leone si mette contro vento e si muove senza rumori con lentezza, per cui la preda non si accorge del pericolo. Provavo a fare il leone tra le rocce e mentre mi affacciavo, vidi una grande coda sbucare da dietro un sasso. Mentre mi avvicinavo con calma, lento e silenzioso, la testa del pesce si mostrò con tutto il suo vigore. Per un breve istante il pesce si girò verso di me e mi guardò con un atteggiamento sorpreso.

PESCA AGGUATO 2Fu così che catturai quel pesce, la bestia nera di tutti i pescatori a quei tempi. Avevo già una buona confidenza con l’aspetto, la pesca in caduta e la pesca in tana che erano le principali tecniche conosciute, ma questo nuovo modo che era da perfezionare, mi sembrava già entusiasmante. Lungo i fondali più battuti il pesce diffidente fuggiva senza lasciare speranze alle tradizionali tecniche ed alcuni pesci erano quasi imprendibili. La sera mi addormentai pensando a ciò che avevo scoperto e solo allora mi resi conto che avevo identificato una nuova tecnica. Nel tempo la ho perfezionata con mille accorgimenti perché è semplice capire come va fatta ma non è facile trovare l’equilibrio e il controllo ideale per fare in modo che sia efficace, anche perché negli anni a venire i pesci hanno continuato la loro evoluzione diventando sempre più difficili oltre che rari.

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