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Impiombatura e armamento dell'asta - Come accennato in precedenza, si consiglia di armare l'asta con un monofilo del 140 o meglio ancora del 160 (più robusto a parità di comodità di uso). Il monofilo è molto idrodinamico e ha il vantaggio di non fare le classiche "spirali" che portano a dei piccoli nodini o avvolgimenti come accade invece sulla sagola tradizionale.


Occorrente per armamento fucile:
anellini, monofilo, tendisagola, sagolino

Questa caratteristica aiuta nello sparo, in quanto l'asta fuoriuscendo dalla testata non trova ostacoli determinati invece dalle spirali della sagola, con il monofilo, la sagola segue perfettamente l'asta senza ingombri o agganci accidentali, mentre, il sagolino intrecciato tende spesso ad intrigarsi sulle gomme del fucile proprio per la sua tendenza a fare piccoli arrotolamenti al momento del rilascio e per la sua morbidezza che lo porta spesso ad assumere traiettorie poco ordinate, non possibili con un filo più rigido come appunto il monofilo. Il monofilo si blocca con uno speciale anellino per impiombature proprio perché sul monofilo è difficile e poco affidabile fare un classico nodo, oltre al fatto che i nodi sul monofilo lo indeboliscono. L'anellino viene schiacciato dopo che il monofilo vi ha fatto un cappio attorno e vengono così bloccate le due estremità del filo come fosse un nodo vero e proprio con il vantaggio di essere anche poco ingombrante e piuttosto pratico nelle realizzazione. L'anellino può essere schiacciato da apposite pinze per impiombature che stringono l'anellino nel modo giusto senza eccedere.
 

Fori asta per impiombatura
Se troppo schiacciato o deformato, l'anellino potrebbe indebolirsi e spezzarsi durante una trazione. Inoltre il monofilo di nylon se troppo schiacciato, potrebbe danneggiarsi indebolendosi. Quindi si deve imparare a stringere gli anellini con la giusta pressione che varierà anche in base alle caratteristiche del materiale dell'anellino stesso.Prima di passare al foro dove collegare il filo, si apre una piccola parentesi legata alle aste. Le aste tahitiane per gli arbalete, presentano due fori per il passaggio del monofilo, situati al termine dell'asta, vicino alle tacche di aggancio.

In genere, l'utilizzo dei due fori, è subordinato al tipo di asta e di fucile utilizzato, nonché della tecnica. Il foro più vicino alla fine dell'asta, situato proprio in fondo all'asta dietro alla mezzaluna dell'aggancio, si prende in considerazione specialmente quando si utilizza fucili fino a 90 cm di lunghezza, ovvero fucili che consentono di sparare al libero ma che qualche volta possono rivelarsi utili anche per sparare in tana. Fucili che vengono usati quasi sempre per sparare pesci di mole limitata, salvo occasionali situazioni.


Impiombatura sul foro finale

Impiombatura sul foro finale

La sagola fissata al foro più arretrato consente un più semplice controllo dell'asta alla trazione, non crea ostacoli nel recupero di un'asta all'interno di una spaccatura ma ha di contro che il filo sotto trazione, permette all'asta una leva maggiore sui punti deboli dell'asta, come le fresature delle tacche di aggancio. In caso di una grosso preda sparata in acqua libera, la maggiore leva sulle tacche, potrebbe pregiudicare la cattura con il rischio di spezzare l'asta sulla leva vicino alle tacche in seguito alla forte trazione.Ecco perché non è mai troppo indicata sui lunghi fucili, generalmente più adatti alle grosse prede. L'impiombatura sul foro più arretrato, ha inoltre lo svantaggio di permettere al pesce colpito e passato nel filo di ritornare facilmente nell'asta vista la facilità di passare dal filo all'asta senza ostacoli. E' risaputo e ovvio che il pesce di qualunque dimensione sia, una volta sull'asta, dibattendosi, tenderà a lacerare le sue carni con estrema facilità, mentre se restasse sul filo dell'asta, il suo movimento sarebbe ammortizzato dal filo stesso e le carni non si rovinerebbero facilmente permettendogli di liberarsi.


Impiombatura sul foro avanzato
Il foro più avanzato, posto quasi sempre vicino alla tacca di aggancio più arretrata, al contrario ha il vantaggio di lasciare la parte finale dell'asta a fungere come da seconda aletta e una volta infilato il pesce nel filo dopo lo sparo, ovvero con l'asta che lo ha trapassato completamente, il pezzo di asta tra il foro e la fine dell'asta stessa, funge da aletta, trattenendo il pesce a dibattersi nel filo fino al suo recupero non permettendo una facile lacerazione delle carni.
Quando si parla di pesce, s'intende qualunque tipo o dimensione, anzi più è piccolo e più si evidenziano i problemi sopra descritti. Inoltre spesso può capitare di prendere una preda vicino ad una sua estremità sia nella pancia che nella schiena e basta una minima lacerazione per farlo liberare.

Per mettere il pesce nel filo non è indispensabile un tiro particolarmente potente che trapassi subito la preda, spesso il pesce appena colpito, con la propria reazione, permette all'asta di trapassarlo per cadere poi verso il fondo spinta dal proprio peso ed il gioco è fatto, il pesce è nel filo. Altre volte conviene assecondare l'operazione, proprio quando il pesce è in trazione verticale, si molla velocemente una quantità di filo che grazie al peso dell'asta permetterà all'asta stessa di cadere verso il fondo trapassando la preda.
In altri casi, con la dovuta esperienza, specialmente nel bassofondale, una volta sparata e colpita la preda, se presa poco bene, conviene lasciare il fucile, che a sua volta ammortizzerà la trazione del pesce (salvo non sia una grande preda che potrebbe portare via tutto) dopo di che con uno scatto fulmineo, conviene andare a recuperare la punta dell'asta e tirarla facendo in modo che il pesce vada automaticamente a finire nel filo e sia più difficile che si liberi.
Questo vale anche per piccole prede prese male con le quali si capisce che basteranno pochi secondi e si libereranno dall'asta. Una volta nel filo anche se rimane solo la pelle del pesce a fare tenuta, spesso è sufficiente a garantirne il recupero. In casi estremi dove si capisce che non vi è il tempo per l'operazione, converrà invece avventarsi subito sulla preda cercando di bloccarla subito con entrambe le mani a contrasto con il fondo e con l'asta. Una volta sicura la presa sul pesce, sarà il momento di recuperarla e finirla con lo stiletto. Ogni scelta sarà dettata dall'esperienza e non basta avere compreso i meccanismi, l'efficacia delle operazioni sarà il risultato di esperienze dirette e di vera e propria pratica. Un classico esempio dove la teoria serve a poco se non la si riesce a mettere in pratica.
L'aggancio al foro avanzato ha in positivo anche il fatto che accorciando la leva sulle tacche dell'asta, si ottiene maggiore robustezza in caso di forti trazioni, con minore rischio che l'asta si spezzi proprio nel punto debole delle tacche di aggancio. Ha di contro lo svantaggio che se l'asta finisce all'interno di una spaccatura, proprio per la sua trazione obliqua e per il pezzo di asta in disavanzo dal punto dove è fissata la sagola, l'asta tende ad incastrarsi facilmente rendendo difficile il recupero. Viste tali particolarità, risulta evidente che si utilizza questo foro sulle aste dei fucili più lunghi, quelli che non si usano in tana e servono di solito per le catture più importanti. Uno svantaggio spesso riscontrato, ma risolvibile, è quello di rendere più complicata la fase di caricamento del fucile quando l'ogiva deve agganciarsi alle tacche.

Il fatto di fare l'impiombatura nel foro più avanzato, porta a creare un cappio d'impiombatura abbastanza lungo che va ad intralciare il corretto aggancio dell'ogiva sulle tacche. Esiste un sistema valido anche per l'impiombatura all'ultimo foro e serve principalmente per rendere l'asta completamente libera dal monofilo in fase di caricamento.
Posizionamento sagola
Aggancio particolare visto lateralmenteo

Posizionamento sagola:
aggancio particolare visto da sopra
Dalla foto è più semplice capire che spiegarlo, in pratica si fa passare il filo di lato al fucile e si aggancia allo sgancia sagola (manovra semplice in tutti quei fucili che lo permettono). Potrebbe creare il dubbio sulla cattiva traiettoria della sagola dovuto all'ingombro del cappio in oggetto, ma dopo anni di utilizzo posso confermare la totale assenza di problemi.



Fatta questa parentesi e scelto il foro dove agganciare il monofilo, si fa passare prima il monofilo dentro l'anellino, poi nel foro dell'asta e poi di nuovo nell'anellino per la chiusura finale e l'impiombatura è fatta. Prima di stringere l'anellino, conviene bruciare l'estremità del monofilo con un normale accendino per fargli avere la testa sferica e ingrossata, successivamente si tira il monofilo fino a contatto tra anellino e testa sferica e a questo punto si stringe l'anellino. Questo accorgimento garantisce maggiore tenuta dell'anellino grazie all'ingrossamento della testa finale del monofilo e dopo avere stretto l'anellino, la testa sferica ingrossata del monofilo, non consentirà un facile slittamento e fuoriuscita del filo dall'anellino stesso. E' solo una precauzione in più in quanto è già difficile lo slittamento del monofilo all'interno dell'anellino.


Fasi impiombatura

Fasi impiombatura
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