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Imparruccamento
- Termine utilizzato proprio parlando di mulinelli che, riavvolgendo
in forma circolare la sagola, al momento del rilascio veloce, specialmente
con una sagola poco adatta, potrebbero incappare in una parrucca
di filo che si forma proprio per un rilascio veloce poco ordinato,
dove il filo tende ad allentarsi nella bobina prima di essere rilasciato
e crea una vera parrucca di filo che a sua volta blocca la fuoriuscita
del filo, pregiudicando il corretto funzionamento del mulinello
stesso. Di solito accade con fili più rigidi e nei mulinelli
sprovvisti di guida filo. La parrucca di filo non permette un valido
rilascio del filo e termina con un vero e proprio blocco del filo
stesso. La scelta quindi cade su un filo che abbia poco effetto
memoria e sia facile da lavorare senza essere troppo rigido.
E'
ideale il sagolino di nylon intrecciato. Sarà anche importante
regolare la frizione del mulinello per un rilascio equilibrato senza
troppo attrito ma con un minimo di resistenza che diminuisce il
rischio di imparruccamento del filo. E' fortemente sconsigliato
tenere la frizione completamente libera perché lo svolgimento
molto veloce tende a creare l'effetto parrucca. Lo stesso vale per
una frizione troppo chiusa che al bisogno, essendo liberata in maniera
rapida, spesso si allenta troppo causando quanto appena descritto.
La frizione quindi deve essere regolata con un minimo di attrito
che consenta un facile svolgimento senza che la bobina giri più
veloce del dovuto. E' buona norma controllare lo stato della frizione
appena messo il fucile in acqua ed assicurarsi il perfetto funzionamento.
Facile da lavorare con le mani - Spesso il mulinello rilascia
una notevole quantità di filo a seguito di una cattura. Il
pesce, grosso o piccolo che sia, conviene lavorarlo recuperandolo
con le mani sul filo per avere sempre un contatto diretto con la
preda. Occorre naturalmente usare i guanti (indispensabili anche
per molti altri motivi." Un pescatore in apnea serio non va
mai in acqua senza guanti") Il filo è a contatto con
la preda e le mani recuperano o lasciano il filo a seconda delle
esigenze. Per evitare che l'aletta dell'asta si chiuda vicino al
pesce e lo lasci sfilare, la sagola deve stare sempre in trazione,
leggera ma continua. Il contatto con la sagola e con la preda, consentirà
di capire quando recuperare e quando rilasciare e con quale intensità
farlo. Ciò dipenderà anche dal punto dove è
stato colpito il pesce e dalla sua mole. Un valido metodo per aumentare
le probabilità di cattura, è rappresentato dal fatto
di cercare di far terminare la preda nel filo senza che resti a
contatto con l'asta. Se il pesce si dibatte nell'asta o a contatto
con l'aletta e l'acciaio dell'asta stessa, ha più possibilità
di lacerare le carni e liberarsi. In caso contrario se il pesce
termina nella sagola, pur dibattendosi, non si rovinerà le
carni e sarà più sicuro il suo recupero.
Nella sagola il movimento del pesce viene ammortizzato in quanto
la sagola stessa non oppone resistenze rigide, inoltre la sagola
non lacera facilmente le carni anche se la preda è stata
colpita bassa o alta. Una volta recuperata la preda e assicurata
al porta pesci, tolta l'asta, si lascerà cadere l'asta verso
il fondo e solo allora converrà effettuare il recupero del
filo tramite la manovella di riavvolgimento, facendo attenzione
ad avvolgere correttamente il filo nel modo più opportuno
per un facile rilascio all'occasione successiva che si presenterà.
Si consiglia di non recuperalo sotto forti trazioni, altrimenti
il filo si interseca sotto i giri di sagola già effettuati
ed al rilascio successivo rischia di bloccarsi. Si dovrà
prestare attenzione anche ad un riavvolgimento omogeneo nella bobina
evitando di recuperare troppo filo da un solo lato.
Resistente alle abrasioni - Il filo contenuto nel mulinello
è soggetto ad abrasioni sui fondali marini. Una volta rilasciata
una certa quantità di filo è probabile che il filo
stesso sia a contatto con qualche asperità e nel caso di
una forte trazione specialmente dopo una cattura importante, è
normale che il filo sia sollecitato verso una pericolosa abrasione
che in certi casi porta a spezzarlo con conseguente perdita di asta
e di pesce. In questi casi, considerando quanto sopra descritto,
è consigliabile utilizzare un sagolino di nylon intrecciato
piuttosto robusto e resistente alle abrasioni da 1,5 o 2mm circa
di diametro e preferibilmente con l'interno in materiale anti abrasione
come ad esempio il sagolino con anima in kevlar. Qualcuno pensando
alle tecniche di pesca con la canna, crede che un sagolino più
morbido ed elastico sia migliore per lavorare il pesce, ma nel nostro
caso l'elasticità ha una importanza relativa, visto che si
lavora il pesce a mano e considerato che si può facilmente
ammortizzare la sua trazione per stancarlo, assecondandolo con il
rilascio di sagola e con il movimento del corpo, l'elasticità
non assume una rilevante importanza. Ecco perché a mio avviso
resta più valido un filo meno elastico ma molto resistente
alle abrasioni, che il contrario. Anche un buona sagola di nylon
intrecciato ad alta resistenza, senza anima in kevlar può
andare bene ma dipenderà anche dal tipo di fondale incontrato
e non da meno, da quello che si riuscirà a trovare in commercio.
Il monofilo di nylon quello usato per pescare con i filaccioni,
è ottimo nella parte finale dell'asta perché resistente
e molto idrodinamico nel seguire la traiettoria dell'asta. Risulta
invece meno valido da inserire nella bobina del mulinello proprio
per la sua scarsa lavorabilità ed il grande effetto memoria
che mantiene dopo averlo avvolto nella bobina. Ha però il
vantaggio di costare poco e di essere molto robusto sulle abrasioni,
oltre al fatto che non necessita di spessori alti e consente una
buona dose di autonomia nella bobina del mulinello. In ogni caso
nel contesto pregi/difetti sul mulinello, prevale quasi sempre la
sagola con anima in kevlar o similari, più semplici da lavorare
e più adatti alla maggior parte degli utilizzatori. Il monofilo
è usato quasi esclusivamente da chi ha una certa esperienza
e riesce a far lavorare bene il proprio mulinello. La valutazione
di pregi/difetti, come premesso, resta comunque soggettiva.
Nel caso si desidera montare il monofilo di nylon, può andare
bene un 140 di spessore o 160 a seconda delle esigenze e si consiglia
un trattamento preventivo prima di inserirlo sulla bobina. Si tratta
di uno stiramento con filo bagnato che serve a diminuire l'effetto
memoria del monofilo e donargli una certa lavorabilità. E'
un sistema usato dai professionisti con la pesca dei palamiti (parancali
o conzi - termini usati a seconda delle zone, ovvero lunghe lenze
di monofilo con tanti braccioli e ami). Per lavorare bene, il monofilo
deve ammorbidirsi e perdere l'effetto memoria e allora il pescatore
professionista, dopo aver comperato il monofilo nuovo, gli lega
all'estremità un peso da 1kg circa con una girella e svolgendo
l'intera matassa di monofilo, lo traina a velocità sostenuta
con la propria imbarcazione. Tutto questo provoca un allungamento
del monofilo direttamente in acqua e serve a togliere l'effetto
memoria e renderlo più lavorabile. Dopo questa operazione
si noterà immediatamente che il monofilo è migliorato
molto.
Si può fare anche all'asciutto, legando ad un albero
una estremità e tirando forte con il proprio corpo una
volta raggiunta l'altra estremità. Il risultato non è
identico al precedente ma in mancanza di mezzo nautico è
una buona alternativa.
Una volta scelto il sagolino da imbobinare e arrotolato nel
mulinello, si passa alla fase di armamento del fucile.
Per agevolare la fuoriuscita del filo dal mulinello, si consiglia
sempre di far passare il filo dal forellino apposito situato
su ogni testata di qualunque fucile.
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Foro
passafilo in testata
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Tendisagola
in gomma
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Il
forellino specifico, funge da passante come in una canna da
pesca e aiuta il corretto svolgimento della sagola dalla bobina
del mulinello.
Una volta fatto passare il sagolino dal passa filo in testata,
è buona abitudine collocare un tendisagola in gomma che
aiuta ad elasticizzate la sagola altrimenti rigida. Serve principalmente
per agevolare l'aggancio della sagola al dente di sgancio e
non ad ammortizzare il tiro come qualcuno potrebbe pensare.
Si tratta di una comodità in più che può
anche essere trascurata ma chi ha avuto l'occasione di provare
in entrambi i modi ha sempre optato per montare il tendisagola
definendolo indispensabile e comodo. |
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