Linea Bassofondo by Marco Bardi
Coltello da pesca in apnea Mini Laser
Porta Pesci da cintura Omersub by Marco Bardi
Pinza Serracavi & Sleeves
Lampada Mini Micra
Maschera Alien
Torcia Moonlight 10w ricaricabile
Mulinello New Alluminium Reel 100
Mulinello New Alluminium Reel  50
Muta Ocean Mimetic
Asta da 6,3 mm
Le attrezzature utilizzate da Marco Bardi
Suggerimenti
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Prima di addentrarsi nel vivo dei suggerimenti, dato che si parla di attrezzature, è giusto fare la consueta premessa: esistono tanti metodi e ognuno ha i suoi, personalizzati e convincenti. Ciò non toglie che una persona intelligente valuterà gli spunti, i pregi dei consigli e li adatterà alle proprie esigenze, che possono cambiare da persona a persona, da situazione a situazione. Non saranno quindi da trascurare anche altre ipotesi e solo il confronto diretto e l'esperienza sul campo potranno stabilire una preferenza.
Partendo dal presupposto di armare un fucile, si può affermare che le indicazioni restano pressoché simili su qualunque tipo di fucile, in questo caso parleremo principalmente di Arbalete ma ciò non significa che altri fucili non possano usufruire delle stesse indicazioni.

Con il Mulinello.


Mulinello: sagola nella bobina correttamente riavvolta
Una volta montato il mulinello sul fucile, si passa all'operazione di imbobinamento del filo da utilizzare sul mulinello stesso. Il filo del mulinello deve essere facile da lavorare (da riavvolgere e adattarsi comodamente alla bobina del mulinello - non deve imparruccarsi nel rilascio veloce di filo dalla bobina - dev' essere facile da lavorare con le mani - dev' essere resistente alle abrasioni delle rocce sott'acqua).

Il riavvolgimento e adattamento del filo - Un filo morbido e malleabile si riavvolge molto meglio di un filo rigido. Esso non crea effetti memoria nel riavvolgimento, prendendo la forma della bobina, ma si adatta bene allo spazio rendendo quindi più facile il riavvolgimento e di conseguenza il rilascio del filo. Sono adatti quei fili in nylon intrecciato meglio conosciuto come sagolino.
 

Imparruccamento - Termine utilizzato proprio parlando di mulinelli che, riavvolgendo in forma circolare la sagola, al momento del rilascio veloce, specialmente con una sagola poco adatta, potrebbero incappare in una parrucca di filo che si forma proprio per un rilascio veloce poco ordinato, dove il filo tende ad allentarsi nella bobina prima di essere rilasciato e crea una vera parrucca di filo che a sua volta blocca la fuoriuscita del filo, pregiudicando il corretto funzionamento del mulinello stesso. Di solito accade con fili più rigidi e nei mulinelli sprovvisti di guida filo. La parrucca di filo non permette un valido rilascio del filo e termina con un vero e proprio blocco del filo stesso. La scelta quindi cade su un filo che abbia poco effetto memoria e sia facile da lavorare senza essere troppo rigido.
E' ideale il sagolino di nylon intrecciato. Sarà anche importante regolare la frizione del mulinello per un rilascio equilibrato senza troppo attrito ma con un minimo di resistenza che diminuisce il rischio di imparruccamento del filo. E' fortemente sconsigliato tenere la frizione completamente libera perché lo svolgimento molto veloce tende a creare l'effetto parrucca. Lo stesso vale per una frizione troppo chiusa che al bisogno, essendo liberata in maniera rapida, spesso si allenta troppo causando quanto appena descritto. La frizione quindi deve essere regolata con un minimo di attrito che consenta un facile svolgimento senza che la bobina giri più veloce del dovuto. E' buona norma controllare lo stato della frizione appena messo il fucile in acqua ed assicurarsi il perfetto funzionamento.

Facile da lavorare con le mani - Spesso il mulinello rilascia una notevole quantità di filo a seguito di una cattura. Il pesce, grosso o piccolo che sia, conviene lavorarlo recuperandolo con le mani sul filo per avere sempre un contatto diretto con la preda. Occorre naturalmente usare i guanti (indispensabili anche per molti altri motivi." Un pescatore in apnea serio non va mai in acqua senza guanti") Il filo è a contatto con la preda e le mani recuperano o lasciano il filo a seconda delle esigenze. Per evitare che l'aletta dell'asta si chiuda vicino al pesce e lo lasci sfilare, la sagola deve stare sempre in trazione, leggera ma continua. Il contatto con la sagola e con la preda, consentirà di capire quando recuperare e quando rilasciare e con quale intensità farlo. Ciò dipenderà anche dal punto dove è stato colpito il pesce e dalla sua mole. Un valido metodo per aumentare le probabilità di cattura, è rappresentato dal fatto di cercare di far terminare la preda nel filo senza che resti a contatto con l'asta. Se il pesce si dibatte nell'asta o a contatto con l'aletta e l'acciaio dell'asta stessa, ha più possibilità di lacerare le carni e liberarsi. In caso contrario se il pesce termina nella sagola, pur dibattendosi, non si rovinerà le carni e sarà più sicuro il suo recupero.
Nella sagola il movimento del pesce viene ammortizzato in quanto la sagola stessa non oppone resistenze rigide, inoltre la sagola non lacera facilmente le carni anche se la preda è stata colpita bassa o alta. Una volta recuperata la preda e assicurata al porta pesci, tolta l'asta, si lascerà cadere l'asta verso il fondo e solo allora converrà effettuare il recupero del filo tramite la manovella di riavvolgimento, facendo attenzione ad avvolgere correttamente il filo nel modo più opportuno per un facile rilascio all'occasione successiva che si presenterà. Si consiglia di non recuperalo sotto forti trazioni, altrimenti il filo si interseca sotto i giri di sagola già effettuati ed al rilascio successivo rischia di bloccarsi. Si dovrà prestare attenzione anche ad un riavvolgimento omogeneo nella bobina evitando di recuperare troppo filo da un solo lato.

Resistente alle abrasioni - Il filo contenuto nel mulinello è soggetto ad abrasioni sui fondali marini. Una volta rilasciata una certa quantità di filo è probabile che il filo stesso sia a contatto con qualche asperità e nel caso di una forte trazione specialmente dopo una cattura importante, è normale che il filo sia sollecitato verso una pericolosa abrasione che in certi casi porta a spezzarlo con conseguente perdita di asta e di pesce. In questi casi, considerando quanto sopra descritto, è consigliabile utilizzare un sagolino di nylon intrecciato piuttosto robusto e resistente alle abrasioni da 1,5 o 2mm circa di diametro e preferibilmente con l'interno in materiale anti abrasione come ad esempio il sagolino con anima in kevlar. Qualcuno pensando alle tecniche di pesca con la canna, crede che un sagolino più morbido ed elastico sia migliore per lavorare il pesce, ma nel nostro caso l'elasticità ha una importanza relativa, visto che si lavora il pesce a mano e considerato che si può facilmente ammortizzare la sua trazione per stancarlo, assecondandolo con il rilascio di sagola e con il movimento del corpo, l'elasticità non assume una rilevante importanza. Ecco perché a mio avviso resta più valido un filo meno elastico ma molto resistente alle abrasioni, che il contrario. Anche un buona sagola di nylon intrecciato ad alta resistenza, senza anima in kevlar può andare bene ma dipenderà anche dal tipo di fondale incontrato e non da meno, da quello che si riuscirà a trovare in commercio.
Il monofilo di nylon quello usato per pescare con i filaccioni, è ottimo nella parte finale dell'asta perché resistente e molto idrodinamico nel seguire la traiettoria dell'asta. Risulta invece meno valido da inserire nella bobina del mulinello proprio per la sua scarsa lavorabilità ed il grande effetto memoria che mantiene dopo averlo avvolto nella bobina. Ha però il vantaggio di costare poco e di essere molto robusto sulle abrasioni, oltre al fatto che non necessita di spessori alti e consente una buona dose di autonomia nella bobina del mulinello. In ogni caso nel contesto pregi/difetti sul mulinello, prevale quasi sempre la sagola con anima in kevlar o similari, più semplici da lavorare e più adatti alla maggior parte degli utilizzatori. Il monofilo è usato quasi esclusivamente da chi ha una certa esperienza e riesce a far lavorare bene il proprio mulinello. La valutazione di pregi/difetti, come premesso, resta comunque soggettiva.
Nel caso si desidera montare il monofilo di nylon, può andare bene un 140 di spessore o 160 a seconda delle esigenze e si consiglia un trattamento preventivo prima di inserirlo sulla bobina. Si tratta di uno stiramento con filo bagnato che serve a diminuire l'effetto memoria del monofilo e donargli una certa lavorabilità. E' un sistema usato dai professionisti con la pesca dei palamiti (parancali o conzi - termini usati a seconda delle zone, ovvero lunghe lenze di monofilo con tanti braccioli e ami). Per lavorare bene, il monofilo deve ammorbidirsi e perdere l'effetto memoria e allora il pescatore professionista, dopo aver comperato il monofilo nuovo, gli lega all'estremità un peso da 1kg circa con una girella e svolgendo l'intera matassa di monofilo, lo traina a velocità sostenuta con la propria imbarcazione. Tutto questo provoca un allungamento del monofilo direttamente in acqua e serve a togliere l'effetto memoria e renderlo più lavorabile. Dopo questa operazione si noterà immediatamente che il monofilo è migliorato molto.

Si può fare anche all'asciutto, legando ad un albero una estremità e tirando forte con il proprio corpo una volta raggiunta l'altra estremità. Il risultato non è identico al precedente ma in mancanza di mezzo nautico è una buona alternativa.
Una volta scelto il sagolino da imbobinare e arrotolato nel mulinello, si passa alla fase di armamento del fucile.
Per agevolare la fuoriuscita del filo dal mulinello, si consiglia sempre di far passare il filo dal forellino apposito situato su ogni testata di qualunque fucile.


Foro passafilo in testata

Tendisagola in gomma
Il forellino specifico, funge da passante come in una canna da pesca e aiuta il corretto svolgimento della sagola dalla bobina del mulinello.
Una volta fatto passare il sagolino dal passa filo in testata, è buona abitudine collocare un tendisagola in gomma che aiuta ad elasticizzate la sagola altrimenti rigida. Serve principalmente per agevolare l'aggancio della sagola al dente di sgancio e non ad ammortizzare il tiro come qualcuno potrebbe pensare. Si tratta di una comodità in più che può anche essere trascurata ma chi ha avuto l'occasione di provare in entrambi i modi ha sempre optato per montare il tendisagola definendolo indispensabile e comodo.

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