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Marco
Bardi ha scritto un vero e proprio diario della trasferta ai mondiali
di Tahiti che si sono svolti dall’ 8 all’ 11 novembre 2000.
Nel diario, scritto quotidianamente, sono riportati tutti i particolari
del viaggio, dell’ambientamento, della preparazione con tutte le sue
valutazioni.
Ci sono anche le scelte tecniche di Marco, le pescate prima della
gara, l’ambiente che circondava il gruppo della Nazionale e la descrizione
di ogni giornata di gara e del dopo gara. In ultima analisi le conclusioni
personali di Marco, viste da chi era veramente sul posto ed ha vissuto
ogni situazione in prima persona. |
| Sabato
21/10/2000 |
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Partenza
da Fiumicino alle ore 16. Dopo una prima sosta a Parigi, l'aereo
fa rotta verso Los Angeles. Nuovo scalo tecnico di due ore e poi
un altro tratto di 9 ore ci conduce a destinazione.
Quando giungiamo a Papete sono le 5 di mattina, l'aria è notevolmente
umida e si registra una temperatura di 32°. Siamo stanchi per le
30 ore di viaggio e un po' scombussolati dal cambio di fuso orario.
Arretriamo le lancette dei nostri orologi di ben 12 ore e noleggiamo
un furgone per raggiungere il nostro bungalow, situato nei pressi
del campo gara. Dopo aver sistemato i bagagli possiamo riposare
un po'.
Il viaggio è stato davvero pesante, ma non resistiamo alla tentazione,
così nel pomeriggio prendiamo contatto con il mare di Tahiti. Ci
immergiamo nelle acque antistanti il bungalow per una pescata di
"ambientamento". Vediamo diversi bei pesci e ne mettiamo a pagliolo
qualcuno. Alcuni squali pinna bianca ci ricordano che siamo lontani
dalle acque povere ma sicure del Mediterraneo.
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| Lunedì
23-10-2000 |

§1.
Tahiti
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E'
una bella giornata.
Iniziamo l'esplorazione del campo gara più ad est, le condizioni
sono ottimali : acqua a 26° e ottima visibilità. Usciamo con due
barche di circa 6mt in vetroresina con motori abbastanza potenti.
Il passo di crociera è di circa 13/15 nodi. Dobbiamo dividerci in
quattro su una barca e tre sull'altra.I primi giorni prepareremo
senza porci problemi sugli accoppiamenti, anche perché non sappiamo
ancora chi farà la gara.
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Per tutta la durata della preparazione avremo solo queste due barche,
quindi dovremo dividerci al meglio, cercando di essere un gruppo
unito e di collaborare tra noi.
Il panorama visto dal mare è molto bello e suggestivo. L'isola è
alta e caratterizzata da vegetazione intensa che arriva fino al
mare dove si trasforma in ampie distese di palme e cocco. Sulle
pareti verticali dell'isola ci sono molte cascate di acqua piovana.
Il clima in questo periodo è di tipo tropicale. Piove spesso, ma
di solito dura poco lasciando spazio ad un sole cocente. Tutta la
zona è circondata dalla barriera corallina che in certi punti lascia
spazio a delle aperture chiamate pass. Il campo gara è all'esterno
della barriera e le pass sono come piccole imboccature di un porto.
All'interno il mare è sempre calmo, all'esterno c'è sempre l'onda
oceanica. Sulla barriera frange un'onda accettabile, e sottocosta
notiamo pesce in buona quantità anche se abbastanza smaliziato.
Più al largo, invece, troviamo meno prede ma di taglia più sostenuta
e di indole meno diffidente : una prima giornata di difficile interpretazione.
I pesci sono comunque molto diffidenti e non si lasciano avvicinare
facilmente.
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| Martedì
24-10-2000 |
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Decidiamo
di dedicarci nuovamente al campo gara ad est per l' esplorazione
di batimetriche più impegnative, tra i 30 e i 35 mt.
Restiamo piacevolmente sorpresi dalla presenza di pesci simili a
carpe rosse : sono di buone dimensioni e neanche troppo diffidenti.
Ci accorgiamo che la zona è ben popolata anche da una specie che
appare propensa ad intanarsi. Sono pesci simili a grosse ombrine
punteggiate di giallo.
I dati raccolti durante questa giornata cominciano a farci pensare
che forse la gara si deciderà a fondo, anche perché il peso minimo
fissato in 300 grammi e il coefficiente a 300 pt fanno sì che una
preda grande ne valga circa sette piccole. Ma alla sera giunge la
brutta notizia : i bei pesci avvistati non sono validi.
Una delle difficoltà di questa competizione è rappresentata dal
fatto che sulle 120 specie presenti in queste acque ben 30 non siano
valide : scopriamo con sorpresa che le ombrine a pois, oltre a non
essere valide, sono anche tossiche. A questo punto la scelta di
disputare la gara in profondità perde un po' di interesse, anche
se resta da tenere in considerazione la presenza di prede come i
pesci chirurgo di 2/4 Kg e i pappagalli "a testa mozza" o "smusati"
- come li chiameremo noi - da 1/3 Kg.
Domani andremo a fare una pescata fuori campo gara con la speranza
di acquisire ulteriori elementi di valutazione e capire meglio la
differenza tra basso e alto fondale. Peseremo le prede al limite
del peso per "fare l'occhio" alle diverse specie : ogni pesce sottopeso
sparato in gara rappresenta, infatti, un'inutile perdita di tempo.
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| Mercoledì
25-10-2000 |
Partiamo
per la prova di pesca, che si svolge in un'area tra i due campi gara.
Troviamo un'onda abbastanza sostenuta che rende difficoltosa la pesca
nella risacca. Qualcuno prova la zona più profonda del ciglio della
barriera corallina, altri si tengono a mezzacosta, sui 10-15 mt e
altri ancora optano per la risacca. Dopo un po' si intuisce che la
pesca più redditizia è quella a mezza costa, anche perché in quel
tratto il fondale è particolarmente bello.Al termine della pescata,
la conta delle prede : molti pappagalli di piccola taglia, qualche
chirurgo, un paio di carangidi sul chilo e mezzo. |

§2. fasi
della preparazione |
Ma
la cosa più importante è che abbiamo tratto buone indicazioni su diffusione
e attitudini di alcune specie e sul "peso specifico" delle prede più
piccole. Sono pesci "pesanti" : oltre il 50% delle prede considerate
al limite del peso al momento dello sparo risultano valide. Rimane
un forte dubbio, se convenga impostare la gara con prede piccole e
catture più frequenti oppure con quelle più grandi. Forse, anche una
tattica "intermedia" potrebbe risultare vincente….. Ancora è presto
per prendere una decisione, abbiamo tempo. |
| Giovedì
26-10-2000 |
Oggi
l'onda oceanica è ancora più sostenuta e andare nella schiuma è veramente
difficile per non dire impossibile. Per oggi le nostre attenzioni
vanno ancora al campo ad est.
Io e Fabio Antonini decidiamo di provare a perlustrare un ampio tratto
di fondo a paperino, ma il mare troppo grosso e la barca inadeguata
ci costringono a desistere dopo circa un'ora assolutamente massacrante.
Torniamo a spostarci a pinne. Con una rapida incursione nel bassofondo
ci rendiamo conto della situazione : pesci piccoli e diffidenti, ma
in buona quantità.
Ci dirigiamo verso il largo, seguendo il ciglio che digrada lentamente
: sui 30/35 mt. troviamo alcuni branchi di pesci chirurgo da 2 a 4
Kg abbastanza tranquilli. Continuiamo la ricerca a fondo e troviamo
un buon movimento, il che ci fa cominciare a pensare che la gara potrebbe
davvero risolversi in profondità. A fine giornata passo di nuovo sui
posti migliori trovati in precedenza, ma le condizioni sono già cambiate
e parte del pesce avvistato è sparito : questo mare è completamente
diverso dal nostro ed è veramente difficile capire in poco tempo se
ci sono delle regole. |
| Venerdì
27-10-2000 |
Ci
rechiamo all' inizio del campo gara ad ovest. L'onda è ingrossata
ancora, rende impossibile pescare nella risacca e smuove il fondo
anche a 30 metri di profondità.
Ci mettiamo a scorrere un ciglio che da circa 10 metri di fondo cade
a picco nell'abisso con una parete assolutamente spettacolare. Nei
paraggi, alcuni pappagalli da chilo e qualche pesce di altre specie.
Dopo due ore circa di esplorazione, ci spostiamo sulle zone visitate
ieri per verificare se i pesci trovati sono ancora al loro posto e
ne troviamo di meno : le specie presenti in questo mare, soprattutto
i pesci chirurgo, fanno registrare variazioni di presenza e comportamento.
Capire dove stanno e come si muovono è davvero difficile in così poco
tempo….
Dopo il controllo delle zone segnate continuiamo la preparazione senza
riuscire a trovare posti entusiasmanti. Comunque, segniamo altri due
punti con un discreto movimento, fino a che un colossale temporale
non ci costringe a fare rientro a terra.
La giornata si chiude con pioggia, vento e mare che cresce. |
| Sabato
28-10-2000 |
§3.
alcune prede del mare di Tahiti
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Torniamo
di nuovo sul campo gara ad ovest, lato occidentale.
Le zone visitate oggi non sono particolarmente buone : pesce in
minore quantità e più diffidente. Ci spostiamo fuori campo gara
per pescare un'oretta e ricavare indicazioni su tecniche di pesca
e attrezzature più indicate. Nella risacca è davvero difficile mirare
e centrare il bersaglio ; fuori, dove l'onda si fa sentire di meno,
l'operazione risulta più agevole.Un po' tutti gli atleti pronosticano
che potrebbero esserci ingenti carnieri da parte dei Tahitiani,
ma noi proprio non riusciamo a capire come si possano catturare
moltissimi pesci in queste acque…
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La giornata di riposo di domani ci aiuterà a recuperare energie e
ci darà modo di riflettere un po' sui dati acquisiti in questi giorni.
Siamo tutti molto affaticati e questa pausa ci serve…. |
| Domenica
29-10-2000 |
| Giornata
di riposo : gita intorno all'isola |
| Lunedì
30-10-2000 |
Campo
gara ad ovest : il mare è ancora più grosso e presenta un onda davvero
alta e potente. La giornata è buia e piove ad intervalli.
Cominciamo la preparazione controllando una zona segnata Sabato scorso,
trovandoci molto meno pesce, poi ci spostiamo e decidiamo di esplorare
una pass dove l'onda è placata dalla morfologia del reef ( pass =
zone in cui la barriera corallina che circonda l'isola presenta aperture
). All'interno delle poche pass, soprattutto con corrente sostenuta,
c'è un buon giro di pesce di tutte le taglie : saranno zone di sicuro
battutissime durante la competizione. Concludiamo la giornata al limite
del campo gara : troviamo zone con un po' di movimento, ma niente
di entusiasmante.
Questo mare non è certo dei migliori e la gara si prospetta davvero
difficile. |
| Martedì
31-10-2000 |
Sfruttiamo
la giornata per una competizione di prova tra di noi.
Abbiamo scelto una zona fuori campo gara assolutamente sconosciuta,
ci siamo tuffati tutti assieme e abbiamo cominciato a pescare.
Condizioni meteomarine : tempo precario, mare mosso, onda lunga ed
impetuosa ; acqua calda e limpida. Al termine della pescata, analizziamo
i carnieri : diversi pappagalli e pesci chirurgo da 300 a 500 grammi
e solo tre o quattro pesci più belli.
Ho avuto il piacere di catturare la preda più grossa della giornata
: un barracuda di circa 6 Kg ; Del Bene ha messo a pagliolo un Tonno
cane di circa 2,5 Kg, mentre Ramacciotti e Calcagno hanno arpionato
un chirurgo di circa 2 Kg a testa. Nota rilevante : tutti abbiamo
sbagliato molti pesci. L'acqua chiara e l'onda lunga rendono ancora
più difficile la cattura delle prede di barriera, già diffidenti per
conto loro. Continuiamo a non capire come si possano fare carnieri
numerosi in queste condizioni e restiamo attanagliati da innumerevoli
dubbi. |
| Mercoledì
1-11-2000 |
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Campo
gara ad ovest. Tempo perturbato con pioggia a tratti intensa, mare
con onda leggermente calata rispetto a ieri.
Il programma della giornata prevede l'ispezione di tutte le pass,
che effettueremo a favore di corrente. La corrente nelle pass è
generata dal deflusso dell'acqua che l'onda oceanica riversa all'interno
della barriera corallina : corrente ad uscire.La pass più grande,
con imboccatura di 3/400 metri, si trova al limite del campo gara.
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§4. L'onda
oceanica |
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Quando giungiamo sul posto troviamo acqua Torbida con 10mt di visibilità
e corrente fortissima : in tre sommozzate si percorre tutta la pass.
Ma ne vale la pena, il posto è davvero particolare e ospita molte
specie, tra cui carangidi, barracuda, squali grigi, pinna bianca e
pinna nera.
Certo, pescare in queste condizioni è veramente difficile la fortuna
gioca un ruolo importante, ma è evidente che in questo posto ci si
può imbattere in prede di dimensioni notevoli. Le altre pass sono
più piccole e meno interessanti, per cui decidiamo di scartarle :
questa scelta si rivelerà azzeccata.
Al termine della giornata, il solito scambio di pareri e opinioni
fra atleti : pensiamo di iniziare a capire dove vive e come si sposta
il pesce, anche se con difficoltà. Alla sera il Capitano ha formulato
le proprie idee sulla squadra, indicando i probabili titolari e la
riserva e sono stati fatti gli accoppiamenti : Antonini titolare con
Del Bene assistente;
Bardi titolare con Calcagno assistente;
Ramacciotti titolare con Bellani assistente;
Riolo riserva farà da "jolly" durante la preparazione. |
| Giovedì
2-11-2000 |
Campo
ad est. Tempo ancora perturbato con pioggia, onda ulteriormente calata.
Abbiamo perlustrato le zone del bassofondo e sul reef : c'era un buon
movimento di prede di media e piccola taglia, e si poteva fare un
buon carniere. Ho stimato che da soli, in cinque sei ore, si potevano
prendere circa 40/50 prede ( 500 grammi di media ) a testa. Potrebbe
essere una valida alternativa alla pesca profonda, o addirittura una
scelta complementare. |
| Venerdì
3-11-2000 |
Oggi
i titolari e la riserva sono andati fuori campo gara per una pescata
di allenamento, mentre gli altri hanno dedicato la giornata alla preparazione
del campo gara orientale.
Abbiamo catturato diverse varietà di prede, ma quella più frequente
era il pesce chirurgo, che oggi abbiamo trovato in piccoli branchi.
Ero vicino a Ramacciotti quando, dopo aver preso un chirurgo, ho provato
a lasciarlo in sagola con l'asta sul fondo. Il pesce che si muoveva
a tre/quattro metri dal fondo, attirava la curiosità degli altri che
non si allontanavano. Maurizio è sceso e ne ha sparato un altro proprio
vicino a quello che avevo preso precedentemente. Successivamente,
gli altri si sono allontanati. Dopo qualche sommozzata, ho trovato
un altro branco più numeroso di pesci chirurgo su un fondale di 28/32
mt che digradava lento. Dopo avere catturato il primo con un' aspetto
non molto lungo, ho preso il pesce ancora vivo e l' ho legato alla
sagola della boa, lasciandolo sempre a tre/quattro metri dal fondo.
Questa volta, grazie anche al branco più numeroso, sono riuscito a
prenderne altri 5 in 7/8 sommozzate.
L'accorgimento di lasciare un pesce ferito si dimostrava interessante,
anche se in gara - si sa - è una cosa diversa.
Poi, ho vissuto un'esperienza assolutamente indimenticabile : a fine
pescata, sui 27 metri di fondo, ho avvistato due carangidi enormi,
stimati 40/50 Kg circa l'uno. Eseguo un'aspetto e con un tiro preciso
centro uno dei due bestioni in un punto in cui un pesce nostrano sarebbe
probabilmente morto subito. Ma qui siamo nell'oceano, e la forza di
queste creature non ha niente a che vedere con quella di una ricciola…..a
circa 15 metri dalla superficie il pesce si è già preso tutti i 60
metri di sagola del mulinello e continua a tirare in modo incredibile.
Purtroppo non dispongo né di boa né del 2° mulinello in cintura, per
cui mi vedo costretto a tagliare la sagola e a lasciar perdere. Il
rumore dell'impatto dell'asta sul pesce è stato unico : ho sparato
con un arbalete da 120 centimetri armato con asta da 170 cm da 6,5
mm di spessore e non sono riuscito a passare la preda da parte a parte.
Comunque, una bella esperienza che dimostra che tra vederli e prenderli
passa una certa differenza. |
| Sabato
4-11-2000 |

§5. Un incontro
speciale
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Campo
gara ad est.
Primo incontro ravvicinato con le balene. Le avevamo avvistate e
sentite sott'acqua, ma oggi lo spettacolo è stato di livello superiore.
Una megattera di circa 20mt con il piccolo era ferma in 20 mt di
fondo. Ci siamo avvicinati e continuava a restare ferma con la testa
enorme rivolta verso il basso e la coda quasi in superficie. Io
avevo una fotocamera subacquea senza flash ed ho scattato un intero
rollino di foto.
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Riolo, con la telecamera subacquea, ha fatto diverse belle riprese.
Mentre ci avvicinavamo il cuore batteva forte sia per l'emozione che
per la paura. Il dottore, che si era buttato con noi, mi stringeva
così forte il braccio che mi faceva male senza neppure rendersene
conto.
Poi, la megattera ha aperto i suoi occhioni rotondi e ci ha guardato
con aria strana, come volesse dire qualcosa. Contemporaneamente, Calcagno
era sceso dietro di lei aggrappandosi alla coda. Appena si è mossa,
Aldo ha subito mollato la presa e si è rapidamente spostato sul flusso
d'acqua mosso dal mammifero. Poi la balena ha iniziato a spostarsi
molto lentamente e l'abbiamo seguita per almeno 100mt.
Oggi c'è meno movimento nel bassofondo, mentre in profondità circolano
diverse prede. Ancora una volta i cambiamenti repentini creano difficoltà
d'interpretazione. Tentiamo di fare il punto della situazione, anche
se la mancanza di esperienza di questi mari e di questi pesci, rende
difficile ogni valutazione. Inoltre, fuori dal campo gara il fondale
è diverso ed i pesci non sono della stessa taglia e dello stesso numero,
pertanto, le nostre valutazioni durante le pescate non possono essere
completamente attendibili.
Bellani e Del Bene sono sicuri al 100% che la prova si vinca a fondo.
Riolo, all'opposto, pensa che la strategia vincente debba puntare
a tante prede di dimensioni medio-piccole da catturare in medio e
basso fondale + qualche preda di dimensione superiore. Io e Ramacciotti
ancora non siamo convinti da nessuna ipotesi, così come Calcagno,
che non si pronuncia. Antonini, infine, inizia a pensare che la gara
si vincerà a fondo con i pesci chirurgo. |
| Domenica
5-11-2000 |
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Campo
gara ad ovest. Il mare è sempre più calmo, oggi è abbastanza facile
pescare nella schiuma. Corrente meno impetuosa e acqua più torbida
caratterizzano la giornata, per la verità non molto indicativa.
Oggi gira poco pesce, e ci restano solo 2 giorni e mezzo di preparazione
per decidere la strategia di gara. Io ho qualche idea, ma niente
di definitivo.
Dopo due settimane di permanenza a Tahiti, mi viene da pensare a
quando immaginavo la trasferta in Polinesia. Fiori e musica ovunque,
belle donne che ballano la danza polinesiana, gente allegra e feste
sulla spiaggia. Non è proprio così, purtroppo quelle scene si vivono
solo nei percorsi turistici standard. Dove siamo noi, ovvero dalla
parte opposta del turismo, c'è solo tanta foresta, nessuna animazione
e - anzi - le persone che incontriamo abitualmente sono molto trascurate.
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§6. Ramacciotti
e Bardi |
Dormiamo protetti da zanzariere, perché altrimenti gli insetti locali
di dimensioni da guinnes ci mangerebbero in poco tempo.
Il nostro passatempo preferito sono le scommesse. Si puntano schede
telefoniche o altro su alcuni gechi che mangiano le mosche. Il geco
punta l'insetto e si avvicina millimetricamente, impiegando anche
10 minuti prima di lanciare l'assalto finale alla mosca. In ogni parte
del soffitto c'è una battaglia in corso e ci sono molte scommesse
nello stesso momento. Il migliore tra gli scommettitori risulta Aldo
Calcagno : riesce quasi sempre a capire se il geco finisca per catturare
o meno l'insetto.
La sera andiamo a mangiare nel miglior posto della zona, ovvero una
specie di chiosco dove ci ritroviamo praticamente da soli. Per fortuna
i coniugi che lo gestiscono sono molto socievoli e ospitali. La cucina
non è malvagia, anche perché gli abbiamo insegnato a fare gli spaghetti,
che regolarmente mangiamo ogni sera. Olio e parmigiano portati dall'Italia
il condimento standard degli spaghetti. Qualche volta però il mitico
Stefano Bellani, cuoco prodigio, ci delizia con una carbonara da sogno.
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| Lunedì
6-11-2000 |
| Campo
gara ad est. Mare calmo e onda leggera. Il mare di Tahiti decide di
farci un altro bel regalo : un nuovo incontro ravvicinato con le balene.
Tre esemplari di dimensioni notevoli ci sono venute incontro fino
a tre metri di distanza : uno spettacolo incredibile ! Saltavano fuori
dall'acqua sbattendo con forza le pinne pettorali…..è stata un'esperienza
indimenticabile. La giornata di preparazione si conclude senza note
di rilievo. |
| Martedì
7-11-2000 |
Campo
gara ad est Mare quasi calmo, onda nella norma.
Abbiamo controllato una bella zona di basso fondale popolata da pesce
di piccola taglia ( 3/500 gr ) in buona quantità. Quasi ogni tuffo
avrebbe potuto concludersi con una cattura : davvero non male, considerando
anche la bassa profondità di esercizio, non superiore a 7 metri. Abbiamo
anche trovato una bella zona al limite del campo gara caratterizzata
da un buon numero di prede di taglia superiore. Se in gara ci saranno
condizioni simili a quelle di oggi diventerà difficile decidere se
impostare la gara a fondo o più in terra. |
| Mercoledì
8-11-2000 |
Campo
gara ad ovest. Mare calmo, onda nella norma. Dedichiamo la mezza giornata
al controllo delle zone già segnate in precedenza. Abbiamo poco tempo
perché nel pomeriggio ci sarà la presentazione ufficiale del Campionato.
Purtroppo le mie zone migliori sono risultate negative…. Strano, perché
c'ero già stato più volte e avevo sempre visto pesce… Ma oggi è l'ultimo
giorno di preparazione e abbiamo pochissimo tempo, quindi non c'è
più la possibilità di cambiare tattica o cercare nuovi posti : non
mi resta che prendere atto della imprevedibilità di queste acque.
Questa giornata è stata decisamente negativa. Dovrò scegliere se impostare
la gara diversamente da quello che pensavo o ritornare sui soliti
posti sperando che nel frattempo sia cambiato qualcosa. |
| Giovedì
9-11-2000 |
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Giornata
di riposo e di presentazione delle squadre.
Ci dedichiamo alla messa a punto delle attrezzature e impostiamo
tutti insieme la tattica di gara. La prima prova di domani avrà
luogo sul campo di gara ad est, che consideriamo il più pescoso.
Dopo una consultazione di gruppo, Antonini e Ramacciotti decidono
di partire su due zone più a largo per tentare la cattura di pesci
chirurgo di taglia più sostenuta, da 1,5 a 3 Kg.
Io opto per una partenza nel bassofondo, perché se le condizioni
e il giro di pesce restano quelli dei giorni precedenti si può fare
un punteggio molto valido. Le prede sono di taglia più contenuta,
ma il ritmo che si può tenere in poca acqua è molto più serrato.
Così facendo potremmo valutare meglio quale tattica rende di più
ed eventualmente cambiare durante la gara.
In serata arriva una brutta notizia : la zona più bella al limite
del campo gara ad est, dove si disputerà la prima prova e dove pensavo
di partire, è stata tagliata in modo incomprensibile, diversamente
da come ci era stato detto in precedenza. Ciò non potrà che condizionare
sensibilmente l'andamento della competizione.
A quel punto non sono più molto convinto di partire nel bassofondo,
ma considerando che ho un'altra zona discreta e che piace l'idea
di non partire tutti fuori, penso che partirò vicino alla barriera
sulla fine del campo gara.
Marco
Bardi
DIARIO
TAHITI II° PARTE
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