Andrea Calvino - A.S. Mojoli Sub

 

Cominciamo raccontando le due giornate: come hai pescato, su che fondale, con quali fucili?

La prima giornata sono partito su un ciglio tutto spaccato a 16 metri per poi spostarmi, dopo poco, sui 22/25 metri, sempre pescando su cigli appoggiati su sabbia e posidonia, e ho continuato per tutta la gara insistendo con grande attenzione su questo tipo di fondale. Ho iniziato pescando con un fucile ad elastico ONE da 80 cm per sostituirlo poi con un Airbalete da 70 con fiocinetta a 4 punte, quando ho capito che il pesce era troppo mobile e nervoso per poterlo pescare con la tahitiana tra gli stretti spacchi del ciglio. Ho catturato poco prima della pausa di metà gara tre corvine, di cui due di buona taglia in rapida successione, per poi concludere con altri 2 saraghi fiocinati durante l’ultima ora di gara.Il secondo giorno sono partito diretto su un bel ciglio sui 26/28 metri dove in preparazione avevo visto un discreto movimento di pesce, riuscendo nei primi 4 tuffi a catturare una corvina, un tordo e un sarago scorrendo gli spacchi che poggiavano sulla sabbia con l’80 ad elastico. A quel punto ho cambiato arma a favore di un 105 ONE per proseguire la gara pescando all’aspetto nella speranza di catturare un bel dentice o un barracuda che mi avrebbe permesso di fare la differenza. Sono riuscito a catturare solo un sarago grosso dopodiché non ho più visto una coda. Allo spostamento di metà gara ho scelto di andare in medio fondale a razzolare, con il fucile corto, qualche altro pesce spaventato dai gommoni: così è stato, infatti sono riuscito ad aggiungere al mio carniere altri due saraghi di buona taglia, sorpresi all’interno di spacchetti molto nascosti e difficili da individuare dove probabilmente erano già passati altri atleti visto che in zona c’era molta confusione.

Il podio a portata di mano: se si potesse rifare la gara cosa non faresti o faresti in maniera diversa?

Sinceramente rifarei tutto allo stesso modo: mi è mancato il pesce grosso il secondo giorno, quando ho pescato all’aspetto in profondità. Quel ciglio era proprio da denticione e c’era pure la mangianza...

Avevi esordito ad alto livello nel 2005 con un secondo posto al Campionato di II Categoria, alle spalle di De Silvestri che giocava in casa. Dopo però non sei riuscito a dare continuità ai tuoi risultati alternando ottimi risultati a clamorose disfatte. Cosa pensi ti sia mancato nelle altre occasioni per riuscire ad emergere?

Nelle occasioni andate male ho sempre commesso lo stesso errore, cioè non ho avuto la giusta concentrazione che ti porta ad affrontare la gara con grande “cattiveria agonistica” ma allo stesso tempo estrema lucidità nelle scelte da fare. In quelle occasioni i miei barcaioli si sono sempre accorti subito che giravo a vuoto senza essere incisivo.

E adesso?

Adesso ho più fiducia in me stesso, affronto le gare con più tranquillità e di conseguenza mi concentro meglio sull’obiettivo che voglio raggiungere.

 

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