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Stefano Claut - Società Nautica Grignano |
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Il campo gara della prima giornata era quello che mi dava più fiducia. Avevo una zona di corvine e saraghi all’inizio del campo gara a nord che, in preparazione, trovavo sempre ben frequentata a differenza di tutte le altre tane dove il pesce spariva. Sapevo che avrei dovuto dividerla con altri atleti e quindi ho pianificato nei dettagli la partenza: arrivare sul punto pronto per il primo il tuffo. Così è stato. Ho fatto la prima immersione in 18 metri con il tempest 50, andando a controllare dei buchetti dove vedevo sempre le corvine lasciando perdere il lato opposto dove invece avevo visto i saraghi. In realtà il grotto era tutto comunicante e la sfortuna ha voluto che il lato da me esplorato fosse disabitato. Il tempo di riemergere e vedo partire Bisulli che ovviamente dall’altro lato cattura subito una bella corvina. Nel frattempo arrivano Deiana e Loprete. Io sono pronto e riparto subito andando a controllare l’altro lato: c’è sospensione così scorro dall’alto e vedo una corvina che spaventata sbuca dal grotto e di gran lena scappa dalla zona. La inseguo e con un tiro al limite la prendo in coda. Purtroppo il cinquantino non era il fucile più adatto per un tiro simile e così si strappa. Insomma un inizio deprimente. Cambio arma ed impugno l’airbalete 70 con fiocina e insisto in zona catturando due saraghi sotto peso, quindi decido di spostarmi su un taglio nelle vicinanze dove in preparazione avevo visto due saraghi poi scomparsi l’ultimo giorno prima della gara. Per fortuna i pesci ci sono: uno grande e uno piccolo. Miro il saragone e con un tiro lungo lo prendo ma, sfortunatamente, lo sparide s’incastra nel taglio e così sono obbligato a doppiarlo. La cosa si rivelerà decisiva per non perderlo ma, purtroppo, durante il lavoro d’estrazione un'asta s’incastra nel lungo taglio e sono costretto ad usare il raffio per riuscire a tirare fuori tutto... neanche fosse una cernia! Il pesce di circa un chilo mi galvanizza anche se i segnali in quella zona sono finiti e da ora in poi sarò costretto ad inventare. Mi sposto così a pinne su una zona di grotto e di roccia bianca dai 17 ai 21 metri dove in preparazione avevo visto un po’di pesce al libero. Cambio strategia e impugno un hf2 100 con cui eseguo lunghi aspetti nella speranza di individuare una zona di grotto popolata. La strategia sembra funzionare ed infatti individuo un gruppetto di saraghi che però non si avvicinano. Decido così di eseguire un agguato e appena giunto a tiro utile, sfruttando l’indecisione di uno sparide che temporeggia nervosamente, lascio partire un tiro lungo che lo trafigge. Il sarago rimane fulminato e l’asta termina la corsa piantandosi nel grotto. Con la coda dell’occhio ne vedo un altro infilarsi in un taglio. Lascio l’asta sul fondo come riferimento e mi faccio passare il 70 con fiocina. In buona progressione ne catturo altri due frugando in prossimità dell’asta riuscendo ad ottimizzare l’occasione. Ho ancora un’opportunità con un marvizzo al limite di peso sbagliato con un tiro dall’alto sulla schiena e con un sarago nervosissimo che tento di sparare in coda con un tiro quasi impossibile. Non ho usufruito dello spostamento anche se avevo altre zone, però visto il posizionamente degli altri concorrenti ho preferito rimanere su questo spot dove tra l’altro ero solo. Concludo la giornata con sei saraghi di cui solo quattro validi ma tutti di buone dimensioni. Col 33% di punteggio percentuale mi rendo conto che dovrò fare una gara all’attacco per rimontare. Il problema è che non ho niente di concreto in mano a parte tane dove il pesce è sparito durante la preparazione.
Le premesse come accennavo non sono buone, in più si aggiunge una forte stanchezza accumulata anche a causa della lunga preparazione del mondiale. Sono incerto fino all’ultimo su dove buttarmi ma alla fine opto per andare su una tana dove avevo visto un giorno una bella corvina con dei bei saraghi. Il buco è molto bello e spero che ci sia rientrato qualche pesce. Impugno il solito airbalete 70 con fiocina a 5 punte. Non c’è niente e così decido di sfruttare la parte rimanente dello spostamento per raggiungere una zona all’estremità sud dove avevo un'altra tana potenzialmente valida. Mi ritrovo vicino a De Silvestri. Mi affaccio alla tana e intravedo un sarago in peso che scoda. Lascio partire il tiro ma inspiegabilmente sbaglio. Esploro tutto intorno ma senza successo. La zona però è bella e c’è un po’ di movimento così insisto. I pochi saraghi avvistati sono però nervosissimi e mobili, così decido di ritornare sulla tana della partenza. La scelta si rivela azzeccata e catturo infatti un bel sarago. Cambio strategia impugnando il 100 come la giornata precedente ma senza successo a parte un sarago sottopeso catturato e una coppiola di salpe strappate che però, vista la loro leggerezza durante le pesature, sarebbero state sicuramente sotto peso. Avvisto anche delle lampughe in superficie, però impugno il 70 con fiocina che non risulta sufficiente per un tiro utile. Peccato perché fino al tuffo prima impugnavo il 100. Allo spostamento vado a terra su un lastrone bellissimo dove mi ritrovo in compagnia di Settimi. Lui ci ha fatto la partenza ed è ritornato a vedere se è rientrato qualcosa. Il tempo di fare un tuffo a testa e di constatare che non c’è niente e mi sposto su un altro segnale. Anche su questo spot il deserto e comincio a perdere le speranze: le cose non stanno andando molto bene. La stanchezza si fa sentire ancora di più, il mare monta e per un attimo nella mia mente si crea un pensiero negativo quasi a sperare che la gara finisca al più presto. A quel punto però mi tornano alla mente le parole lette su un articolo di Bardi nel quale scriveva che chi durante la gara ha queste divagazioni ha già perso in partenza. Mi rendo conto che questo pensiero non fa parte del mio carattere e ripresomi dal torpore ingrano il turbo e mi metto a razzolare spinto anche dal mio barcaiolo Max Ferletti che mi incoraggia e che sembra che sia in acqua a soffrire con me. Catturo subito un sarago da pesare che sparo però dall’alto rovinandolo un pò. Successivamente trovo una bella zona (che alla fine si rivelerà decisiva per le sorti del mio campionato) dove avvisto una bella corvina e un marvizzo. Mi immobilizzo e la corvina mi viene all’aspetto. Impugno l’airbalete 70 e quindi devo aspettare che si avvicini il più possibile. Il pesce si ferma e io tento di guadagnare qualche metro di tiro utile. A questo punto la corvina si gira e con un tiro in coda riesco a catturarla. L’afferro e mentre la porto in superficie tengo d’occhio il labride. Il mio barcaiolo esulta e senza perdere tempo mi faccio passare l’altro fucile e riparto. Sono sulla spacca e la scorro. Vedo il tordo muoversi nell’ombra e sparo colpendolo. Il recupero non ha storia e risalgo con il pesce di quasi un chilo tra i denti della fiocina. Continuo con ritmo e nelle vicinanze trovo un sarago che s’intana in una crepa stretta e difficile. Devo infilarmi dentro con parte del corpo, togliermi il boccaglio e far passare prima il fucile. Dopo un po’ di peripezie alla fine riesco a catturarlo. Concludo con la cattura di una salpa sotto peso. Ho pescato sempre dai 17 ai 22 metri tenendo un buon ritmo. Non penso di avercela fatta ma mentre rientro in porto mi accorgo che per tanti non è stata una buona giornata. Sopratutto per coloro che avevano fatto una bella prima manche. Durante la pesatura purtroppo il sarago rovinato mi viene scartato per soli 15 grammi... peccato! Sicuramente il tiro ravvicinato ha contribuito a fargli perdere peso. Concludo comunque con 4 pesci validi e 3 specie (2 saraghi, 1 marvizzo e la corvina) e con 50% di punteggio che mi consentono di piazzarmi all'8° posto finale con mia grande gioia.
Sicuramente il momento della cattura dei 3 bei pesci nella seconda giornata dopo un periodo di smarrimento. Il fatto mi ha dimostrato per l’ennesima volta che bisogna lottare fino all’ultimo. Non credo di aver commesso grossi errori tattici. Se dovessi tornare indietro l’unica cosa che cambierei è legato al primo tuffo della prima giornata. Impugnerei un 70 invece che il cinquantino e guarderei dall’altro lato. Però le corvine le ho viste due volte da quel lato quindi ho agito di conseguenza. In preparazione avrei dovuto usare di più il paperino e meno le pinne: forse potevo trovare qualcosa di più magari cercando anche più fondo anche se ho preferito, visto il poco tempo, puntare su una gara al razzolo entro venti metri dove potevo tenere un buon ritmo di tuffi. Ma col senno di poi... Sono comunque sono molto contento del risultato, di come sono riuscito ad ottimizzare le catture nel momento in cui trovavo pesce e di come ho saputo inventare i pesci. Infatti su otto pesci validi solo due li ho presi a segnale. A chi dedichi questo risultato? Beh, su questo non ho dubbi: a mia moglie Raffa. Ho avuto un periodo molto brutto a seguito di un'operazione all’intestino. In teoria avrei dovuto saltare l’anno agonistico, in pratica ho deciso di provare a qualificarmi in Toscana (a Trieste le prime selettive erano troppo vicine all’operazione). Questo, unito alle semifinali, agli assoluti e al mondiale, ha richiesto enormi sacrifici sia economici che di tempo, ma lei è stata sempre al mio fianco incoraggiandomi e tifando per me nonostante mia figlia Chiara che giustamente reclamava il papà. Appena avuta la notizia ufficiale dell’8° posto è stata la prima persona che ho chiamato. Sentirla profondamente emozionata del mio risultato è stato bellissimo. Mi sembra doveroso ringraziare anche il mio fido barcaiolo Max Ferletti detto “Duracell”, che ho sentito molto coinvolto e che mi ha dato la giusta carica nei momenti necessari. Spesso il buon risultato di un atleta dipende molto dal suo barcaiolo. Ringrazio anche tutta la grande famiglia della Omer per la fiducia datami e Marco Bardi che ci incoraggia e supporta soprattutto nei momenti negativi. Infine volevo ringraziare l’intero direttivo della mia società Nautica Grignano e in particolar modo il presidente Giovanni Svara che sta veramente dando un notevole contributo alla pesca in apnea triestina e italiana, unito al ringraziamento alla Federazione senza la quale le competizioni non esisterebbero. Apnea Magazine era al vostro fianco anche in questa occasione: che ne pensi? Sono entusiasta del vostro lavoro, leggo sempre l’e-zine ma purtroppo per impegni di tempo non riesco più a frequentare il forum come una volta. Ho avuto anche modo di conoscere lo staff in occasione dei Mondiali e di un raduno a Grossetto e devo dire che sono persone in gamba e molto professionali, poi la possibilità di seguire in diretta da casa una competizione di pesca in apnea lo trovo impagabile. Un saluto a tutti gli utenti! |
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