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Vincere un Campionato Assoluto |
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Prima giornata mercoledì 21 giugno 2000 Ci sono volti tesi, altri più tranquilli, qualcuno che sorride ironicamente, ma in un attimo ci ritroviamo tutti al centro campo gara e aspettiamo che il giudice confermi la partenza. La preparazione dei 3 campi di gara la avevo svolta serenamente impostando tutto sulla regolarità senza cercare soluzioni estreme. Avevo deciso di partire su una tana dove in preparazione c’era una dozzina di saraghi grossi. La tana però non era bellissima ed avevo la certezza che qualche altro concorrente l’avesse trovata. Pertanto mi accontentavo di prendere qualche pesce ma andava bene per cominciare. Il giudice di gara decise di dare il via senza preavviso ed in pochi secondi la realtà prese il sopravvento. Grazie alla precisione delle mire a terra ed alla rapidità di azione, sono il primo a scendere, mi affaccio e in una frazione di secondo capisco che i saraghi in peso sono solo tre, sparo al primo e risalgo. Gli altri concorrenti si lanciano dentro la tana e alzano un gran polverone facendo fuggire i pochi pesci rimasti. Decido quindi di spostarmi su un’altra tana a trecento metri di distanza. Si tratta di una lastra isolata nelle alghe che ospita pochi pesci. Appena arrivo riesco a sparare un sarago in peso dentro alla tana ma finisce tutto in un attimo. Al terzo spostamento mi butto su una zona di grotto dove avevo visto girare qualche sarago al libero. Scendo con il 90 e al secondo aspetto ne prendo uno grosso. E’ passata un’ora e sono a tre forse 4 pesci validi, va bene così. Proseguo su una zona di grotto con cigli bassi alternati a sabbia. Uno dei punti dove il fondale si dimostra più vivo di micro organismi, quindi più affidabile. La visibilità era di circa 10 metri e la profondità variava dai 18 ai 20 metri. Vi erano pochi gommoni intorno, pertanto con il 90 effettuo una serie di planate che si tramutano in veri e propri aspetti sul fondo. Con ritmo regolare, catturo tre saraghi all’aspetto, uno ogni mezz’ora. Intanto la zona si era popolata di altri concorrenti. Troppa confusione per continuare all’aspetto, mi soffermo quindi su una zona più ricca di fessure e con un arbalete da 50 con fiocina inizio una ricerca a tappeto nel grotto dove riesco a catturare altri 2 saraghi. A fine gara i primi che incontro hanno un’espressione delusa e infatti mi confermano poche catture. Finirò quarto con nove saraghi e sono soddisfatto per come ho svolto la competizione.
Il tempo è buono ed il mare è calmo. Per pura coincidenza la giuria si ferma al centro campo gara proprio sopra alla zona dove avevo deciso di partire. Ero preciso sopra al mio segnale e quindi tenevo il motore spento, pronto a buttarmi direttamente in acqua. Guardandomi attorno ho subito capito che avevo molti inquilini su quella zona. Senza lasciarmi condizionare, mentre attendevo il segnale di via, ho iniziato la respirazione cercando di rilassarmi. Contemporaneamente controllavo i riferimenti a terra per essere sicuro di trovarmi preciso sopra. Al scendo subito sulla tana principale affacciandomi per primo all’imboccatura. Riesco a catturare un primo sarago in una piccola fessura a pochi metri dalla tana principale. Continuo la mia ricerca con un 50 con fiocina, guardando accuratamente ogni apertura e riesco a catturare altri due saraghi. Intanto alcuni concorrenti si allontanano a mani vuote. Riesco a catturare il quarto pesce valido e altri due probabilmente sotto peso. Dopo un’ora e mezza decido controllare due segnali vicini, ma anche la ci sono passati altri concorrenti che hanno lasciato tracce inconfondibili della loro presenza quindi mi dirigo quasi a fine campo gara su una lingua di grotto basso. Appena scendo in acqua mi accorgo che c’è una corrente fortissima, il fondale è di 22 metri e da sopra non si vede niente perché la visibilità è mediocre. Decido allora di risalire in gommone e mi faccio trasportare a monte di corrente. Tenendo sempre sotto controllo i riferimenti a terra, mi preparo lasciandomi trasportare dalla corrente e circa 20 metri prima del punto preciso, scendo in direzione del punto previsto. Dopo due tuffi riesco a colpire un bel sarago e dopo qualche altro tentativo metto a pagliolo anche il secondo. In queste situazioni ogni cattura ha un valore doppio. Insisto ancora nella zona e a cento metri di distanza dal punto principale riesco a colpire un altro bel sarago all’aspetto. Sono passate più di tre ore e ho sette pesci sicuri e due da pesare, non è male ma devo insistere. Mi sposto su una zona di grotto traforato sui 16 metri. Ci sono molti gommoni intorno ed è evidente che la zona sia stata già battuta. Inizio una ricerca a tappeto ispezionando ogni fessura con ritmo serrato e riesco a catturare sei pesci, dei quali solo 2 sono sicuramente in peso e gli altri molto dubbi. Manca mezz’ora alla fine della gara e da circa venti minuti non riesco a vedere più un pesce. E’ il momento di cambiare tattica devo prendere almeno un altro pesce prima che finisca la gara. Decido di ritornare nella zona dove c’era corrente forte perché di solito con quelle condizioni il pesce si sposta molto e anche se due ore prima vi avevo pescato, potrebbe essere rientrato qualcosa. Dopo alcuni minuti riesco ad individuare da lontano un sarago grosso che nervosamente gira vicino ad un ciglio basso. Lasciandomi planare a favore di corrente, mi avvicino e tento la cattura con un aspetto. Il sarago cerca di allontanarsi a piccoli scatti, quindi provo ad anticiparlo. Il pesce inizia a vibrare pronto allo scatto finale, capisco quindi che quello è l’ultimo attimo disponibile. La freccia scocca velocemente in direzione del sarago di circa un chilo ma il pesce viene solo rigato lateralmente dall’asta ed il sarago si infila su una spacca vicino. Lascio il 90 sul fondo che serve ad indicarmi con esattezza il punto dove si è nascosto. Impugno un fucile da 60 con la fiocina risalgo a pinne la corrente mantenendo il controllo del posto e scendo di nuovo con la massima rapidità. Mi affaccio all’imboccatura della tana ed inizio a scorrerla rapidamente pronto a sparare. Con un colpo d’occhio riesco a vedere dall’altra parte il sarago che velocemente tenta la fuga. Non c’è il tempo per prendere la mira, quindi il colpo parte istintivo. L’asta si ferma e inizia a vibrare, mi rendo conto che è stato colpito. Anche oggi sono contento di com'è andata, ho pescato bene, sfruttando al meglio le zone che avevo. Sono ancora tra i primi posti con 10 pesci validi. A questo punto la classifica parziale dopo due giornate mi vedeva al primo posto a pari merito.
E’ la volta del campo gara che per alcuni aspetti mi preoccupa di più. Decido di partire sulla zona con più aperture perché avevo studiato attentamente la zona scoprendone alcuni segreti. Al via come m'immaginavo un folto gruppo di gommoni parte nella stessa mia direzione. Giunti sul posto a colpo d’occhio capisco che siamo almeno otto concorrenti. Il fondale non si vede da sopra, ma controllando i riferimenti a terra si capisce che la corrente è molto forte. Sono il primo a scendere sul punto nevralgico e catturo subito un grosso fasciato. La forte corrente mette tutti in difficoltà, ma il confronto diretto con altri atleti sullo stesso posto con le stesse condizioni è il massimo. Ho individuato dove si nasconde il pesce e cerco di non far vedere agli altri concorrenti dove vado a sparare. Aspetto la loro risalita per scendere e trovarmi da solo sul fondo, così da sopra non possono vedermi. Fingo di scendere sull’apertura principale smuovendo il fondo e lascio polvere, però mi sposto a pochi metri di distanza su una stretta spacca che comunica con un taglio dove si nascondono i pesci. Mantengo il controllo ed evito che qualcuno mi veda pertanto devo attendere che tutti sono risaliti prima di iniziare la mia discesa. Ci vuole un grande auto controllo per mantenere la calma e l’astuzia in queste situazioni. Dopo due ore, considerato il forte disturbo sul posto e considerato che gli altri non effettuano catture, decido di visitare velocemente un altra zona. Arrivo a segnale e mi accorgo che anche in questa zona ci sono molti concorrenti. La tana madre è molto lunga con un lastrone enorme aperto da due lati collegato ad un pezzo di ciglio. Scendo con il 90 deciso ad infilarmi tutto dentro sperando che, considerata la corrente e la confusione non lo abbia fatto nessuno. Quando sei determinato e prendi fiducia nei tuoi mezzi ti riescono cose che in altri momenti sembrano impossibili. Entro completamente dentro il lastrone e accendo la torcia, in fondo vedo un leggero bagliore e senza attendere sparo a circa tre metri di distanza. E’ un bel sarago che porto fuori dalla tana nello stesso tuffo. Scendo di nuovo con il 90 stavolta dall’imboccatura opposta, m'infilo dentro e colpisco un secondo sarago. Sicuramente in queste azioni c’è un misto di bravura e buona sorte. A questo punto torno di nuovo sulla tana della partenza dove ci sono sempre due concorrenti. Al primo tuffo scendo su una spacchetta nascosta e senza accendere la torcia, sparo appena vedo la sagoma di un pesce. Si tratta di un altro bel sarago. Scendo di nuovo su un’altra apertura poco distante dove avevo lasciato un sarago nervoso e riesco a catturare anche quello. Poi metto a pagliolo altri 3 saraghi nella tana nascosta. Uno dei concorrenti mi blocca in superficie e mi dice: Io sono qui da che pesco da solo da più di un ora e arrivi tu e prendi subito 4 saraghi. Adesso mi spieghi come fai a prendere questi pesci!! Dopo la gara te lo racconto è la mia risposta! Ad un’ora circa dalla fine, mi sposto su una terza zona più ampia molto traforata. Nei minuti restanti, guardo in tutti gli anfratti con fucile corto e fiocina e riesco a prendere altri tre saraghi. La gara termina ed io ho addosso una carica di adrenalina notevole, avrei continuato a prendere saraghi per ore in qualsiasi posto! Sono consapevole che ho fatto una bellissima gara e che tutto è andato per il meglio. La tensione è altissima ma ad un certo punto le notizie sono certe. Nel gommone accanto a me si libera ad alto volume la canzone WE ARE THE CHAMPIONS. Il fedele Barcaiolo di Bellani ha portato la musica per festeggiare il suo atleta, ma dato che a lui è andata male, mette la musica a tutto volume regalandomi una emozione indimenticabile. Mi lancio dal gommone e inizio ad urlare e dare pugni sull’acqua. Quelli che mi conoscono come un tipo calmo e razionale rimangono a bocca aperta! Dovevo liberarmi della persecuzione dei secondi posti. Negli ultimi anni ne ho collezionati ben 5 e conosco bene l’amaro della vittoria sfumata di poco. E’ bellissimo vincere il secondo titolo assoluto, lottando senza nessun vantaggio. Una tattica di gara perfetta, una regolarità di condotta e la solita grande determinazione sono state le armi vincenti. |
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